Napoli, scoppia il caso Lobotka (in differita)

Napoli, 11 novembre 2025 – Le vittorie nel calcio, si sa, sono la migliore medicina a ogni ‘mal di pancia’ e quando vengono a mancare rischia di aprirsi il proverbiale vaso di Pandora. In casa Napoli il momento non è facile, e non solo per la brusca frenata a livello di risultati: restando a questo ambito, l’ultima vittoria risale al match di Lecce, e da allora gli azzurri hanno raccolto due pareggi a reti bianche (contro Como in Serie A ed Eintracht Francoforte in Champions League) e una sconfitta, quella recente di a, con l’ultimo gol segnato, a firma di a da ricondurre proprio al successo del Via del Mare. Poi ci sono le difficoltà forse ancora più profonde e subdole di quelle che attengono ai ‘soli’ fatti di campo, in fondo facilmente spazzabili via qualora dopo la sosta arrivasse una striscia di risultati positivi: nello spogliatoio, dopo l’euforia scudetto, qualcosa si è rotto e non soltanto con riferimento al possibile pessimo inserimento dei nuovi acquisti, come fatto intendere da e dopo il crollo di oven. Nel dopo partita del Dall’Ara, una sconfitta alle proporzioni meno gravi di quella di Champions League ma altrettanto negativa sul piano della prestazione, a, stavolta senza far alcun distinguo. In questo caso, volutamente o meno da parte di un allenatore molto abituato a utilizzare il dono della parola, si alza il proverbiale tappeto con l’altrettanto proverbiale polvere nascosta sotto, e le sorprese che ne vengono fuori rischiano di peggiorare la situazione. Specialmente quando un pilastro come Stanislav Lobotka comincia a vacillare.
 

L’attacco dell’agente di Lobotka

 

In situazioni simili, i portavoce di un malcontento più o meno di vecchio corso diventano i procuratori, croce e delizia (per la verità più la prima) del calcio di oggi. Calcio molto rapido e veloce nelle proprie involuzioni ed evoluzioni, a loro volta figlie dei risultati e delle immagini più o meno distorte che forniscono dell’intero quadro. Succede così che, potere delle sconfitte e delle crisi, viene distorta anche la linea del tempo e che dichiarazioni piuttosto inquietanti dell’agente di Lobotka, datate 21 ottobre, balzino agli onori della cronaca solo oggi. “Il Napoli ha investito bene sul mercato e ha comprato nuovi calciatori. Non capisco perché Lobotka abbia dovuto giocare tre partite consecutive e difficili prima della Nazionale. Avrebbero dovuto dargli un po’ di riposo, sono innervosito”. Le parole di Branislav Jarusek al podcast ‘VAR‘ e riprese dal portale Sport24.sk si riferivano all’infortunio muscolare che il suo assistito aveva patito il 5 ottobre, giorno del successo contro il Genoa, e che gli aveva fatto saltare le gare contro Torino, PSV Eindhoven, e Lecce. Non è finita qua: nonostante un contratto in vigore fino al 30 giugno 2027 (con opzione per un’ulteriore stagione), Jarusek per Lobotka minaccia addirittura l’addio anticipato la prossima estate. “Se al termine di questa stagione vincesse il terzo scudetto a Napoli, per lui sarebbe più semplice andarsene. È vero che ora ha un contratto migliorato, che a Napoli si trova bene e che potrebbe restare ancora per diversi anni, ma ha già 30 anni ed è quasi irrealistico continuare a questo livello fisicamente, con Conte che gli chiede cose brutalmente impegnative. Un trasferimento nella prossima estate potrebbe avere assolutamente senso, ma dipende dalla cifra. Stanislav è felice in Italia ma, se Conte restasse ancora a Napoli, credo che mi metterebbe pressione addosso per andarsene a giugno. Ma l’estate è ancora lontana”.

Le dichiarazioni di Lobotka

 

Così parlo Jarusek, ma il concetto è stato ribadito dallo stesso Lobotka in un’intervista rilasciata al podcast ‘Inà Liga‘ il 7 novembre, ma risalente a circa un mesetto prima. “Qui sto bene, ma sto invecchiando. Con Conte è durissima e ogni allenamento è come una partita, non mi voglio lamentare ma non potrò farlo per sempre. Il mio agente ha detto che forse nel 2026 potrebbe arrivare il momento buono per lasciare. Penso abbia ragione, anche se non faccio previsioni”. Dunque, una specie di caso Lobotka esiste, seppur esploso a scoppio ritardato a causa di dichiarazioni pesanti passate sottotraccia nei giorni in cui sul pianeta Napoli regnava ancora pace e armonia (più o meno). I pianeti e la linea temporale si allineano ora che il malcontento di Lobotka e del suo agente per gli sforzi fisici forse eccessivi per la propria età e per la gestione delle partite da disputare si somma ai risultati deludenti del Napoli. In realtà, tanto per restare in tema dei tanti infortuni muscolari che stanno menomando la rosa, oggi anche il sostituto dello slovacco, r, è ai box, seppur per un fastidio molto meno lieve di quello dell’omologo di ruolo, quindi qualsiasi ipotesi di turnover e staffetta, almeno prima della sosta, è stata accantonata. Impossibile, comunque, non pensare e ripensare alle tante voci che fin dall’estate e dai ritiri di Dimaro prima e Castel di Sangro poi parlavano dei durissimi e faticosissimi metodi di allenamento di Conte, quasi una consolazione per i tifosi ripensando ai fasti dell’anno prima. Ma nella scorsa stagione il Napoli non disputava coppe europee e dunque quella medesima preparazione dura poteva essere smaltita nel corso della settimana, gestendo sicuramente l’alternava lavoro-riposo. Oggi, tra l’altro nel contesto di una rosa non proprio giovanissima, la situazione è ben diversa e Lobotka non è stato l’unico a incappare in guai muscolare. Basti pensare agli infortuni ben più seri di u e, altri due giocatori non proprio giovanissimi che forse, chissà, avrebbero potuto essere gestiti diversamente (soprattutto l’ex Manchester City, non nuovo a problematiche simili). Parole, in quanto tali libere e senza alcuna controprova. Parole, come lo sono quelle di Lobotka e del suo agente che, seppur a scoppio ritardato, hanno fatto esplodere un altro caso a Napoli. Come se ce ne fosse bisogno, in un momento così delicato e di riflessione per tutti.

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