Paul Watson batte ChatGPT nel primo scontro in heads up, ma la rivincita potrebbe andare diversamente

Paul Watson vs ChatGPT. Sembra di tornare con la mente alle sfide degli anni 70 tra i grandi scacchisti e i computer della IBM, ma questa volta lo scenario è quello del poker, e la sfida è con la IA (intelligenza artificiale) che sta facendo parlare moltissimo, ChatGPT. Vediamo come è andato il primo scontro tra uomo e macchina, anche se in verità già da quasi 10 anni si parla di sfide a poker tra Pro umani e IA.

Paul Watson vs ChatGPT: l’uomo vince il primo scontro con la macchina

Paul Watson, umano, vince la prima sfida a poker contro ChatGPT, intelligenza artificiale, anche se non si è trattata di una vittoria netta. Nel testa a testa Watson ha chiuso con un profitto di $117 (anche se non si sanno dettagli di blind e nemmeno la variante utilizzata, ma pensiamo sia la più classica, il Texas Hold’em), nella sfida andata in scena nell’esclusivo Club 52 in un evento ospitato da Cactus, la società tecnologica che, tramite un porta voce dell’evento, ha dichiarato: “Il modello AI ha dimostrato di comprendere il gioco, ha perso $ 117 contro il suo avversario in carne e ossa. Nonostante il risultato, l’evento ha messo in mostra il potenziale dell’intelligenza artificiale in scenari complessi e di vita reale”.

Sempre gli organizzatori hanno dichiarato che tra i momenti migliori della sfida c’è stata una mano vinta da ChatGPT, in cui avrebbe semi bluffato dichiarando un solo K invece della coppia di K che aveva realmente in mano, e che l’aveva spinta a fare la puntata più alta della sessione ($20).

Queste invece le parole di Watson: “È stato un onore partecipare, ho apprezzato James che ha pensato che sarei potuto essere un degno avversario per il computer. Giocare contro un avversario IA come ChatGPT è stata un’esperienza unica ed emozionante. Non vedo l’ora della nostra rivincita a maggio”.

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La rivincita potrebbe andare diversamente

Il co-fondatore di Cactus, James Robinson, l’organizzatore dell’evento, ha dichiarato a Royal Gazzette: “Senza alcuna preparazione, siamo riusciti a far capire al computer quali carte gli erano state distribuite e che stava giocando a poker. Per ora siamo riusciti a convincerlo a dare istruzioni a me come essere umano, se foldare, fare check, chiamare, rilanciare e persino andare all-in. Con una maggiore preparazione la prossima volta, saremo in grado di utilizzare GPT-4 per l’intera sessione, e quindi penso che Paul non se la caverà così facilmente”.

Si pensa inoltre agli scenari futuri del gioco, specialmente online, con la possibilità, tutto sommato semplice, di sfruttare ChatGPT per avere informazioni in tempo reale, e senza problemi, collegandola da un altro pc, terminale o mobile. Sarebbe un gioco da ragazzi quindi servirsi di questo aiuto, che man mano che passerà il tempo potrà elaborare sempre più dati e diventare sempre più efficace nel gioco, già dalla rivincita di maggio.

Sempre se ci sarà una rivincita, con la società Cactus che sta già pianificando una seconda sfida a maggio, ansiosa di mostrare le capacità di ChatGPT e le sue potenziali applicazioni in vari settori, sempre se ChatGPT sarà d’accordo. Sembra infatti che dopo un ora ChatGPT abbia iniziato a ripetere che non poteva giocare a poker in quanto IA, ed è andata in sciopero.

In verità questa non è la prima sfida del genere nemmeno nel mondo del poker. Già più di 6 anni fa si era provato un esperimento simile a Pittsburgh, e in quel caso Libratus, un sistema di intelligenza artificiale sviluppato dagli scienziati della Carnegie Mellon University, dominò contro una serie di poker pro, che invece avevano però vinto la sfida di 2 anni prima. Qui trovi tutti i dettagli di questa storia, per non parlare dei tanti articoli che abbiamo fatto negli anni per parlare di Bot nel poker.