Roma, 30 novembre 2025 – Da capolista a quarta in classifica, in ex aequo con l’Inter e a un punto di distanza dalla nuova coppia al comando, composta da Milan e Napoli: una Serie A così tesa là davanti non si vedeva da un po’ e, in attesa di ciò che farà domani sera il Bologna contro la Cremonese, lo scossone nella domenica sera lo porta Neres, che capitalizza al meglio un gioco tutto in velocità con Hojlund, per un asse sempre più interessante. I giallorossi faticano a rendersi pericolosi nell’intero arco del match, e l’unica chance arriva solo al 90′, quando serve la manona di Milinkovic-Savic a respingere la botta di Baldanzi, la mossa all’intervallo giocata dallo squalificato Gasperini in luogo del fantasma di Ferguson. Vince così Conte, al secondo successo di fila, il terzo considerando pure la Champions League. E nel prossimo turno c’è la Juventus di Spalletti, l’ennesimo esame di una squadra che dopo la sosta ha ingranato la marcia buona, nonostante gli infortuni (da verificare le condizioni del match winner Neres) e stravolgimenti tattici.
Le formazioni ufficiali
Gasperini (squalificato e sostituito in panchina dal vice Gritti) lancia un 3-4-2-1 aperto da Svilar, protetto da Mancini, Ndicka ed Hermoso: i quinti sono Celik e Wesley, sulla mediana tocca a Koné e Cristante, mentre a supporto di Ferguson agiscono Soulé e Pellegrini. Conte replica con un 3-4-3 che tra i pali vede Milinkovic-Savic, con Beukema, Rrahmani e Buongiorno in difesa e la coppia Di Lorenzo-Olivera sulle bande: a centrocampo giocano Lobotka e McTominay, mentre la linea di attacco annovera Neres, Hojlund e Lang.
Primo tempo
L’inizio, all’insegna della tattica su entrambi i fronti, è molto chiuso e avaro di emozioni. Al 9′ arriva il primo brivido per l’Olimpico quando Neres lancia in profondità per Lang, anticipato fuori area da Svilar, che poi fa sua anche la successiva conclusione dalla distanza di Hojlund. La Roma è in affanno e lo è ancora di più quando Hojlund, chiuso in un primo momento da Hermoso, attende per il rimorchio di McTominay, ma lo spagnolo è bravo a ripetersi. Al 18′ un cross di Neres all’apparenza troppo lungo diventa invece un invito per il tiro al volo di Di Lorenzo che prende solo l’esterno della rete. Dopo un inizio complicato, i giallorossi vanno al tiro per la prima volta al 22′ con Mancini dagli sviluppi di una rimessa laterale, ma Milinkovic-Savic è attento. Al 27′ un cross di Lang diventa un tiro, tra l’altro leggermente toccato dalla testa di Olivera, ma Svilar ci mette la mano all’ultimo secondo. Al 30′ Pellegrini va via a Beukema con un gioco di suola e mette in mezzo per Ferguson, anticipato dalla spaccata di Rrahmani: dagli sviluppi del corner proprio Ferguson va al tiro da fuori, ma la palla termina in curva. Al 34′ l’ex Brighton ci riprova di testa su cross di Wesley, ma l’esito è il medesimo. L’inerzia del match è cambiata, ma la Roma presta così il fianco alle ripartenze azzurre e una di esse, al 36′, vede Neres avviare l’azione, scambiare con Hojlund e chiuderla con un centro vincente dopo una lunga cavalcata. I due provano a dialogare ancora alla ripresa del gioco, ma stavolta Hermoso chiude tutto sul più bello. L’arbitro Massa assegna 1′ di recupero che regala l’ultima chance ai giallorossi con un sinistro a giro di Soulé, innescato da Koné e Pellegrini che termina fuori prima del duplice fischio che premia meritamente il Napoli.
Secondo tempo
Gritti lascia negli spogliatoi Ferguson, rimpiazzato da Baldanzi, ma il canovaccio non cambia, con la Roma molto in difficoltà sul pressing azzurro: in un’occasione simile, per l’ira di Gasperini in tribuna, Svilar non può evitare il corner, dai cui sviluppi subisce una carica irregolare di McTominay. Complice qualche fallo di troppo su entrambi i lati, i ritmi sono spezzettati e ciò fa sicuramente il gioco del Napoli, che pericoli veri non ne corre nonostante il brio portato nell’attacco giallorosso dal funambolico Baldanzi. Neres ha le stesse qualità fisiche e al 60′ prova a ricambiare l’assist a Hojlund su sviluppo di un’altra ripartenza, ma Svilar si oppone con il corpo. Dalla panchina di casa si alzano Dybala ed El Aynaoui, che rilevano Soulé e Cristante. Fioccano i gialli sventolati da Massa su entrambi i fronti ma non le occasioni da gol e anche questa fase rema dalla parte degli azzurri, che sembrano in pieno controllo del match: anche Conte però decide di cambiare e il prescelto è Politano, che rimpiazza Lang dopo che Celik ha sparato alle stelle una palla respinta dalla difesa azzurra dopo un calcio d’angolo per i padroni di casa. Al 76′ è il neoentrato Politano che prova a chiudere i conti con una botta da fuori, sull’ennesima ripartenza del Napoli: Svilar, in due tempi, dice di no, tenendo in piedi la Roma dal punto di vista del risultato. Il punto è che i giallorossi faticano a imbastire azioni offensive degne di tale nome e così al 77′ Pellegrini prova la conclusione dal limite, giusta nelle idee ma velleitaria nella resa dei fatti. Arriva un altro giro di sostituzioni: sponda Napoli entra Elmas per un esausto Hojlund, mentre per i giallorossi si vedono Bailey ed El Shaawary in luogo di Pellegrini e Wesley. Dopo l’ennesimo scatto, si ferma Neres, il match winner e per Conte questa potrebbe essere l’unica cattiva notizia della serata: il rimpiazzo è Lucca, che subito va nella sua area a mettere chili e centimetri a difesa dei suoi nel corner guadagnato dalla Roma con una bella iniziativa di Bailey. Proprio al 90′ arriva la più grande chance del match della Roma: Dybala imbuca per Baldanzi, che va al tiro trovando la mano aperta di Milinkovic-Savic e sul prosieguo dell’azione arriva un altro corner per i padroni di casa che però non darà frutti. I minuti di recupero sono 6 che il Napoli apre provando ad alleggerire la pressione. Così è, con l’ultima occasione per i giallorossi che arriva su calcio piazzato dopo un fallo di Olivera: sale pure Svilar ma la palla non entrerà mai nell’area di un Napoli che centra la seconda vittoria di fila, quella buona ad agganciare il Milan in testa alla classifica, da cui la Roma scende perdendo in un colpo solo tre posizioni.
