Petagna, il digiuno è terminato. Il bomber arma in più per il Monza

Nel weekend in cui la lunga striscia di vittorie consecutive (7) si è fermata e l’attacco titolare ha stentato come non capitava da settimane, il Monza potrebbe aver ritrovato un elemento che agli occhi di molti sembrava ormai irrecuperabile. Si tratta di Andrea Petagna, andato in gol nel pareggio contro la Juve Stabia e autore di una prestazione complessiva convincente, che ha aiutato la squadra a conquistare un comunque prezioso punto. Il centravanti classe 1995 è tornato a esultare col Monza dopo un’asinenza che durava dal giugno 2023. L’ultima marcatura in ordine temporale, realizzata con la maglia ai tempi del prestito al Cagliari, risaliva ad un anno e mezzo fa. Tanto, troppo tempo. Una rete non fa primavera e i tifosi brianzoli preferiscono non esaltarsi troppo, visto quanto l’attaccante triestino ha deluso le aspettative in passato. Ma da domenica inizia a serpeggiare la speranza di un nuovo inizio. Già, perché Petagna – oltre a convivere con la nomea di “eterna promessa – è ancora oggi il terzo acquisto più costoso della storia del club, dietro solo a Pessina e Colpani. A proposito, per l’ex Fiorentina accertamenti clinici, ieri: lesione di primo grado del muscolo semimebranoso della gamba sinistra, potrebbe tornare dopo la sosta natalizia.

Nel frattempo, Petagna scalpita: voluto dall’ex ad Adriano Galliani, il ribattezzato “Petagnone” (suo soprannome dalle giovanili del Milan) è sbarcato a Monza nell’estate del 2022 dal Napoli, in prestito con obbligo di riscatto in caso di salvezza. Questo traguardo, che poi i lombardi hanno raggiunto, ha portato l’operazione finale ad un totale di 10 milioni di euro. Ma le ottime annate vissute tra Atalanta e soprattutto Spal sono continuate ad essere un lontano ricordo, e così, come accaduto sotto il Vesuvio, la punta friulana ha chiuso la prima stagione al Monza con un magro bottino di 5 reti in 32 presenze. Da qui il passaggio a titolo temporaneo, annuale, al Cagliari. Altro giro, altra corsa poco proficua, considerati pure i problemi fisici sempre più frequenti. Lo scorso anno infine, tornato in Lombardia, Petagna è affondato con tutto il Monza. Appena 15 presenze, nessun gol, 70 giorni di stop per nuovi infortuni e retrocessione in Serie B.

La sua avventura in biancorosso era sembrata dunque al termine per tutta l’ultima estate. Ma, allontanate le sirene turche e rifiutato un trasferimento al Pescara l’1 settembre, è rimasto alla corte di Paolo Bianco. Il tecnico, pur non considerandolo al primo posto nelle gerarchie, non ha mai fatto mistero di stimarlo. E Petagna si è messo al lavoro. Dopo un paio di mesi, a metà ottobre, visto l’infortunio di Alvarez, sembrava essere arrivata la sua ora da titolare. “Si sta allenando meglio di tutti, se sta bene fisicamente può darci una grossa mano. Ha caratteristiche perfette per la categoria”, aveva sottolineato il tecnico. Ma poi ecco il nuovo ko muscolare e la successiva lunga ripartenza, coronata infine col gol di domenica arrivato con un colpo di testa in anticipo su portiere e difensore avversari. Ciò che però ha stupito è stato l’approccio. Da subentrato si è messo in mostra con grinta, voglia di aiutare in fase difensiva e un paio di assist non sfruttati dai compagni. “La gara richiedeva la sua fisicità. Non giocava da tanto e non aveva i 90’ sulle gambe. Mi aspettavo un ingresso così”, ha sottolineato il tecnico. Ora, data la forma poco brillante di Alvarez e la discontinuità di Dany Mota, Petagna punta a ritagliarsi sempre più spazio. Anche perché in cadetteria una riserva del suo calibro rappresenta un lusso che poche squadre oltre al Monza possono permettersi.