Atta incanta, giocate show. Sui social Arthur è virale. Certezza a centrocampo

Se c’è un modo per capire quanto Firenze abbia già adottato Arthur Atta basta riavvolgere il nastro a giovedì sera. Viola Park, amichevole con il Deportivo A Coruna, 2.400 spettatori sugli spalti e, a inizio ripresa, il francese che decide di regalare un numero da prestigiatore (poi diventato virale sui social). Tre avversari saltati in un fazzoletto, con una sequenza di suola, esterno e tacco che ha acceso il mini-stadio. Un lampo di classe purissima che ha scatenato gli applausi dei presenti.

Era il 9 luglio quando Atta diventava ufficialmente viola e oggi, a quattro settimane da quel giorno, la sensazione è che il classe 2003 abbia già conquistato una città che sa riconoscere il talento più puro. Quel gesto contro il Deportivo racconta infatti ciò che il francese può diventare: un centrocampista capace di accendere la partita con una giocata improvvisa. Se Gianluca Nani, il suo ex ds all’Udinese, lo aveva accostato tecnicamente a un mix tra Zidane e Bellingham, non sembrava aver esagerato.

Dietro il nome di Atta c’è però un episodio che racconta bene quanto il suo arrivo abbia stupito persino tanti addetti ai lavori di casa Fiorentina. A inizio giugno il profilo del francese venne sottoposto per la prima volta all’area tecnica dal ds Paratici e quando uno dei più stretti collaboratori del dirigente udì quel nome durante una riunione la sua reazione fu istintiva: “Fabio, scusa, ma come c***o possiamo permetterci uno come lui?”. Una domanda legittima destinata, però, a durare poco.

Da quel momento, infatti, è iniziato un lavoro sotto traccia di quattro settimane fino alla fumata bianca. Atta, sul suo piatto, aveva diverse possibilità (tra cui il Milan che più di altri aveva provato a convincerlo) ma alla fine ha detto no ai rossoneri per abbracciare il progetto viola. Il francese del resto incarna uno dei due identikit sui quali la Fiorentina ha deciso di costruire per intero il suo attuale mercato: il giovane in ascesa (dunque costoso) destinato a crescere e aumentare il proprio valore. L’altro è il giocatore maturo ma ancora lontano dal tramonto (sono stati fin qui scartati i profili a metà carriera, quelli con ridotti margini di miglioramento).

E così Atta è ormai diventato una promessa che profuma di certezza: Grosso lo sta inserendo nei suoi meccanismi (prima mezzala nel 4-3-3, poi fantasista nel 4-3-2-1 e tranne che contro il QPR è rimasto in campo sempre almeno 70’) e la sensazione è che il francese sia destinato a trasformarsi presto una pedina imprescindibile. Pronta a far sognare Firenze.

Andrea Giannattasio