Vai Italia, puoi riprenderti il sogno. Irlanda del Nord, poi Galles o Bosnia. Un doppio Ringhio per il Mondiale

Ci è andata bene.

O forse no.

Siamo un popolo di navigatori, e ora si procede a vista.

Da quanto l’Italia non si presenta a una sfida decisiva con la sicumera della più forte? Sforzi di memoria per responsi vaghi.

L’Irlanda del Nord come avversaria nella semifinale playoff per il Mondiale – in casa il 26 marzo, probabilmente a Bergamo – poi nell’eventuale e auspicato ultimo atto, cinque giorni più tardi, la vincente di GallesBosnia.

La seconda sfida da giocarsi però in trasferta, come deciso ieri dall’urna di Zurigo.

Sarà un pass da conquistare con tanto sudore, più che con la tattica.

Non poteva che essere così.

Nel ranking Fifa siamo 12esimi, i nordirlandesi 69esimi, il Galles è 32esimo e la Bosnia 71esima.

Conta poco: la Norvegia è 29esima.

Mancano quattro mesi agli appuntamenti che possono riconsegnarci al paradiso calcistico – tale appare un Mondiale quando non ne vivi l’ebbrezza da undici anni – o all’inferno delle pedate.

Semplicemente inesprimibile a parole quello che rappresenterebbe la terza esclusione di fila dalla massima rassegna dello sport più giocato del pianeta.

I conti del nostro calcio, quelli sì, avrebbero invece un contraccolpo dolorosissimamente definibile in numeri.

Vale la pena di aggrapparsi alle parole dei nostri totem per il boost necessario di autostima.

“Nello sport non si può mai dire mai soprattutto nel calcio ma l’Italia ha grandi chance di qualificarci – dice Dino Zoff –.

Siamo una buona squadra anche se a volte non lo dimostriamo perché forse ci crediamo più bravi di quello che in realtà siamo, ma non possiamo avere paura di Irlanda del Nord, Galles e Bosnia, siamo più forti di tutte e tre, prepariamoci bene e andiamo in campo con grande fiducia”.

“Questi spareggi si affrontano con entusiasmo e trepidazione – dice Gigi Buffon, capo delegazione della Nazionale –.

Vedo in giro tanti fantasmi, tante paure.

Abbiamo intrapreso la strada delicata del ‘non ci resta che piangere’ o ‘ricordati che devi morire’.

Invece spero che saranno due partite importanti, da affrontare con la nostra storia”.

“L’Irlanda del Nord è una squadra fisica che non molla mai – avverte il ct Gattuso –.

È alla nostra portata, dobbiamo giocarcela”.

Ringhio invita tutti a lavorare “sulle fragilità”.

Sono emerse in maniera deflagrante nella pioggia di San Siro.

Stavolta non ci sarà un Haaland cui appiccicare l’etichetta dell’inarrestabile.

L’Irlanda del Nord è un’onesta selezione, molto fisica.

Non c’è traccia di un George Best nelle sue file.

La stellina è Bradley, terzino destro 22enne titolare nel Liverpool.

Il 3–4–2–1 di O’Neill ha dimostrato di evitare tracolli (un mese fa la Germania ha vinto di misura), mentre in attacco il gol non arriva così facilmente (Lussemburgo battuto 1–0 con un autogol).

Il portiere Peacock–Farrell gioca nella terza divisione inglese.

Nelle sette partite contro gli azzurri giocate in Italia, sono arrivate altrettante sconfitte per i britannici.

Ma furono loro a estrometterci, battendoci in una nebbiosa Belfast nel 1958, dai Mondiali in Svezia.

A marzo giocheranno con tutta la leggerezza degli sfavoriti.

La formazione tipo.

(3–4–2–1): Peacock–Farrell; McNair, Ballard, McConville; Hume, McCann, Saville, Devenny; Bradley, Price; Reid.

Ct.

O’Neill.