L'Inter vola con la Thu-La, Como sconfitto nettamente 4-0 a San Siro

Milano, 6 dicembre 2025 – L’Inter si prende momentaneamente la vetta e lo fa con una prova di grande furia agonistica al cospetto del Como. Un netto quattro a zero per i nerazzurri che griffano la partita con la Thu-La, prima Lautaro in avvio e poi Thuram nel secondo tempo, e successivamente con il tris di Calhanoglu e il poker di Carlos Augusto che consegna ai lariani un passivo oltremodo pesante in quello che era uno scontro diretto in zona alta. Inter a quota 30, in attesa delle altre, e Como che stecca l’appuntamento con il definitivo salto di qualità, ma ci sono stati più meriti di una splendida Inter che demeriti degli uomini di Fabregas. Qualità e atteggiamento per i ragazzi di Chivu, asfissianti nella pressione e precisi nella costruzione, mentre davanti c’è stato il cinismo giusto per gonfiare ripetutamente la rete. E’ un segnale che i vice campioni d’Italia mandano alle avversarie.

Apre Lautaro: assist di Luis Henrique

Chivu sceglie la Thu-La davanti, mentre in fascia Luis Henrique a destra con Dimarco a sinistra. Fabregas conferma le indiscrezioni della vigilia schierando Addai e Rodriguez larghi con Paz dietro a Morata. Si parte a ritmi alti, con l’Inter in furiosa pressione alta e la prima occasione giunge dopo tre minuti con un filtrante di Lautaro per Barella, ma c’è il piedone di Butez a salvare il risultato. L’avvio dei padroni di casa è imponente e infatti al 10’ minuto arriva il vantaggio. La fuga a spaccare la difesa è di Luis Henrique che si gira su se stesso e poi lascia perfettamente per il destro di prima intenzione di Lautaro Martinez: 1-0. Le preventive nerazzurre sono ottimali e il Como fatica a trovare le sue prerogative di gioco in entrambe le fasi, perché Chivu ha orchestrato un pressing asfissiante e una fase di possesso subito finalizzata alla verticale, laddove c’è spazio in campo aperto con i lariani protesi in avanti. Solo a metà primo tempo il Como riesce a mettere in moto il suo possesso palla, ma l’Inter fa buona guardia sia in mezzo che sulle fasce per poi provare la via verticale in ripartenza. Dalle parti di Sommer succede poco e la strada verso l’area è impedita dalla perfetta tattica interista atta a disinnescare ogni punto di forza del Como e sorretta da un atteggiamento famelico. Brutta notizia per Fabregas al 31’ con Morata che sente pizzicare l’adduttore abdicando così dal match per far posto a Douvikas. L’alternanza dei nerazzurri tra difesa posizionale e aggressione è cadenzata con precisione e il Como non si raccapezza in fase offensiva con una manovra abbastanza sterile e confusa, mentre dalla parte opposta le falcate di Thuram mettono apprensione alla retroguardia, grazie anche ai continui sfoghi in fascia per i motorini Dimarco e Henrique. L’unico rischio giunge al 44’ con un interessante pallone di Perrone per Douvikas, ma Barella salva tutto poco prima della battuta a rete. All’intervallo è 1-0.

L’Inter cala il poker: il Como si scioglie

Fabregas decide di cambiare subito con l’inserimento di Diao e Vojvoda al posto di uno spento Addai e di Posch, ma è l’inter a ripartire immediatamente in contropiede con una splendida combinazione tra Calhanoglu e Lautaro che smarca la fuga di Dimarco, tuttavia l’ultimo passaggio verso Thuram è impreciso e l’azione sfuma sul più bello. I nerazzurri trovano praterie in contropiede e le trame sono orchestrare a memoria: cross di Dimarco e girata mancina di Lautaro che si spegne a lato. Il Como manda invece un segnale al 53’ con un pallone teso di Rodriguez per l’inserimento di Douvikas sul secondo palo, ma l’esterno destro sorvola sopra la traversa. Brivido anche un minuto dopo quando Paz lancia in verticale per Valle con Sommer che sbaglia i tempi dell’uscita: colpo di testa impreciso a porta vuota. Prende coraggio il Como che tenta anche due conclusioni dalla distanza con Paz e Perrone che entrambe finiscono centrali tra le braccia di Sommer. L’inerzia sembra cambiare, ma non sarà così. Basta un corner tagliato di Dimarco, che filtra in maniera inaspettata davanti a Butez e trova il piatto sinistro di Thuram: 2-0 al 59’. Gli ospiti provano a reagire e sfiorano la rete con Nico Paz che stacca in area su punizione di Da Cunha ma sulla traiettoria c’è Acerbi e la palla sfila di poco a lato. Il Como si sbilancia ancora di più e alza ulteriormente il baricentro, forse un azzardo eccessivo di Fabregas, così in contropiede l’Inter ha ancora più spazi mentre Chivu si gioca la carta Mkhitaryan al posto di Zielinski per gli ultimi venti minuti. L’Inter spreca comunque il terzo con l’ennesima fuga di Luis Henrique, che pesca Lautaro tutto solo per il destro in corsa, quasi un rigore in movimento, che finisce tra le braccia di Butez. Gol sbagliato. Il match rimane vivo, perché l’ingresso di Diao ha aumentato la pericolosità del Como, ma la vera stoccata in area di rigore latita e allora l’Inter può sfruttare le ripartenze per chiudere definitivamente i conti. La sentenza è inevitabile, la firma Calhanoglu al termine di una rabbiosa riaggressione alta che lo porta a calciare di destro dal limite: 3-0 e San Siro in festa. La prepotenza nerazzurra non si ferma lì e anzi sfocia pure nel poker, firmato dal neo entrato Carlos Augusto sul secondo palo sull’ennesimo cross di Dimarco. Game, set and match. Vince l’Inter che sale per ora in testa: le altre sono avvisate.