Il “Nene” saluta Bologna. Benja Dominguez non fa molta strada, ma lascia il rossoblù per il neroverde del Sassuolo. Un prestito con diritto di riscatto che segna forse la parola fine a una storia d’amore fatta di alti e bassi. Il cinno sudamericano è stato molto più di una meteora nelle sue due stagioni all’ombra delle Due Torri ma alla fine è mancato quel definitivo salto di qualità che in molti si auspicavano e che forse poteva essere nelle corde di un ventiduenne che con la maglia del Gimnasia La Plata aveva subito incantato, attirando su di sé le attenzioni anche dei grandi di Argentina, dal Kun Aguero al suocero Diego Armando Maradona.
Per l’ex Manchester City “El Nene” era un talento da tenere in grande considerazione, così come per il Pibe de Oro che lo aveva notato quando sedeva sulla panchina del Gimnasia e un giovanissimo Dominguez militava nelle giovanili. Un biglietto da visita importante per un ragazzo che il Bologna aveva prelevato last minute nell’agosto del 2024, a mercato quasi concluso.
L’arrivo in città coincide come sempre con una buona dose di entusiasmo dei tifosi, che si rimbalzano video dei suoi gol e delle sue prodezze in Argentina. C’è chi lo eleva subito a “colpaccio” e chi invece è come sempre più cauto. Il debutto arriva da titolare con il Genoa a Marassi il 19 ottobre 2024, 2-2 “complicato” per la banda di Italiano che va in doppio vantaggio e poi si fa rimontare. Benja fa vedere alcune belle cose ma non brilla in maniera assoluta, anche se è pur sempre la sua prima vera occasione. Torna in campo dall’inizio con Juventus e Fiorentina ma è il 30 dicembre che Dominguez accende la luce con una doppietta nella sfortunata sconfitta casalinga contro il Verona. L’argentino è l’uomo in più, il più colpito dagli avversari ma anche il migliore dei suoi in una serata di ombre al Dall’Ara. El Nene cresce e a marzo 2025 arriva anche la convocazione di Scaloni per le qualificazioni mondiali. Niente esordio ma tanta emozione. Il minutaggio in Serie A aumenta complice anche l’assenza dalla lista Champions ma non arriva mai il salto di qualità definitivo. La sua prima stagione si chiude così con 24 presenze, 3 gol e 2 assist in Serie A ma con una Coppa Italia in bacheca nella magica notte di Roma.
L’argentino a sprazzi fa vedere belle cose, sì, ma non convince mai del tutto, né la piazza né Italiano con il quale ci sono anche alcune difficoltà. Gli attriti emergono anche nella seconda stagione, con l’esclusione dalla lista per l’Europa League salvo poi rientrare momentaneamente quando Freuler e Bernardeschi si fanno male. La seconda annata va peggio della prima, tra infortuni e alti e bassi: le presenze scendono a 15 in campionato, con 3 assist tra Cagliari, Verona e Genoa. Troppo poco per essere considerato incedibile in un’estate di grandi cambiamenti e soprattutto in una stagione che senza coppe europee porterà a meno impegni e a quela rosa “corta” auspicata da Tedesco.
