Davide Frattesi alla Lazio: è ufficiale. Arriva in prestito "Sono tornato a casa"

Roma 15 agosto 2026 – Il trasferimento si è complicato, le tempistiche dilatate, ma alla fine è andato tutto in porto. Davide Frattesi torna a casa e torna a essere, dopo il periodo alle giovanili, un giocatore della Lazio. i, il leggero cambio di formula ha permesso ai due club di ottenere il via libera dalla Lega Calcio e consegnare a Gennaro Gattuso il suo nuovo centrocampista per completare un reparto di ottimo livello. 

L’annuncio è tardato e arrivato solo nella tarda serata di ieri. Il blocco della Lega Serie A ha fatto slittare le visite mediche, ma in casa laziale si sono fatte le ore piccole per mettere nero su bianco tutto e rendere il giocatore disponibile il prima possibile. Missione eseguita, e club biancoceleste a festeggiare il nuovo ingaggio con un comunicato ufficiale circa il suo trasferimento. Ecco le parole usate dalla Lazio per annunciare il suo nuovo centrocampista.

“La S.S. Lazio comunica di aver acquisito a titolo temporaneo, con diritto di opzione per l’acquisto definitivo, il diritto alle prestazioni sportive del calciatore Davide Frattesi dall’ F.C. Internazionale”.

Per Davide l’arrivo in biancoceleste si tratta di un ritorno a casa, dopo aver giocato nelle giovanili laziali. Un percorso lungo e tortuoso, ma un riconciliarsi con il club che lo ha avviato su questo percorso e a cui si ricongiunge a titolo temporaneo, almeno per questa stagione. Le cifre che hanno permesso di ottenere il via libera alla trattativa è stato il passaggio ai 5 milioni di euro per il prestito oneroso, a cui si aggiunge il dirito di riscatto dal valore di 10 milioni con l’Inter a conservare il 50% sulla futura rivendita.

Frattesi: “Mi sento tornato a casa con una nuova maturità. Mi sento al centro del progetto”

Arrivato in biancoceleste, Davide Frattesi non ha solo messo nero su bianco il suo nome sul contratto, ma oltre alle foto di rito si è prestato ai microfoni di Lazio Style Channel per la sua prima intervista da nuovo giocatore laziale. Dalle sue sensazioni per il ritorno a casa, al rapporto con Gattuso, fino al sogno di tornare a vestire la maglia azzurra, ecco l’intervista integrale.

L’intervista si apre chiedendo al giocatore come abbia vissuto la giornata del suo arrivo, con il rinvio delle visite mediche, fino all’ufficialità arrivata nella tarda serata, per lui un vero e proprio ritorno a casa, in maniera analoga alla storia di Ulisse. “È stata un’Odissea! Alla fine è andata bene, nel senso che in una giornata come questa alla fine l’attesa aumenta solo il desiderio. Stancante, ma bella come giornata. Mi sento decisamente tornato a casa. Quando sono arrivato, abbiamo seguito tutte le strade che facevo da piccolo quando mi allenavo alla Giustianana, è proprio casa. Torno con un’altra responsabilità e maturità. A 26 anni devo prendermi delle responsabilità importanti”.

Il trasferimento rimette Frattesi al centro di un progetto tecnico, una necessità, come da lui stesso affermato. “L’accoglienza che ho ricevuto è stata da brividi. Anche all’Inter avevamo instaurato un rapporto stretto con i tifosi: ci sono stati alti e bassi ma siamo sempre andati d’accordo. Questo, diciamo, coinvolgimento in prima persona con tutti i tifosi mi ha fatto piacere. Era un periodo in cui avevo bisogno di sentirmi al centro del progetto. Sapevo di tornare? Già a gennaio eravamo stati abbastanza vicini, poi per una serie di motivi non si è riusciti a chiudere. Quest’anno mi è stato detto due giorni fa, quindi ho avuto solo il tempo di dire di sì e sistemare le carte”.

Nel corso dell’intervista al giocatore è stata consegnata una busta con all’interno due foto, dove è immortalato proprio Frattesi da giovanissimo, abbracciato prima a Miroslav Klose e poi agli altri ragazzi a bordo campo dell’Olimpico. “Questa – ha raccontato il centrocampista reagendo all’immagine – è la Coppa Italia. Durante la finale facevo il raccattapalle. Qua ho tanti ragazzi che ancora sento e con cui giocavo. Emanuele, Alessio Miceli che ha esordito in prima squadra. Questi ragazzi li sento ancora e in questi giorni mi hanno massacrato tra chiamate e messaggi”.

Si è parlato di appartenenza e il ragazzo non nega di sentirsi addosso la maglia laziale. “Papà è laziale da una vita e prima di fare il raccattapalle mi portava allo stadio a vedere la Lazio. La mia storia con la Lazio è iniziata tantissimo tempo fa. È il momento giusto per rimettersi in gioco con la Lazio? Penso di sì. Questo è un momento dove ho bisogno di risentirmi importante. Avevo già individuato questo come luogo dove poterlo fare e per fortuna anche la società e il mister la pensavano così. Penso che sia perfetto così”.

Giocatore di grande fisico e intensità, Frattesi non ha dubbi: la sua forza arriva dalla testa. “Penso che la mente sia la mia più grande forza. Ho avuto un momento un po’ così, quando è morta nonna. Però come caratteristica principale io credo sia proprio la mentalità. Uno di quei tratti dove giocando a Fifa (il videogioco simulatore di calcio, ndr) metti il valore massimo. Il numero 16? Lo indosso da sette o otto anni e mi porta bene. Prima ad Ascoli avevo preso il 30 e ho fatto 0 gol, quindi ho cambiato, anche il 16 mi piaceva e ho scelto quello”.

Dopo averlo avuto in Nazionale, Frattesi si ritrova Gennaro Gattuso come allenatore alla Lazio, un incontro felice per un reparto centrale che può essere uno dei migliori della Serie A. “Sì, ritrovo Rino: ho sentito più lui in questi giorni che Eleonora, la mia fidanzata. Ci siamo incontrati in Nazionale, poi è andata com’è andata. Sono successi degli episodi un po’ particolari. Sono contento di tornare a lavorare con lui perché so come ragiona, come lavora, che tipo di persona sia. Ero molto contento di vederlo e appena l’ho avuto di fronte l’ho abbracciato. Il centrocampo della Lazio? L’anno scorso vedevo le partite e Taylor e Rovella sono giocatori forti. Ho anche parlato con Nicolò prima di arrivare. Questo è un bel centrocampo, ma va dimostrato in campo, nel caso ti dico quanto siamo forti tra qualche giornata (schera, ndr)”.

Non si è potuto evitare anche il tema legato alla Nazionale e a un possibile ritorno, in caso di prestazioni convincenti, in Azzurro, sotto la guida di Roberto Mancini.  “Ho sentito mister Roberto Mancini, mi ha detto che l’importante era che giocassi. Anche lui è stato fondamentale nella scelta di venire alla Lazio“.

L’intervista si conclude con un (non) messaggio per i tifosi e una speranza di rivincita con un destino non forse fortunato. “Un messaggio per i tifosi… Non saprei, lo dirò tra qualche giorno. Non mi sento in debito con il destino, forse è lui che lo ha con me, ma spiegherò più avanti quando avremo più tempo”.