Atalanta in crisi nera: 0-3 in casa contro il Sassuolo. A rischio la panchina di Juric

Precipita l’Atalanta, travolta in casa per 3-0 dal Sassuolo, in una domenica nerissima che potrebbe costare la panchina al traballante tecnico Ivan Juric. L’illusoria e rocambolesca vittoria di Marsiglia sembrava aver sanato la crisi nerazzurra, esplosa in maniera roboante nella pessima prestazione nell’anticipo alla New Balance Arena contro gli emiliani. Dal 20 settembre per la Dea appena cinque punti in sette giornate, con cinque pareggi consecutivi e due sconfitte consecutive a Udine e contro il Sassuolo, con appena quattro gol segnati. Numeri secchi di una crisi conclamata, acuita dall’impietoso paragone con lo scorso anno quando la Dea dopo 11 giornate aveva 22 punti, con sette vinte e solo una pareggiata, e ben 29 gol segnati: ora sia i punti che i gol sono solo 13.

Atalanta che nel primo tempo ha tenuto palla (62%) ma ha costruito pochissimo, tranne una fiammata iniziale che ha portato ad un rasoterra di Lookman diretto in rete a portiere battuto, con salvataggio provvidenziale a un metro della linea di Idzes. Poi solo gioco a centrocampo, nello stretto, senza tiri in porta, con il Sassuolo abile nello spezzare il gioco e a salire con le ripartenze.

Trovando il gol poco prima della mezz’ora: errore difensivo di Hien a favorire l’ottimo movimento in area di Pinamonti travolto in uscita da un disattento Carnesecchi: dal dischetto esecuzione chirurgica di Berardi. La Dea non ha reagito, con un Ederson impalpabile e gli attaccanti troppo isolati davanti, andando al riposo con i fischi (che non si sentivano da anni) dei tifosi della tribuna. Ripresa con girandola di cambi offensivi inutili e il Sassuolo chirurgico in contropiede a forare la fragile difesa atalantina con le reti, in contropiede, innescate dal capitano Berardi che al secondo minuto si invola a destra e serve in mezzo Pinamonti, perso da Hien, per il raddoppio, e al ventesimo vola da solo, servito da Thortsvedt, per il tombale 3-0 con la difesa nerazzurra in ritardo.

La mezz’ora finale, nonostante il tifo a tutto volume della Nord a coprire mugugni e fischi delle tribune, è senza acuti nerazzurri, fino al fischio finale, quando la bordata dei fischi delle due tribune sale di livello. Nelle prossime ore la dirigenza atalantina (il co owner Stephen Pagliuca era in tribuna ad assistere al match) dovrà decidere sul futuro di Juric, a questo punto in bilico, e già circolano i nomi di Palladino o Thiago Motta.