Firenze, 18 novembre 2025 – No, non ci sono soltanto le tensioni e la pressione (micidiale) per la necessità di dover riaccendere il motore della Fiorentina e provare a portarla al sicuro. Alla salvezza. La settimana che accompagna Paolo Vanoli alla sfida di sabato sera contro la Juve, infatti, sarà segnata anche dalle emozioni e dalle sensazioni forti che vedono il nuovo allenatore della squadra viola nella veste di debuttante.
Così, dopo i giorni del ’doppio lavoro’, di quella sorta di ritiro pre-campionato che Vanoli ha vissuto sfruttando la sosta per la Nazionale e darsi così un’idea preziosa e decisiva sulla struttura del suo gruppo e sui pregi e difetti dei suoi giocatori, da oggi, il nuovo allenatore viola dovrà essere bravo e attento a gestire l’approccio psicologico per l’avvicinamento che già da sola vale il doppio. Figuriamoci in questa occasione.
La prima volta al Franchi. Al netto della situazione da cantiere per i lavori in corso, sabato sera, Vanoli scoprirà che cosa significa guidare la Fiorentina davanti al pubblico viola. Davanti al tifo della Fiesole. Sarà un salto in avanti sul piano emozionale. Con tutto il rispetto del suo ex pubblico, quello del Toro, l’impatto con il popolo del Franchi ha segnato, da sempre, il debutto di ogni allenatore.
Il… significato della sfida con la Juve. Ok, Vanoli ha vissuto (due volte), nella scorsa stagione il derby della Mole, ma sabato scoprirà la sfida ai bianconero da un’altra angolazione. E quella di Firenze è senza dubbio molto diversa dalle altre. Vanoli capirà (come è stato in passato per tanti dei suoi colleghi) che cosa significa affrontare i bianconeri (a Firenze), magari metterli in affanno e alla fine regalarsi il risultato più bello. E a chi dice che il nuovo tecnico viola è un freddo e che sa gestire le emozioni, forse non ha visto come Vanoli vive una partita (quasi) normale come quella del suo debutto a Genova.
Il confronto con Spalletti
E qui si arriva al confronto tecnico con uno degli allenatori più rappresentativi del calcio italiano. Vanoli e Spalletti non si sono mai stretti la mano all’inizio e alla fine di una partita perché le loro strade non si sono mai incrociate. Si sa che Spalletti stima molto il collega e si sa anche che Vanoli conosce bene il curriculum del nuovo allenatore della Juventus. Traduzione: per Vanoli c’è e ci sarà la voglia di disegnare e mettere in campo la squadra perfetta anche per concedere il meno possibile alla qualità e al gioco dell’avversario. Imbrigliare in qualche modo i meccanismi che Spalletti ha studiato e programmato per la sua squadra significherebbe per Vanoli un salto in avanti a cinquste stelle sul piano dell’oroglio personale.
La prima (sua) Fiorentina
Ok, anche contro il Genoa, Vanoli ha firmato la nota dei titolari consegnata all’arbitro, ma bisogna essere obiettivi, quella squadra era solo un pezzettino della sua volontà, visto che l’allenatore era entrato nello spogliatoio viola solo da 48 ore o giù di lì. Ora, grazie alla sosta di campionato, al lavoro (durissimo) fatto sui campi del Viola Park, al confronto personale avuto con tutti i ragazzi della rosa, Vanoli può finalmente decidere e scegliere la sua squadra. Quella che appunto vedrà il campo sabato contro la Juve. Quella dove potrebbero esserci (anzi, ci saranno) i primi segni veri del ’vanolismo’ dopo il flop del ’piolinismo’.

