Juve, Chiellini: “Siamo in fase di anticiclo. Vogliamo tornare a vincere quanto prima"

Torino, 4 dicembre 2025 – Vincere non è importante, è l’unica cosa che conta. A Torino spesso si usa questo motto per sottolineare un concetto chiaro: la Juve deve tornare in lotta per i trofei. Da un po’ la Vecchia Signora è a secco, l’ultimo è la Coppa Italia con Max Allegri nel 2024, e soprattutto il digiuno si fa lungo per quanto riguarda lo Scudetto, segno che le gerarchie in Serie A sono cambiate. E anche in questa stagione sarà difficile ricucirsi il tricolore sul petto, perché il nuovo progetto targato Damien Comolli è appena all’inizio e in pochi mesi, nel 2025, sono stati cambiati due allenatori. Serve ricostruire un ciclo e, come sempre accade nel calcio, il processo richiede pazienza. Lo ha ammesso Giorgio Chiellini, il director of football strategy, a margine di una cena al Club Urbe Bianconera. Complicato vincere in questa stagione, la Juve ci proverà, ma tutta la ricostruzione è finalizzata a medio-lungo termine.
 

Chiellini: “Serve avere fede, siamo nell’anticiclo”

La Juve è in una fase di anticiclo, ovvero di ricostruzione, di lavoro per tornare ai vertici dopo che si era vinto tanto tra Antonio Conte, Max Allegri e Maurizio Sarri, l’allenatore dell’ultimo Scudetto in bacheca. Da lì una progettualità meno chiara, con tanti allenatori cambiati, numerose modifiche all’organigramma e le briglie economiche delle indagini sui bilanci bianconeri. Ora la Juve prova a uscirne nel solco della sostenibilità finanziaria e con una nuova metodologia di fare calcio targata Damien Comolli. Insomma, serve tempo. Così Giorgio Chiellini: “Bisogna avere fede, la storia della Juve è fatta di grandi cicli vincenti e ora siamo in una fase opposta – le sue parole – Da un po’ non riusciamo a vincere e speriamo di farlo quanto prima e in questa stagione sarà difficile. Ma ci proveremo in tutti i modi perché l’ambizione è sempre quella massima”. Questa nuova fase tecnica porta anche la firma di Luciano Spalletti, il terzo allenatore nell’anno solare 2025 dopo Thiago Motta e Igor Tudor. Per Chiellini è un uomo in missione: “La sua carriera parla per lui, sta lavorando molto bene sui dettagli e dedica grande attenzione a ogni allenamento. Sta anche rivalutando giocatori che avevano avuto poco spazio”. La Juve si affida a lui per tornare grande e in ogni club in cui è andato è riuscito a centrare l’obiettivo, finanche riportando uno storico Scudetto a Napoli: “E’ un uomo in missione, vive per la Juve e sta dando tutto se stesso per invertire la rotta. Adesso arriva la sfida al Napoli che per noi è una partita importante e difficile”. Al Maradona non ci sarà invece Dusan Vlahovic, fermato da una lesione muscolare di alto grado. Per il centravanti serbo i tempi di recupero si aggirano attorno ai tre mesi e nella giornata di oggi, secondo Sky Sport, è prevista una operazione chirurgica a Londra per garantire una guarigione migliore, ma non è detto sia anche più rapida. “E’ un infortunio pesante e ci dispiace tanto – il messaggio di Chiello – Ogni infortunio dà una possibilità a chi ha giocato meno e ci auguriamo sia una opportunità per Jonathan David di giocare di più e con meno pressione. Ci saranno dei momenti difficili ma la squadra sta bene e nel match di Coppa Italia ha dato certezze in più”.

Tacchinardi: “Spero la Juve non sia Yildiz dipendente”

Nell’ambiente bianconero ci si chiede se non stia emergendo una dipendenza dalle giocate di Kenan Yildiz. Il turco ha deciso le sfide contro Bodo e Cagliari, che si erano oltremodo complicate, ma la Juve dovrà imparare anche a camminare come collettivo, con una crescita generale da parte di tutti. Questo è stato il pensiero di Alessio Tacchinardi, ex mediano juventino, a Tuttojuve: “Partiamo da un presupposto: Spalletti ha pochissimo tempo per lavorare – le sue parole – Non aiuta giocare ogni due giorni e senza nemmeno fare allenamento, ma trovo che questa squadra abbia sempre le stesse problematiche, ovvero sia sempre aggrappata a Yildiz o a Conceicao, che sta facendo delle buone partite anche se non è ancora incisivo sotto porta”. Le prossime sfide di campionato, in sequenza Napoli, Bologna e Roma, diranno molto di più dello stato di salute della Vecchia Signora. Questo il monito di Tacchinardi: “Mi fa paura il fatto che stiamo diventando Yildiz dipendenti, ci deve essere una crescita di gruppo e questo non mi sembra si stia vedendo in questo momento”. E poi c’è gennaio. Attorno alla Juve si parla della necessità di prendere un mediano e un esterno di fascia destra, ma molto dipenderà anche da un eventuale cambio modulo di Spalletti. Nelle ultime settimane sono stati accostati ai colori bianconeri due veterani di lungo corso come Marco Verratti e Marcelo Brozovic, elementi che potrebbero dare esperienza e leadership alla mediana. Un altro profilo in orbita Juventus è invece Adrian Bernabè, per un acquisto più giovane e futuribile, ma forse non ancora pronto per alzare il livello in tempi rapidi della squadra. Insomma, la ricerca sembra concentrarsi soprattutto a centrocampo dove Spalletti non ha in dote un calciatore con le caratteristiche di Lobotka del Napoli: “Se Spalletti cambierà modulo e giocherà con un vertice basso davanti la difesa, credo che Verratti sia un giocatore di livello se sta bene, lo stesso vale per Brozovic – la chiosa di Tacchinardi – Bernabé è un bel giovane, ma non so se possa reggere un centrocampo in una squadra senza personalità. Sono curioso se cambierà modulo, ma come dicevo il tempo per lavorare è stato davvero poco”. Ora la sfida al Napoli di Conte, una partita da dentro o fuori per la lotta Scudetto.

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