Firenze, 9 luglio 2026 – E’ il tecnico del centenario, l’allenatore di una >che riparte tra la voglia di festeggiare l’anniversario e quella di riscattare una stagione al limite del disastro. Fabio Grosso, campione del Mondo 2006 (suo il rigore decisivo contro la Francia, esattamente 20 anni fa) si presenta alla stampa all’inizio della sua avventura sulla panchina gigliata. Introdotto dal direttore generale Alessandro Ferrari (“Grosso è stata una decisione condivisa con tutti, con la famiglia Commisso. E’ stata la prima e unica scelta”) il neo tecnico ribadisce l’importanza di “costruire” qualcosa di importante e duraturo.
“Questa per me è una bellissima opportunità, in un club storico, una città mondiale, sono orgoglioso. Devo ringraziare il Sassuolo che mi ha permesso di avere questa opportunità. Sono passati vent’anni da quei Mondiali, c’era un livello altissimo. Fare oggi questa conferenza ha un sapore particolare”. La notizia di giornata è l’arrivo di >, un giocatore di grandi prospettive: “Giocatore molto forte, ragazzo in gamba, strada lunga da percorrere. Lo immagino come centrocampista, mezzala sinistra. Corsa, energia, tecnica”.

Sente la responsabilità di essere l’allenatore del centenario?
“Sono consapevole di quello che mi è stato chiesto: la società vuole ricostruire qualcosa di bello e lo tengo presente. Vogliamo costruire una Fiorentina competitiva e duratura”
Quanto vorrebbe far vivere l’emozione di vincere un trofeo ai tifosi viola?
“E’ il sogno di tutti, le emozioni sono importantissime, sentire dentro che qualcosa arde. Sento che c’è la voglia e l’ambizione di voler alzare sempre l’asticella e questo è il nostro obiettivo. Voglio capire che cosa sentano i ragazzi”
Tra dieci anni, quando lascerà la Fiorentina, di cosa vorrebbe essere orgoglioso?
‘Vorrei essere orgoglioso di aver realizzato quello a cui stiamo lavorando. Fare della Fiorentina una squadra protagonista del nostro campionato”.
Ha sentito la squadra? Ha già detto a chi sarà escluso la sua scelta?
“E’ tutto in evoluzione. Non li ho chiamati, ci vedremo domenica, ci diremo le cose, il tempo lo abbiamo. Non mi va di fare nomi”
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Lei predilige il 4-3-3 si aspetta l’arrivo degli esterni o pensa di cambiare modulo?
“Porto avanti un certo discorso da molto tempo. Voglio una squadra con valori morali che abbia coraggio in chiave offensiva. L’idea è quella di giocare 4-3-3: l’ho sempre fatto e voglio continuare a farlo”.
Come vede il suo rapporto con la piazza?
“Sono stato sempre molto parsimonioso con le parole, le parole hanno un peso vanno usate in maniera giusta. Sento la voglia di costruire qualcosa di meglio per una piazza calda e legatissima alla squadra. Questa è una città che coinvolge, cattura, attira”.
Thorstvedt vuole giocare a Firenze. Ce lo descrive?
“Non i piace parlare dei singoli che alleno, figuriamoci quelli che non alleno. Lo stimo molto, li ringrazio insieme ai miei ex ragazzi di questi due anni al Sassuolo”
Ci parla di Viery e Dragusin?
“Viery è un giocatore di grandi prospettive, e di Dragusin tutti conosciamo il valore”
Kean?
“Lo conosco da ragazzino, ho iniziato allenando le categorie giovanili della Juve. Ha qualità, potenzialità, grandi doti fisiche e sono migliorate le doti tecniche. E’ un giocatore importante per me.
Fagioli?
“Anche lui l’ho trovato nelle giovanili della Juve, ha qualità tecniche altissime, può migliorare nel legare il gioco della squadra”
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L’importanza dei giovani…
“I ragazzi bravi li metto in campo a prescindere dall’età. E’ nei nostri pensieri quella di mettere dei giovani con i più grandi ma vedremo cammin facendo. Vogliamo avere all’interno delle risorse giovani”.
Gudmundsson dove lo vede nella sua Fiorentina?
“Devo parlargli, e capire le sue sensazioni”
Il ritiro al Centro sportivo sarà condizionato dal caldo?
“Abbiamo a disposizione un centro sportivo unico… dove c’è tutto, abbiamo mille comodità. Vogliamo costruire al meglio la nostra stagione dalle fondamenta, anche se sappiamo che dovremo affrontare il caldo. Abbiamo deciso di stare nella nostra casa a prepararci. Tutte le situazioni però possono portare vantaggi e svantaggi. Cercheremo di allenarci quando farà meno caldo e anche a resistere”.
Per conquistare il pubblico di Firenze, serve il bel gioco.
“Mi è sempre piaciuto portare avanti il bel gioco, ma sono importanti i valori sui quali appoggiare il bel gioco. Lavoriamo perché questo tifo possa essere orgoglioso di quanto fa la squadra”.

