Juve, altra telenovela Kolo Muani: il Psg è osso duro

Torino, 9 luglio 2026 – La trattativa tra Juventus e Paris Saint-Germain per Randal Kolo Muani continua a trasformarsi in una delle telenovele più lunghe e complicate di questo mercato estivo. E’ praticamente la seconda stagione della serie dopo quella dell’estate 2025. Settimane di contatti, incontri e rilanci, ma il club bianconero si è visto respingere anche l’ultima proposta presentata dall’amministratore delegato Giovanni Carnevali, segno che tra le parti resta ancora una distanza significativa, soprattutto sulla valutazione economica dell’attaccante francese. La volontà della Juventus è chiara: riportare a Torino un giocatore che, nella sua precedente esperienza in bianconero, ha dimostrato di poter fare la differenza. Carnevali è forte anche della scelta di Kolo, che vuole tornare alla Juve dopo le difficoltà al Tottenham, e pure Spalletti sarebbe felice di allenarlo grazie alla sua tecnica e alla sua velocità sulla verticale. Kolo Muani rappresenta il profilo ideale grazie alla sua capacità di attaccare la profondità e di giocare su tutto il fronte offensivo, garantendo un importante contributo in termini di gol ma anche di manovra. Lo scoglio principale resta però il Psg. Il club francese non intende svendere un investimento che solo pochi anni fa aveva richiesto un esborso molto importante e continua a chiedere una cifra superiore ai 40 milioni di euro. La Juventus, invece, punta su una formula differente: un prestito oneroso con obbligo di riscatto a determinate condizioni, cercando di distribuire l’investimento su più esercizi di bilancio. Proprio questa differenza nella struttura dell’operazione ha portato al rifiuto dell’ultima proposta avanzata da Carnevali.
 

Il Psg non molla, Carnevali nemmeno: i tempi si allungano

Nelle ultime ore i contatti tra le due società sono proseguiti senza arrivare alla tanto attesa fumata bianca. Da Torino filtra la volontà di non abbandonare la pista, ma allo stesso tempo cresce la consapevolezza che la trattativa non potrà protrarsi all’infinito. La Juventus, infatti, dovrà presto consegnare all’allenatore una rosa il più possibile completa e non può permettersi di restare bloccata su un unico obiettivo di mercato. Anche Carnevali, nelle sue recenti dichiarazioni, ha confermato come le richieste economiche del PSG non siano diminuite, sottolineando però che i rapporti tra i due club restino buoni e che il dialogo continuerà. Un messaggio che lascia aperto uno spiraglio. Nel frattempo, la Juventus valuta anche possibili alternative, pur continuando a considerare Kolo Muani la priorità assoluta per rinforzare l’attacco. Tra i nomi monitorati figura quello di Alexander Sorloth, ma al momento nessuna pista appare avanzata quanto quella che porta al francese, anche perché pure l’Atletico ha alzato la posta sul cartellino del norvegese. La partita resta quindi aperta. Da una parte c’è la determinazione della Juventus nel riportare Kolo Muani a Torino, dall’altra la fermezza del PSG nel difendere la propria valutazione economica ed evitare la minusvalenza a bilancio, ma i parigini, prima o poi, dovranno anche calibrarsi sull’ammortamento rimasto e una operazione tra un anno faciliterebbe la copertura finanziaria nell’esercizio. Due posizioni ancora distanti, ma non inconciliabili. Il mercato, come spesso accade, vive di equilibri sottili e colpi di scena improvvisi e la partita non è affatto chiusa. Anzi.

Agostini: “Ekhator merita la Juve. Osimhen? Dico che…”

 

Intanto, in avanti è arrivato Jeff Ekhator, primo colpo dal mercato italiano e primo colpo giovane che lascia intendere una Juve riposizionata strategicamente e tecnicamente. Caratteristiche importanti in termini di forza fisica e velocità per l’ex Genoa, che ora lavorando con Spalletti può ancora sgrezzare le scorie di calcio giovanile. Nella sua crescita, ovviamente, c’è stata la mano di Alessandro Agostini, suo ex tecnico nella primavera del Genoa. Queste le sue parole a Tuttojuve: “Sono veramente curioso, ma prima di tutto sono felice per lui. E’ un ragazzo che merita tutto questo. Vediamo cosa riuscirà a fare con questa nuova maglia. Per me è in possesso di tutte le qualità per emergere nella Juve, bisognerà solo capire in quanto tempo potrà riuscirci” il commento di Agostini. Ekhator ha dunque le caratteristiche funzionali degli attaccanti moderni, ovvero non una punta statica ma collaborativa nella manovra: “Appena l’ho visto ho pensato che fosse la rappresentazione dell’attaccante moderno. E’ il centravanti che tutti cercano. Quando allenavo la Primavera e lui giocava nell’U18 notai subito le sue caratteristiche fuori dal comune. Jeff, nonostante la sua fisicità, era bravo sia nel giocare con la squadra e sia ad attaccare la profondità” ancora Agostini. E come potrebbe utilizzarlo Spalletti? La duttilità è un’altra delle caratteristiche di Ekhator, che può giocare sia punta centrale, sia seconda punta ma anche esterno: “A me piacerebbe vederlo come punta centrale, io lo schieravo lì nonostante lui possa agire anche in posizione più esterna con buoni risultati. Il suo futuro dipenderà tutto dalla fiducia e dallo spazio che gli verrà dato. E’ un ragazzo molto giovane, pensare di mettergli addosso troppe responsabilità è sbagliato. I ragazzi hanno bisogno di fiducia, di giocare e di essere riconfermati se magari qualche partita verrà fatta sottotono”. A danneggiarlo potrebbero essere anche i paragoni importanti, come quello con Osimhen, che gli somiglia come struttura fisica. Può ripercorrere le stesse orme? Questo il pensiero di Agostini: “Per me sì, ma non aspettiamoci che lo possa già diventare domani. Servirà un pochino di tempo, anche come idea, visto che alla Juve si troverà ad affrontare una pressione importante. Con pazienza e tempo, può essere importante quanto Osimhen”. Ora la palla passa a Spalletti che dovrà lavorare sul giocatore e migliorarlo quanto possibile per avere già un elemento affidabile in vista della nuova stagione. I ritiri estivi servono anche a questo.

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