Napoli, il diktat di De Laurentiis: vendere prima di comprare. I possibili partenti

Napoli, 8 luglio 2026 – Pur già nell’evidenza di una rosa dai connotati monstre, nelle scorse settimane si ventilava di una lista di i di cui il Napoli doveva liberarsi quanto prima: il tempo di far tornare Aurelio De Laurentiis davanti ai microfoni e la suddetta lista lievita di proporzioni, salendo a ben 25 unità che gli azzurri dovrebbero vendere prima di, eventualmente, tuffarsi nel mercato in entrata.
 

De Laurentiis e il calcolo degli esuberi

 

Già, perché sempre volendosi basare sulle parole pronunciate dal patrone dedicate al centenario del club partenopeo, non è neanche detto che sia necessario acquistare: magari una provocazione, come spesso succede quando parla un presidente abituato a essere spesso provocatorio. Fatto sta che l’urgenza del Napoli di alleggerire la rosa, anche e soprattutto per abbassare il monte ingaggi, è vera e reale. Già a gennaio ilo imposto dalla FIGC aveva fatto da monito per una situazione non proprio rosea, per un quadro che è diventato leggermente più allarmante di recente, quando la UEFA aveva incluso il Napoli tra le società ad aver superato la soglia del 70% dello Squad Cost Rule, il parametro che misura il rapporto tra costo della rosa e ricavi: sanzioni non ce ne sono state, ma solo grazie all’eccedenza dei ricavi calcistici registrata negli esercizi chiusi nel 2025 e 2026. Resta però il campanello d’allarme da non sottovalutare, specialmente da parte di un presidente attento in maniera quasi maniacale allo stato di salute delle casse del Napoli. Proprio De Laurentiis, sempre nella conferenza stampa di inizio settimana, aveva affermato di aver ricevuto nell’ultimo mese almeno duecento proposte di giocatore da ingaggiare ma prima, dal suo punto di vista, urge sbarazzarsi di almeno 25 esuberi. Che ADL non sia nuovo a utilizzare, volutamente o meno, l’arma dell’iperbole non è cosa nota: basti ricordarsi anche, ad esempio, il censimento sul numero dei tifosi del Napoli sparso per il mondo fatto a più riprese durante la sua gestione, per una stima forse, appunto, iperbolica. Fatto sta che un problema di eccedenze oggi il Napoli lo ha, e non necessariamente legato solo ai giovani da piazzare o ai giocatori al rientro dai vari prestiti.

L’elenco dei possibili esuberi del Napoli

 

Partendo proprio dalle ultime categorie, i possibili esuberi degli azzurri sono circa una dozzina, chiaramente non sporca. Facile – almeno in teoria – piazzare i virgulti in prestito secco nelle serie inferiori, forse con il solo Giuseppe Ambrosino che potrebbe anche attirare qualche formazione della massima categoria tra quelle che potrebbero lottare per la salvezza. Come si suol dire però in casi simili, questo esercito che salirà almeno nel ritiro di Dimaro (più che altro per far numero a fronte dei giocatori ancora impegnati in campo internazionale o in vacanza) sarà sottoposto al vaglio dell’allenatore, in questo caso i, che potrebbe anche decidere a sorpresa di trattenere qualche giovane tra i più promettenti. In fondo, un anno fa più o meno di questi tempi, nasceva proprio da queste basi la favola di , bloccato da Antonio Conte e destinato poi, a partire da gennaio in poi, a trovare sempre più spazio grazie anche alla perdurante emergenza infortuni. La speranza di un intero movimento calcistico a caccia di giovani talenti per rinascere dalle sue ceneri sarebbe di non aspettare i guai altrui per dare fiducia ai giovani, e in tal senso il profilo di Allegri, almeno in teoria, non sembra quello più idoneo per imboccare questa strada. Fatto sta che quella che nello scorso campionato, per minuti in campo, è stata la rosa più anziana ha un disperato bisogno di tagliare qualche ramo più o meno secco, anche a prescindere dal parare del neo allenatore. Potrebbe essere innanzitutto il caso di Romelu Lukaku, i con già 3 gol segnati in 5 partite (aspettando il quarto di finale tra il suo Belgio e la Spagna). Considerando che con i suoi 12 milioni lordi resta il giocatore più pesante, l’obiettivo conclamato del Napoli è provare a cedere Big Rom, anche a fronte di ‘soli o qualcosa di più, sfruttando magari l’onda lunga della rassegna iridata. Ci sono però altri nomi più o meno illustri che traballano, oltre a chi come Jesper Lindstrom, Jens Cajuste, Michael Folorunsho, Alessio Zerbin e Cyril Ngonge è già fuori dal progetto nonostante il rientro alla base dai rispettivi prestiti. L’impressione è che tra e Lorenzo Lucca, due maxi investimenti non proprio fortunati del recente passato, solo uno sia destinato a rimanere in azzurro, mentre g potrebbe essere valutato positivamente in ritiro (previe vacanze). Sembra già finita dopo appena un anno, e neanche negativo (affatto), l’avventura al Napoli di c, chiuso dalla scelta di (ri)fare di Alex Meret il titolare unico e inamovibile. Nonostante il rinnovo piuttosto recente, potrebbe essere giunta al capolinea l’esperienza di Mathias Olivera, che potrebbe andare all’Atletico Madrid praticamente con un anno di ritardo rispetto al flirt della scorsa estate, con Nahuel Molina che potrebbe percorrere la tratta opposta ora che, oa, il pacchetto di difensori centrali necessita di un puntello. Restando nel reparto difensivo, almeno uno tra Luca Marianucci e Pasquale Mazzocchi potrebbe essere di troppo, mentre spostandosi altrove non sembra esserci futuro al Napoli per Walid Cheddira e Luis Hasa: quest’ultimo caso tutt’altro che scontato quando gli azzurri sembravano aver sbaragliato una folta concorrenza per accaparrarsi un autentico talentino, come accaduto anche per Emanuele Rao. Non sempre le cose vanno come auspicato al momento dell’acquisto, e se il Napoli ha oggi un esercito di esuberi, a prescindere dalla stima che ne ha fatto forse al rialzo De Laurentiis, significa che negli ultimi anni sul mercato qualche valutazione errata è stata effettuata.

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