Napoli, 5 giugno 2026 – Come fatto intuire ieri da nella conferenza stampa fiume di presentazione dei ritiri estivi di Dimaro e Castel di Sangro, il Napoli non ha ancora ufficialmente un allenatore più che altro per un cavillo regolamentare. Tradotto in soldini, il nome c’è ed è quello di Massimiliano Allegri, che sta ultimando il n, non potendo nel frattempo incappare nel reato di ‘bigamia’. Nel frattempo, però, il tecnico toscano è già virtualmente da giorni l’erede die, al punto da cominciare a lavorare nell’ombra sul Napoli che sarà e che, prima ancora di attingere dal mercato esterno, deve valutare il materiale umano già a disposizione. Tra promossi, bocciati e rimandati.
Gli intoccabili per Allegri (e per il Napoli)
Si parte da una sorta di zoccolo duro che vede una certa convergenza tra le pregresse idee dei piani altissimi del club partenopeo e dello stesso i: ci sono elementi che non si toccano e per i quali, anzi, sono alle liste i lavori per il rinnovo dei contratti più in bilico. Non è il caso di Rasmus Hojlund e s, che sono di recente stati riscattati rispettivamente da Manchester United e Sporting Lisbona, il primo come diretta (e felice) conseguenza della matematica qualificazione alla prossima Champions League e il secondo per una scelta libera del Napoli, che ne è rimasto estremamente soddisfatto per quanto fatto nel semestre alle spalle. Poi c’è chi come capitan Giovanni Di Lorenzo, Amir Rrahamani e Stanislav Lobotka da anni rappresenta con ottimo profitto la causa azzurra, senza alcuna intenzione, né personale né del futuro allenatore, di cambiare lo spartito: un asterisco andrebbe apposto a pie’ di pagina dello slovacco, che quest’estate potrebbe svincolarsi qualora un club estero pagasse la clausola rescissoria da 25 milioni, ma un possibile rinnovo potrebbe spegnere anche questo piccolo focolaio all’orizzonte. Tanto per chiudere in bellezza, che Napoli sarebbe senza Scott McTominay, l’uomo ovunque in campo, nonché trascinatore nello spogliatoio? Allegri la domanda non vuole neanche porsela e fa bene, perché la nuova avventura ripartirà dallo scozzese e, infortuni permettendo, anche da chi come David Neres, dal possibile ritorno al 4-3-3 non potrebbe che trarne ulteriori benefici.
Quelli da rilanciare e coloro in bilico
Se questi sono gli intoccabili, esistono poi altre sotto categorie che potrebbero essere anche più fluide di quanto possa sembrare. Inutile girarci attorno: neanche Matteo Politano sembra in predicato di vivere un’estate tumultuosa, ma qualora per le fasce fosse varata la coppia brasiliana (per quanto forse, in teoria, troppo offensiva), il suo minutaggio potrebbe subire un drastico ridimensionamento. Ecco perché anche uno dei veterani della rosa finisce, suo malgrado, nel calderone di coloro che dovrebbero restare al Napoli (il condizionale è d’obbligo) ma partendo agli occhi di con qualche deficit o punto interrogativo: nel caso di Politano, pesano l’età che avanza e un fisico che comincia a mostrare degli scricchiolii. Parlando sempre della possibile griglia di partenza del Napoli che sarà, tra i pali dovrebbe tornare titolare Alex Meret dopo una stagione vissuta ai margini, perché il portiere ideale del precedente ciclo era Vanja Milinkovic-Savic: ora i ruoli si sono ribaltati, perché per l’allenatore in pectore saper parare conta più di saper manovrare la palla con i piedi, e alla luce di ciò il serbo potrebbe non necessariamente accettare un ridimensionamento. C’è voglia di riscatto anche da parte di Alessandro Buongiorno, che ha chiuso la stagione come peggio non avrebbe potuto, lui che invece era stato uno dei pilastri del primo semestre dell’anno dello scudetto: di quel difensore, tra problemi fisici a raffica e amnesie difficile da spiegare, è rimasto poco o nulla e l’impressione è che la cura Allegri sia l’ultima medicina rimasta per provare a salvare il salvabile. Poi c’è chi come Antonio Vergara, a sua volta frenato da un infortunio come successo a gran parte della rosa (a tal riguardo, c’è curiosità per capire se esiste una relazione con la dura preparazione fisica effettuata la scorsa estate), dovrà dare risposte definitive: stupire all’inizio è facile, meno lo è confermarsi, a maggior ragione in un assetto tattico che potrebbe essere piuttosto diverso. Senza contare che, in effetti, a Vergara bisognerebbe prima trovare una collocazione in campo, perché il passo tra duttilità e pericolosa anarchia è spesso breve. Passi che potrebbero essere di addio per il duo belga composto da u e e, i due giocatori più costosi del roster: nell’estate che potrebbe portare con sé un bel ridimensionamento dei costi aziendali (ma non delle ambizioni sportive), tanto basta a De Laurentiis per aprire, anche verbalmente, la porta d’uscita a entrambi. C’è però anche il parere di Allegri, che in particolare per De Bruyne potrebbe essere interessato a votare per la permanenza: la suggestione di un’operazione alla Luka Modric c’è, ma l’entusiasmo palesato dal belga sembra ben diverso da quello del croato nel suo anno al Milan. Mathias Olivera è invece nei piani del Napoli nonostante le tante offerte, mentre la situazione è leggermente diversa per Sam Beukema: l’olandese vorrebbe restare in azzurro per riscattare un’annata un po’ deludente pensando a costi e aspettative, mentre a fronte di un’offerta ‘indecente’ il club partenopeo lo lascerebbe andare. Veterani come Pasquale Mazzocchi e Leonardo Spinazzola potrebbero restare (con il secondo in odore di rinnovo), mentre Juan Jesus sarà lasciato libero a regime di svincolo ed Eljif Elmas non sarà riscattato dal Lipsia. Giovane, invece, potrebbe partire in prestito a caccia di minuti altrove. Poi c’è il nodo André-Frank Zambo Anguissa, un intoccabile fino all’anno scorso, ma tra infortuni e sirene dalla Turchia la sua avventura in azzurro sembra al capolinea. Mentre quella di Allegri sta per cominciare ufficialmente, nel segno di un taccuino già ricco di appunti. E di nomi, tra intoccabili e sacrificabili.i
