Carrarese L’addio di Calabro è ormai scritto. Evani e Andreazzoli… suggestioni apuane

L’addio di Antonio Calabro alla Carrarese è ormai scritto. E’ solo una questione di tempi e di modi nella comunicazione ma l’epilogo sarà una risoluzione consensuale. I tentativi della società di trattenerlo, anche prospettandogli un allungamento del contratto, sono risultati vani. Alla base della separazione c’è una mancanza di stimoli da parte del tecnico di Melendugno che ritiene concluso il suo ciclo a Carrara. Non è stata una scelta facile da prendere per lui perché i legami con il presidente Manrico Gemignani e con tutto l’entourage del club marmifero restano strettissimi così come totale è la connessione con la città ed idilliaco il rapporto coi tifosi.

Calabro ha scelto di lasciare la Carrarese da trionfatore, dopo averla condotta in serie B ed aver mantenuto per due anni consecutivi la categoria, e questo contribuirà a rafforzarne l’aura carismatica. Per lui sembrano suonare le sirene del Padova, che lo aspetterebbe a braccia aperte, ma c’è più di una società di serie B che sembra ci stia facendo un pensierino. Di accordi, comunque, non ce ne sono e sarà naturalmente necessario liberarsi dalla Carrarese prima di voltare pagina e scrivere una nuova pagina del suo futuro. Per il club di Piazza Vittorio Veneto, invece, si apre adesso un momento delicato, quello della scelta del sostituto. Tutto sarà ancora una volta nelle mani del patron Gemignani che, non dimentichiamolo, volle fortemente Calabro prendendolo quando era fermo da un po’ e veniva da un 13° posto in serie C con la Virtus Francavilla. Il presidente ci vide giusto intravedendone le capacità e dovrà provare a ripetersi. Carrara è una piazza particolare, con un microcosmo tutto suo nel quale bisogna essere bravi a calarsi ma che permette anche di far calcio con una tranquillità ed un ambiente positivo che non è facile riscontrare altrove.

Di sicuro la società azzurra non si farà trovare impreparata perché se pure la permanenza di Calabro era la strada maestra sulla quale si lavorava è altrettanto vero che da settimane c’erano le avvisaglie di un suo possibile distacco e qualche sondaggio in giro era già stato fatto. Guido Pagliuca e Giorgio Gorgone rimangono due profili credibili, di categoria. Ci sono anche le “suggestioni” apuane di Aurelio Andreazzoli e Alberico Evani. Non è escluso, infine, che si punti su un emergente: un allenatore bravo dalla categoria inferiore come Marco Turati o addirittura una scommessa assoluta come Francesco Magnanelli che, dopo essere stato collaboratore tecnico di Allegri sia al Milan che alla Juventus, potrebbe iniziare proprio da Carrara la sua esperienza nel calcio professionistico.

Gianluca Bondielli