Tedesco sceglie il ’nove’. Il derby dei centravanti: a Dovbyk serve tempo. Piccoli tenta il sorpasso

Dovbyk o Piccoli? A cinque giorni dal debutto con la Lazio Domenico Tedesco sfoglia la margherita. Anche se il sospetto, che dopo Brighton legittimamente si è insinuato nella testa dell’allenatore, è che il dualismo dei nuovi centravanti forse andrebbe già letto invertendo l’ordine dei fattori: Piccoli o Dovbyk?

La seconda versione non è ancora un ordine di gerarchie: ma di stato di forma sì. Che è poi l’unico parametro che conta se l’obiettivo di ogni allenatore è quello di schierare il calciatore più performante, o quantomeno in quel momento più funzionale alle dinamiche di squadra.

Di sicuro il centravanti più funzionale alle dinamiche di bilancio era Santiago Castro, che ha preso la via della capitale. In cambio, con la formula del prestito con diritto di riscatto (fissato a 17-18 milioni), dalla Roma è arrivato Dovbyk, che potenzialmente è più uomo-gol di Santi perché non si vince per caso la classifica dei marcatori della Liga come ha fatto l’ucraino nel 2023-24, quando con la maglia del Girona in campionato ha messo a referto 24 reti.

Anche la prima stagione alla Roma è stata all’insegna dei gol: 17 in 45 partite. Poi sono arrivati, a partire da novembre, i guai alla coscia sinistra, prima muscolari e a seguire tendinei. Risultato: a gennaio l’ariete ucraino è finito sotto i ferri e ha rimesso piede in campo solo il 17 maggio, negli spiccioli finali del derby con la Lazio vinto per 2-0.

Il precampionato con i giallorossi lo ha visto segnare una doppietta nel 6-0 con la Primavera del 19 luglio e aggiungervi due secondi tempi anonimi nel 6-0 con il Trastevere (23 luglio) e nel 3-3 con i francesi del Cannes (26 luglio).

Di tutt’altro tenore il precampionato di Roberto Piccoli, che con la Fiorentina è stato uno dei protagonisti dell’estate viola: doppietta nell’8-1 con la Primavera viola (19 luglio), un gol nel 2-3 con il Queen’s Park Rangers (25 luglio), un altro, decisivo, nell’1-0 con il Watford (29 luglio), più la rete al Real Madrid nel prestigioso 2-2 (8 agosto). Poi due quarti d’ora finali, da vice Kean, nei test con Deportivo La Coruna e Modena, quando già il ragazzo di Bergamo era uscito dai radar di Grosso.

E adesso il Bologna, dove sabato Piccoli si è presentato nel contesto complicatissimo (specie per un centravanti) dell’amichevole persa col Brighton.

Fatturato di Dovbyk nel primo tempo con gli inglesi: sottozero. Fatturato di Piccoli quando è entrato nella ripresa: qualcosa più di zero, ma almeno la dimostrazione di avere un passo e una brillantezza che l’ucraino oggi non ha.

Morale: la condizione di Dovbyk crescerà, settimana dopo settimana, ma se Tedesco ha bisogno di un ‘nove’ pronto subito quello oggi sembra avere i connotati di Piccoli.

Di qui a dire che con la Lazio partirà titolare l’ex viola ce ne passa, anche perché a Tedesco farà comodo tenere sulla corda entrambi. E tuttavia nel derby tra prestiti (quello di Piccoli in realtà è un obbligo di riscatto mascherato) l’ex viola potrebbe aver messo la freccia.