Cremona, 3 dicembre 2025 – Nella Cremonese brilla la stella di Jamie Vardy. La squadra di Davide Nicola, sempre più specialista in grandi imprese (soprattutto nella lotta per la salvezza), vincendo a Bologna ha cancellato le tre sconfitte precedenti e si è portata a +7 dalla zona retrocessione.
Un ruolino di marcia che alla vigilia, forse, nemmeno il più ottimista dei tifosi grigiorossi avrebbe osato sperare, ma all’interno del quale sta assumendo un ruolo determinante l’ex idolo del Leicester, che a gennaio compirà 39 anni, ma che sta vivendo questa sua avventura italiana con la fame, l’entusiasmo e l’efficacia che gli hanno permesso di essere l’alfiere della straordinaria vittoria in Premier League della squadra guidata da Claudio Ranieri. Sono soprattutto due gli aspetti che a Cremona (e non solo) stanno dando origine a questa vera e propria “Vardy-mania”.
Da una parte, in effetti, l’attaccante inglese sembra avere smarrito la carta d’identità. Gli scatti, l’intensità e l’intelligenza del gioco sono ancora quelli dei giorni migliori della sua carriera: “Io guardo le gambe – ha spiegato la punta della Cremonese sin dal suo arrivo in Italia – finché quelle mi danno segnali positivi e non ci sono intoppi, io vado avanti. L’età è solo un numero”.
Una filosofia che ha convinto la società guidata da patron Arvedi e il ds Giacchetta (“Non appena si è prospettata l’occasione, abbiamo deciso subito di sfruttarla, certi che non sarebbe stato un salto nel vuoto”, così ha spiegato l’operazione di fine mercato lo stesso dirigente grigiorosso) e, non appena è stato nella giusta condizione, Vardy, che finora ha realizzato quattro reti, ha dimostrato non solo di poter fare la differenza, ma di rappresentare uno spauracchio per le difese avversarie ed un punto di riferimento per i compagni.
E proprio sotto questo punto di vista c’è l’altro piccolo, grande segreto del felice approccio dell’ex Leicester alla Cremonese. Nonostante i problemi con la lingua (al momento la comunicazione è legata ad un misto di inglese-italiano, ma in campo c’è sempre la massima comprensione), Jamie è diventato un’autentica “colonna” dello spogliatoio grigiorosso. I compagni lo hanno accolto con amicizia e calore e sono stati subito conquistati dal suo modo di fare e dalla sua capacità di lavorare. Sempre al massimo e sempre con l’intenzione di migliorare.
Per questo Vardy, che con la famiglia ha scelto di abitare a Salò (dove, tra l’altro, ha saputo superare il più che sgradevole episodio di un furto in casa), è diventato un leader per la compagine di mister Nicola. Tutto il gruppo della Cremonese è stato letteralmente conquistato dallo spirito di un campione (come lui stesso ha dimostrato durante la sua carriera) che non solo non fa pesare il suo palmares, ma, al contrario, si è calato interamente nello spirito della matricola grigiorossa, come ha fatto capire dopo la sua prima doppietta italiana inflitta al Bologna: “Sono contento per i miei due gol, ma lo sono di più per i tre punti. Erano quelli la cosa che contava di più”, ha sintetizzato Vardy con convinzione.
Proprio questa capacità di immedesimarsi nella nuova sfida a Cremona è stata una dei motivi che hanno inserito in modo del tutto naturale l’attaccante inglese nella compagine grigiorossa, che ne ha accolto di buon grado la sua forte personalità, ma anche qualche “vizio”, come la grande passione per una nota bevanda che gusta tutti i giorni pur senza risentirne nella sua dieta. Tutto questo e tanto altro ancora è il trentottenne attaccante che ha fatto grande il Leicester ed è per questo suo speciale modo di essere che a Cremona sono già pazzi del bomber inglese perché lui per tutti è semplicemente Jamie, Jamie Vardy!



