Napoli, 2 luglio 2026 – Gli annunci ufficiali ancora non ci sono, ma da Via Aldo Rossi trapela che ormai tra il Milan e i è ufficialmente finita, con il Napoli che, quindi, a distanza potrebbe finalmente regalarsi l’erede di Antonio Conte. Nonostante la lunga attesa, però, nel quartier generale di Castel Volturno si sta già plasmando la squadra che sarà, tra modulo, giocatori e idee condivise con Aurelio De Laurentiis.
Allegri-Napoli: la lunga attesa e i retroscena
Sulla scrivania del patron c’è il triennale da 4,5 milioni a stagione, ai quali aggiungere bonus per la qualificazione in Champions League e per lo scudetto, che segnerà l’inizio del nuovo e sospirato corso, intorno al quale però c’è già molto fermento. In queste lunghe settimane di attesa, praticamente più di un mese, non sono infatti mancati i contatti tra tutti gli attori del Napoli che sarà, quello che si approssima a vivere la mai banale stagione del centenario. I contatti tra De Laurentiis e Allegri sono probabilmente cominciati subito dopo la fine dello scorso campionato, quando la sconfitta interna del Milan contro il Cagliari ha generato un effetto domino sul mercato delle panchine. In quel momento, in De Laurentiis si sarà riaccesa la vecchia fiamma mai sopita della simpatia per Allegri, covata nel tempo nonostante, ben prima di quest’ultimo, ci siano stati 12 allenatori. Sembra in quella frenetica domenica pomeriggio, nonostante l’incontro in agenda per il martedì successivo (e poi effettivamente avvenuto a Roma), sempre dalla prospettiva del patron e per il medesimo motivo, avrà perso punti Vincenzo Italiano, colui che sembrava il favorito per la panchina azzurra. Al di là delle sensazioni provate al cospetto dell’allora allenatore del Bologna (oggi al Besiktas), probabilmente quanto accaduto a San Siro pochi giorni prima aveva già instillato in De Laurentiis il pensiero stupendo di affidarsi ad Allegri, nonostante quel sonoro flop, per tracciare una linea di continuità con quanto fatto da Conte. Se la nuova era sarà altrettanto (o magari anche più) vincente lo diranno solo il tempo e il campo. Per ora, a maggior ragione conoscendo l’impeto del patron, aver accettato una tale attesa senza mai un momento di ripensamento vale di per sé a certificare la fiducia nel nuovo corso, che già sta lavorando nell’ombra grazie a un Giovanni Manna con sempre più poteri. Pare infatti che dietro la scelta ricaduta su Allegri (e non su Italiano) ci sia proprio la mano del direttore sportivo, ma guai a distanziare De Laurentiis da questa presa di posizione: lo dimostrano proprio i tanti vertici, più o meno in remoto, avvenuti in queste settimane per pianificare il Napoli che sarà. Partendo dal mercato, e non solo.
I primi dettami del Napoli di Allegri
Nel contesto di una rosa monstre da 38 unità ora che diversi giocatori sono rientrati dai rispettivi prestiti, la priorità sarà vendere, cominciando da esuberi conclamati come i vari e ee. L’impresa sarà piazzarli ma ancora di più lo sarà provare, nel caso, a limitare i danni economici, considerando che complessivamente i tre a suo tempo sono costati oltre 55 milioni. Pensando al rendimento in azzurro, spese folli, ma mai quanto gli oltre 300 milioni sborsati sul mercato dal club partenopeo nelle due estati trascorse a provare ad accontentare Conte seguendo identikit ma anche nomi e cognomi dei giocatori prescelti. Un trend da invertire subito, nonostante anche oggi sul taccuino di Manna (con il beneplacito di Allegri) ci siano due profili ben precisi: Anan Khalaili, esterno destro dell’Union Saint-Gilloise, ea, difensore centrale della Lazio. Se questi sono i primi vagiti del mercato in entrata, in uscita c’è un rebus da risolvere che va ben oltre i suddetti tre esuberi, ai quali eventualmente dover aggiungere chi come u, c, André-Frank Zambo Anguissa e e, per diversi motivi tra stipendio alto, arrivo fisiologico a fine progetto e ingresso mai avvenuto in quest’ultimo, potrebbe dover o voler cambiare aria. Se queste sono le linee guida, in quanto tali in continua evoluzione, ci sono dei precetti ai quali non si dovrà derogare e, in questo caso, in esame c’è la rosa attuale e i perni già individuati in essa da Allegri. In difesa tutto ruoterà ancora intorno a capitan Giovanni Di Lorenzo, mentre a centrocampo i perni saranno a ey. Nulla di nuovo sotto al sole, come non lo sarà la leadership lì davanti di Rasmus Hojlund, e non solo per quanto fatto l’anno scorso in azzurro (16 reti e 8 assist in 44 presenze) e per il fresco riscatto fisiologico in seguito alla qualificazione matematica alla prossima Champions League: il danese è infatti un pallino di vecchia data di Allegri, che non a caso già l’estate scorsa lo avrebbe voluto al Milan. Il resto è storia nota: Lukaku si infortuna in estate e il Napoli è costretto a procacciarsi un’altra punta centrale, una sliding doors che ha probabilmente fatto le fortune di Conte. Quelle proprie Allegri dovrà costruirsele anche partendo da un’identità tattica definita e, al riguardo, le opzioni in ballo ad oggi sembrano due: i moduli che il Napoli potrebbe utilizzare l’anno prossimo sono il 3-4-3 o il 4-3-3, e si tratta di due schemi piuttosto divergenti. Lavori in corso in quel di Castel Volturno, e non solo per l’attesa della firma di Allegri, magari preannunciata dal consueto post su X di De Laurentiis: il nuovo Napoli sta vedendo la luce, tra certezze, punti fermi e qualche dubbio più che lecito in questa fase dell’anno.
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