Bergamo, 16 luglio 2026 – “Sono arrivato all’Atalanta con sensazioni positive, volevo venire qui, perché qui è come stare in una famiglia. Il mio sogno sarebbe creare una squadra forte e portare l’Atalanta a vincere qualcosa”. Alla sua seconda settimana da allenatore dell’Atalanta il nuovo tecnico Maurizio Sarri è stato presentato alla stampa in un’affollata conferenza nella sala stampa del centro sportivo di Zingonia, con la presenza di Antonio e Luca Percassi, presidente e amministratore delegato nerazzurro, e del co-chairman Stephen Pagliuca. Mezz’ora per esternare le sue emozioni e delineare l’Atalanta che sta per prendere forma, con la sua rivoluzione tattica introdotta con il 4-3-3.
Questione di mentalità
“La mia filosofia è molto differente, ma la priorità è vedere una buona Atalanta. Voglio vedere una squadra che lavora durante la settimana: ho dei ragazzi determinati, che voglio che si calino nella mentalità. Abbiamo i mezzi per fare bene, ma dobbiamo lavorare. Il mio direttore Giuntoli sa come penso il calcio e quali sono le caratteristiche dei giocatori per il mio gioco. Attendiamo il rientro di quelli che hanno giocato il Mondiale e poi vediamo se ci manca qualcosa, intanto sono contento di quelli che sono qui”.
La squadra
Valutazioni in corso per il 67enne tecnico aretino di Figline Valdarno, in attesa del rientro degli otto nazionali in ferie dopo le fatiche del Mondiale. “L’obiettivo prima di tutto è rendere una squadra che sposi un nuovo modo di pensare. Quando saremo al completo valuteremo le soluzioni migliori. Spero che la nostra stagione sia lunga, faticosa, piena di partite e ci sia necessità di tante soluzioni, anche di ricorrere al 4-2-3-1. Stiamo provando Zalewski e Samardzic come interni di centrocampo. Scamacca e Krstovic? Hanno giocato poco contemporaneamente ma hanno fatto più di venti gol. Scamacca è un attaccante forte, che finora ha espresso meno di quanto potrebbe e la grande sfida è portarlo al 100%, abbiamo stilato un programma personalizzato”.
Ederson
Passaggio inevitabile sul ritorno di Ederson: “Il direttore Giuntoli mi sta confermando che il ragazzo vuole restare molto volentieri e vuole rientrare prima dalle ferie e questo mi conferma che potrà essere un pilastro”. Chiosa sul suo rapporto con Bergamo, provincia in cui ha vissuto con la famiglia da ragazzino. “Sono nato a Napoli e ho vissuto in provincia di Bergamo e poi da allenatore ho avuto la possibilità di allenare prima il Napoli e ora l’Atalanta: così ho potuto chiudere un cerchio e non era una cosa scontata”, ha concluso Sarri.


