Como, l’attaccante spagnolo in difficoltà. Nessun gol e il Sinigaglia mugugna: Morata è in crisi nera

Morata sì, Morata no. Zero reti in undici partite, ma estremamente funzionale per il gioco di Fabregas. E anche la sua resa al 16’ del secondo tempo, nello 0-0 col Cagliari, fa discutere: Alvaro si è tolto la fascia di capitano e ha chiesto il cambio al tecnico che ha fatto entrare Douvikas. Il pubblico ha rumoreggiato, pensando ad un abbandono per la delusione di aver sbagliato un gol poco prima. Invece lo spagnolo ha voluto lasciare il campo dopo l’ammonizione per evitare di lasciare la squadra in dieci. Il cartellino è arrivato a seguito di una spinta plateale nei confronti di Mina, che ha battibeccato con il centravanti per tutta la partita. Il difensore del Cagliari ha ammesso i dissidi nel dopo gara, sottolineando come in campo non guardi in faccia a nessuno, nemmeno i parenti.

Segnale da evidenziare: per la prima volta nella gestione Fabregas, a fine partita, si è sentito qualche fischio, indirizzato proprio verso la prestazione dell’attaccante spagnolo. Morata, al Galatasaray nella seconda parte della scorsa stagione, non segna in Serie A dall’11 gennaio (Milan-Cagliari). La società ha fatto quadrato intorno al giocatore: “Alvaro, oltre a segnare, deve fare sempre un lavoro importante per la squadra. Sono sicuro che la rete arriverà presto, bisogna solo – le parole di Fabregas – avere pazienza e lavorare. Il suo cambio era previsto: avevo detto a Smolcic, prima dell’ammonizione, di dire a Morata di dare tutto in pressing e che sarebbe stata la sua ultima azione”. Anche Alex Valle lo ha sostenuto: “Aiuta tutti, è indispensabile. Segnare per un attaccante è importante, ma noi lo appoggeremo sempre”. I tifosi, invece, sono divisi e chiedono alla società un altro attaccante a gennaio.

Enrico Levrini