Torino, 27 agosto 2026 – Il mercato della Juventus passa, come noto, anche dalle cessioni. Luciano Spalletti vuole un centravanti e l’unico modo per accontentarlo è quello di ‘sacrificare’ Jonathan David. Il canadese è finito nel mirino di Atletico Madrid e Paris FC e la Juve prova a capire i margini di manovra per cercare successivamente di lavorare sul mercato in entrata con Alexander Sorloth e Joshua Zirkzee principali candidati. Il canadese potrebbe essere uno dei protagonisti degli ultimi giorni di trattative e la sua eventuale partenza avrebbe un peso importante anche sulle successive mosse bianconere. Perché l’uscita dell’attaccante non sarebbe fine a se stessa: l’obiettivo della Juventus è reinvestire e andare alla ricerca di un nuovo centravanti.
Sorloth e Zirkzee, più facile l’olandese
Sul tavolo ci sono soprattutto due nomi: Joshua Zirkzee e Alexander Sorloth. Due profili diversi, due operazioni con difficoltà differenti. La Juventus sta valutando entrambe le piste, ma molto dipenderà dalle condizioni imposte dai rispettivi club. La pista che porta a Sorloth è quella che, al momento, presenta gli ostacoli maggiori. L’Atletico Madrid non apre infatti alla formula del prestito, soluzione che la Juventus prenderebbe volentieri in considerazione. Il club spagnolo non sembra intenzionato a privarsi del norvegese senza ottenere adeguate garanzie economiche e in queste ore si è raffreddata anche l’ipotesi del ritorno ai colchoneros di Nico Gonzalez, che potrebbe trovare nuova vita alla Juve dopo l’infortunio di Kenan Yildiz.
Più interessante, almeno per la formula, la situazione di Joshua Zirkzee. Il Manchester United potrebbe prendere in considerazione un prestito e questa possibilità rende l’attaccante olandese un’opzione concreta per la Juventus. Una soluzione temporanea permetterebbe ai bianconeri di intervenire sul reparto senza dover affrontare immediatamente un investimento particolarmente pesante. Zirkzee rappresenta inoltre un profilo già conosciuto nel calcio italiano e potrebbe offrire caratteristiche differenti rispetto a David, ma non sarebbe l’uomo d’area richiesto da Spalletti.
La sua eventuale candidatura dipenderà però anche dalle condizioni economiche dell’operazione e dalla disponibilità dello United a trovare un’intesa. Il punto di partenza resta quindi Jonathan David. Atletico Madrid e Paris FC osservano la situazione e una proposta concreta potrebbe cambiare rapidamente gli equilibri. La Juventus, dal canto suo, attende di capire se e come monetizzare l’eventuale cessione per poi muoversi sul mercato in entrata. È un effetto domino: David può partire, la Juventus può liberare spazio e risorse e subito dopo può scattare l’assalto al nuovo centravanti. Sorloth resta il preferito di Spalletti, ma è anche un obiettivo complicato per la posizione dell’Atletico sulla formula, mentre Zirkzee sembra oggi avere una strada potenzialmente più percorribile grazie all’apertura dello United al prestito. Gli ultimi giorni di mercato possono dunque diventare decisivi. E il futuro di David potrebbe essere la prima tessera di un puzzle destinato a ridisegnare l’attacco della Juventus.
Yildiz, operazione a inizio settimana
E se il mercato sta vivendo le battute finali, in casa Juventus c’è stata la dolorosa notizia dell’infortunio di Kenan Yildiz. Il numero 10 sarà costretto a fermarsi per lungo tempo dopo la frattura del quinto metatarso del piede sinistro rimediata nella vittoriosa trasferta di Frosinone. La notizia rappresenta ovviamente una pesante tegola per la Juventus e ora Spalletti dovrà trovare gli accorgimenti corretti per sopperire alla mancanza. Yildiz dovrà operarsi, verosimilmente a inizio settimana, e i tempi di recupero saranno di due o tre mesi, periodo nel quale Spalletti dovrà fare affidamento su altre forze interne. Prima ipotesi Jeremi Boga, seconda Karim Alajbegovic, oppure un drastico cambio modulo. Per Yildiz si tratta di uno stop particolarmente pesante anche dal punto di vista del momento in cui arriva. L’infortunio si è verificato infatti all’inizio della stagione e per la Juventus viene così a mancare una pedina in grado di garantire qualità, imprevedibilità e capacità di incidere negli ultimi metri: la squadra dovrà quindi ridisegnare il proprio reparto offensivo. In attesa del recupero del numero 10, le alternative saranno chiamate a raccogliere una responsabilità importante e le prossime partite diranno quali saranno le soluzioni individuate dall’allenatore per sopperire all’assenza del top player principale della squadra. Il punto fondamentale, però, sarà evitare qualsiasi accelerazione.
Una frattura del metatarso richiede attenzione e pazienza e il percorso dovrà essere costruito passo dopo passo; l’obiettivo sarà riavere Yildiz al cento per cento, senza correre rischi inutili e non compromettere la seconda parte di stagione. Per la Juventus comincia dunque un conto alla rovescia che non sarà breve. Il numero 10 dovrà guardare le prossime settimane da lontano, mentre i compagni saranno chiamati a compensare un’assenza pesante e mantenere la Juve nelle prime posizioni della classifica e rimanere in lotta Scudetto il più possibile. La speranza in casa bianconera è che lo stop resti nei tempi previsti e che Yildiz possa tornare in campo in autunno.
E proprio pensando al campo, sabato ci sarà il debutto allo Stadium nella seconda giornata di campionato contro il Parma di Carlos Cuesta. Già lì Spalletti dovrà trovare i correttivi all’assenza di Yildiz con Boga e Alajbegovic a giocarsi il posto a sinistra, con Conceicao dalla parte opposta e McKennie sotto punta dietro Kolo Muani. A centrocampo, invece, Locatelli e Douglas Luiz a dare manovra e filtro, con Kalulu, Bremer, Kelly e Cambiaso nella retroguardia davanti a Vicario. Dovrebbe ancora partire dalla panchina Jhon Lucumi, fresco di arrivo dal Bologna, ma in generale gli ultimi giorni di mercato potrebbero portare altre pedine per Spalletti. Oltre al centravanti, resta forte l’idea Franck Kessie a centrocampo, dove la Juve deve fronteggiare l’assalto della Roma di Gasperini, ma con Miretti diretto al Besiktas potrebbe esserci margine di manovra in più per provare a chiudere l’operazione.
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