Finale Europeo Under-17, l’anteprima di Belgio-Italia. Orario e dove vederla in tv

Roma, 6 giugno 2026 – Se la Nazionale maggiore proprio in questi giorni si lecca la ferita mai totalmente guarita della mancata qualificazione, la terza di fila, al Mondiale, le giovanili continuano a regalare soddisfazioni: nel caso dell’Under-17, impegnata domenica 7 giugno alle 19 allo Stadio Lillekula di Tallinn (Estonia) contro i pari età del Belgio, in palio c’è anche un titolo, quello di campione europeo della categoria, che potrebbe arrivare a corredo di un percorso – comunque vada – indimenticabile. Il sogno, parlando delle competizioni continentali, sarebbe eguagliare il titolo raggiunto dall’Under-19 nel 2023 a Malta, oltre a quanto fatto proprio dall’Under-17 nel 2024, vincitrice a Cipro.
 

Orario e dove vedere in tv Belgio-Italia Under-17

 

Belgio-Italia Under-17 (fischio d’inizio alle 19) sarà trasmessa in diretta tv dalla Rai sul canale Rai Sport HD (numero 58 del telecomando): disponibile anche lo streaming sul dispositivo Rai Play.

Il cammino di Belgio e Italia

 

Per il Belgio si tratta già di una pagina di storia, perché mai era arrivata la qualificazione alla finale: dall’altro lato del campo ci sarà un’Italia reduce invece dal successo del 2024 (il primo assoluto) e, in generale, l’ottava partecipazione alle semifinali e la quinta in finale. Le credenziali con cui si presentano all’atto conclusivo i Diavoli Rossi sono però ottime: en-plein di vittorie nelle gare di qualificazione, risultato non eguagliato da alcun’altra squadra, e una sola macchia nella fase finale, quella contro la Spagna che comunque non ha inficiato la leadership del Gruppo A, ottenuta battendo Croazia ed Estonia, prima di superare la Francia in semifinale. Al contrario, l’Italia ha avuto un percorso di qualificazione più incerto e complicato, dovendo superare i campioni in carica del Portogallo nel secondo turno: poi, nella fase finale nel contesto del Gruppo B, sono arrivate le vittorie contro Francia e Montenegro, corredate dal pareggio contro la Danimarca e il successo ottenuto passando dalla lotteria dei rigori contro la Spagna che è valso l’accesso alla finale. Nessuna sconfitta, risultato non eguagliato da nessun’altra squadra.

Le dichiarazioni della vigilia

 

Gli inviati Uefa, alla vigilia dell’appuntamento più atteso, hanno radunato i due ct, Sven Vermant per il Belgio e Daniele Franceschini per l’Italia, e i due capitani, rispettivamente Elie Mbavu ed Edoardo Biondini. A tutti viene chiesto della marcia di avvicinamento verso una finale che, a livello regolamentare, in caso di parità dopo i 90′ verrà decisa direttamente dai calci di rigore, senza passare dai supplementari. Parte Vermant. “Lo dico dall’inizio: puoi giocare una grande partita o una meno brillante, ma il minimo che devi dare è il 100%, il 120% o anche di più. È questo che voglio vedere dalla mia squadra”. Gli fa eco Franceschini. “Le finali sono partite diverse dalle altre. Oltre all’aspetto tattico, conta molto anche quello emotivo. Al di là di questo, non esiste una chiave specifica per vincere: dirò ai ragazzi di vivere questa partita con serenità e lucidità”. La parola passa poi ai giocatori e innanzitutto a Mbavu, tra le stelle del Belgio. “Non cambieremo nulla della nostra mentalità. Siamo stati concentrati e motivati fin dal primo giorno e continueremo a spingere insieme, dando tutto per prepararci a questa finale”. Per il capitano, l’idolo assoluto si chiama Vincent Kompany (mica poco). “Anche lui era un giovane leader e ha sempre cercato di trascinare i compagni”. Per l’Italia si esprime Biondini, centrocampista dell’Empoli. “Credo che dobbiamo continuare sulla strada intrapresa fin dalla prima partita contro la Francia. Dobbiamo fare le stesse cose che ci hanno portato fin qui e mantenere quell’unità di gruppo che ci ha permesso di raggiungere questa finale”. Parlando di finali, a dispetto della giovanissima età, quando Biondini pensa a una, lo fa con riferimento all’iconica Milan-Liverpool che decise la Champions League nel 2005. “Quando penso a una finale europea, mi viene subito in mente quella folle partita in cui il Milan era avanti 3-0 e il Liverpool riuscì a rimontare fino al 3-3 nel 2005. Dimostra che una finale non è mai finita finché l’arbitro non fischia la fine”. Per il capitano azzurro esistono anche icone di una Nazionale, purtroppo, mai come oggi lontana nel tempo: con tanto di aneddoto svelato su tante ex icone di Coverciano. “È un grande onore quando Francesco Totti, Alessandro Del Piero e Luca Toni ti inviano un video per farti i complimenti. Penso che quel messaggio ci abbia aiutato a superare i momenti più difficili”.

Il punto di vista dei portieri

 

Parlando dei possibili rigori, è inevitabile tirare in ballo i due portieri. In casa Italia l’eroe si chiama Christan Lupo, già decisivo nella semifinale contro la Spagna parando un penalty nei tempi regolamentari e ben due nelle sequenza finale decisiva, quella che ha plasmato il 4-2 definitivo. Nonostante gli appena 17 anni, il portiere del Lecce colloca già la serata vissuta di recente in quelle, come si suol dire, da raccontare un giorno ai nipotini. “Quando avrò dei figli o dei nipoti, sarà sicuramente una serata di cui racconterò, ma veder segnare i miei compagni è stato ancora più bello che parare i rigori della Spagna. Lo dico davvero”. Nell’altra porta ci sarà Mattis Seghers, decisivo nella semifinale contro la Francia dicendo di no a Noah Loufoudou con la punta delle dita: un intervento che è già valso un pezzo di storia per il suo Belgio.

Le stelle di Belgio e Italia

Quando Jayden Onia Seke segna lo fa esultando alla Alexander Isak, un idolo assoluto, ma finora nella fase finale sono andati a bersaglio anche Ilyas Benktib, Jelle Driessen, Noah Kalonji e Tinus Moorthamer. La cooperativa del gol azzurra annovera invece i vari Francesco Ballarin, Edoardo Biondini, Thomas Corigliano, Federico Croci, Lorenzo Dattilo, Andrea Donato, Marcello Fugazzola e Diego Perillo, con quest’ultimo che nella fase di qualificazione aveva realizzato ben 7 reti.

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