Torino, 24 novembre 2025 – Anche il Como si candida definitivamente per la lotta alle coppe europee. I lariani passano di autorità all’Olimpico Grande Torino con un perentorio 1-5, propiziato dalla doppietta di Addai e rifinito con le marcature di Ramon, Paz e Baturina, e salgono al sesto posto in classifica con 21 punti, davanti alla Juventus e a meno tre da Inter e Bologna. Dominante la squadra di Fabregas che ha comandato la sfida contro un Toro spento e annacquato da un pressing asfissiante e continuativo, trovando una cinquina che conferma la brillante qualità del progetto dei fratelli Hartono. Continua dunque a viaggiare forte il Como che in stagione ha perso solo un match a Bologna e tutte le big dovranno tenere in considerazione la gioventù e la spensieratezza di una rosa infarcita di talenti. Per i granata, invece, una serata di profonda riflessione.
Addai e Vlasic nel primo tempo
Baroni conferma il 3-5-2 e si affida a Vlasic tra le linee, mentre in attacco c’è la coppia Zapata-Ngonge. 4-2-3-1 per Fabregas con il talento di Paz sulla trequarti, Morata centravanti e Addai-Rodriguez esterni di attacco. Il Como approccia con la sua filosofia, ovvero baricentro alto, aggressione e possesso palla, mentre il Toro sceglie la via della pressione ragionata per non concedere eccessivo campo aperto ai lariani. La prima chance è per gli uomini di Fabregas che al quinto pescano Morata in area, bel cross di Da Cunha, ma la girata aerea dello spagnolo sfila a lato. Gli ospiti continuano ad aggredire mentre la fase di costruzione del Toro è farraginosa e di poca qualità, ma in ripartenza c’è spazio e Tameze ha una buona palla da dentro l’area con il suo tiro cross intercettato da Diego Carlos davanti alla porta. Col passare dei minuti riesce a prendere confidenza con la partita anche il Toro, sempre sfruttando il campo aperto con il riferimento centrale Zapata a smistare per gli inserimenti dei compagni. Latitano le occasioni nei primi venti minuti, perché il Como non è veloce in manovra e non riesce ad aprire la difesa, mentre i granata cercano molto la verticale ma la retroguardia lariana è attenta. Al 23’ Asllani lancia in profondità per Zapata che manca l’aggancio davanti a Butez. Toro in partita. Al 26’ Como vicino al vantaggio. Su una punizione dalla trequarti, si innesca una mischia furibonda a due passi dalla porta, ma sia Smolcic che Morata vengono murati sulla linea prima da un difensore e poi da un reattivo Paleari. Al 30’ il primo episodio da moviola: Rodriguez si incunea in area con due uomini in marcatura e il pallone finisce sul braccio di Pedersen dopo un rimpallo, il Como reclama un rigore ma l’arbitro Bonacina e il Var non sono d’accordo. Squillo Toro al 35’ con Asslani che si beve Da Cunha e spara il destro a giro che finisce a lato, ma sul capovolgimento di fronte Rodriguez fugge alla difesa e assiste Addai per il piattone vincente a centro area: 0-1. Il Toro beneficia invece di un rigore al 43’ quando Rodriguez cicca un rinvio e il pallone gli finisce sul braccio, per Bonacina non ci sono dubbi e anche se arriva il richiamo Var conferma la decisione dopo on field review. Sul dischetto si presenta Vlasic che impatta allo scadere del primo tempo. All’intervallo è 1-1.
Addai doppietta, poi il Como dilaga
Parte subito forte il Como nella ripresa con la conclusione mancina di Da Cunha che trova il salvataggio provvidenziale di Maripan nei pressi della porta, ma dalla parte opposta Tameze irrompe in anticipo e propizia il destro ravvicinato di Casadei che sorvola la traversa. Rimangono i due stili di gioco, Fabregas col possesso, Baroni a sfruttare la verticale, ma il Como torna avanti al 52’, trovando a sua volta i granata sbilanciati. Nell’azione del gol ci entra ancora Rodriguez, bravo ad assistere il destro dal limite di Addai: palla in buca d’angolo e 1-2. Doccia fredda, in un Olimpico freddo, per i granata che avevano riacciuffato il pari a fine primo tempo e si ritrovano di nuovo sotto. Fabregas cambia al sessantesimo e opta per l’ex Vojvoda al posto di Smolcic ammonito, dalla parte opposta Baroni sceglie Nkounkou per uno spento Pedersen. Fatica nella reazione il Toro, pressato fin dall’area di rigore da un Como vivo e feroce e con l’odore della zona europea ben presente. Ancora cambi per Baroni, dentro Biraghi e Aboukhlal per cercare di dare una svolta alla partita: il tecnico chiede intensità e ritmo ma senza ottenerli. Anzi, è il Como a cestinare clamorosamente il terzo: dal rilancio lungo di Butez, la palla giunge a Morata che smarca Rodriguez tutto solo davanti alla porta, ma il destro è incredibilmente alto. Il gol è comunque nell’aria e i lariani la chiudono al 72’, quando sul cross di Perrone sbuca l’imperioso stacco aereo di Ramon: 1-3. Il Toro sbanda immediatamente e al 75′ arriva pure il poker, a sancire una netta superiorità. Basta una palla dietro palla sopra al Como per mettere in porta Nico Paz, che piazza il sinistro su cui il guardalinee ravvisa fuorigioco, ma interviene il Var a correggere tutto: 1-4. Il Toro, uscito di partita, concede malamente anche il quinto al neo entrato Baturina, chiudendo peggio una partita iniziata male. Game, set and match per gli uomini di Fabregas che volano in classifica al sesto posto – fermando la striscia di sei risultati utili del Toro – con 21 punti davanti alla Juve e a meno tre da Inter e Bologna. I granata di Baroni, invece, restano fermi a 14 in dodicesima posizione.
