Firenze, 26 novembre 2025 – Vigilia di Conference League per la Fiorentina, con la squadra di Vanoli che affronta la quarta giornata della League Phase. Obiettivo tre punti contro l’Aek Atene per ipotecare il passaggio del turno, almeno a livello di playoff. Quella contro il club greco sarà la partita che segnerà il debutto da allenatore di Paolo Vanoli in Europa. Queste le parole del tecnico dal Media Center del Viola Park.
Che valore ha questa partita?
“Non è sicuramente un ostacolo sul nostro cammino, anzi sarà una gara che ci permetterà di vedere i nostri miglioramenti e di vedere all’opera altri giocatori. Dobbiamo guardare di partita in partita, ora il pensiero va alla coppa. Se vogliamo diventare grandi dobbiamo sapere che dobbiamo giocare ogni tre giorni”.
La squadra ha capito l’importanza della gara di domani?
“Non c’è bisogno di spiegarlo. Siamo in una condizione in cui tutto diventa importante. Questo ci deve aiutare a crescere e a entrare in una mentalità diversa. Ogni giorno batto su questo tasto. Non possiamo permetterci di perdere nemmeno un allenamento. Sto cercando di far capire questo”.
Vedremo Dzeko in campo domani?
“Sì, lo vedremo e vedremo anche De Gea. Anticipo la domanda. Ho parlato anche con Tommy (Martinelli, ndr), che ritengo un ragazzo maturo e devo trattarlo come tale”.
Come valuta il suo debutto domani a livello europeo?
“E’ un debutto importante ma per la situazione che stiamo vivendo non posso soffermarmi a pensare a questa cosa. Dobbiamo iniziare a mettere in mezzo qualcosa sul piano della qualità e degli aspetti tattici, oltre che quelli fisici”.
In campo internazionale le partite sono diverse?
“Il campo internazionale è un’altra cosa. Ho visto tanti video dell’AEK, che ha un allenatore molto propositivo: mette sempre sei uomini sulla linea difensiva. Hanno una squadra molto offensiva, con gente di gamba. Io ho giocato nel campionato greco, conosco la loro fame e la loro determinazione. E’ una formazione che in campionato ha la miglior difesa del torneo. Loro sanno benissimo quanto la Conference possa ribaltare ogni pronostico. Dobbiamo sapere interpretare bene la differenza tra campionato e coppa”.
Richardson può dare qualcosa a questa Fiorentina?
“Sono qua da venti giorni e ho dimostrato coi fatti che non guardo in faccia nessuno. Chi mi dà tutto in allenamento, una chance l’avrà sempre. E’ successo con Parisi e Kouadio e accadrà per altri ragazzi. Ora mi aspetto di più dai giocatori d’esperienza, che trascinino la squadra fuori con la loro esperienza”.
Firenze non ha mai visto il vero Gudmundsson: come mai?
“A volte si sbaglia a giudicare le prestazioni in nazionale solo perché si fa un gol. Io guardo la partita. Certamente, la nazionale ha dato a Gud motivazione ma lui ora deve fare un ulteriore passaggio. I campioni devono saper trascinare la squadra fuori dalle difficoltà e io pretendo questo da Albert perché è un giocatore importante per questo gruppo e per questa squadra. Sono certo che ci darà grande soddisfazione ma deve capire ce può diventare questo. Da lui me lo aspetto questo, così come da altri elementi d’esperienza. Dai giovani mi aspetto tutto, compreso l’errore”.
Tanti giocatori dell’Aek conoscono il calcio italiano…
“Certo, è quello che ho fatto vedere oggi alla squadra. La squadra sa che ci sono giocatori che conoscono bene il nostro campionato, qualcuno anche Firenze… e magari avrà anche uno spirito di rivalsa. Noi dobbiamo fare un altro passo importante”.
Come ha trovato Comuzzo da quando è arrivato?
“In crescita, anche in Under-21 ha fatto due grandi partite. E’ un giovane di grandissima prospettiva. E’ normale che possa essere condizionato da quello che gli è successo. Mi piace molto come giocatore, è forte sull’uomo e attento in fase difensiva. Deve crescere a livello tecnico ma quello è un aspetto di mia competenza. Gli ho fatto l’esempio di difensori che reagivano sempre agli errori e questo vale per tutta la squadra. I giovani non devono aver paura di sbagliare, sono esigente perché ho lavorato tanto coi giovani. Lui può dar tanto a questa squadra. Può fare il centrale e il braccetto perché ha gamba: è un giocatore universale”.
Che momento sta vivendo Pablo Marí?
“Avevo sentito parlare molto della sua leadership e devo dire che nello spogliatoio viene seguito. A me è piaciuta la sua reazione con un cliente difficile come Vlahovic nel secondo tempo. Ma al di là dei singoli, abbiamo sbagliato di reparto. Se vedi un compagno in difficoltà, devi muoverti di conseguenza. Lui nel primo tempo ha avuto timore e non ha portato su la linea e per questo ero arrabbiato. Nel secondo tempo abbiamo avuto più coraggio nel giocare e nell’essere una linea compatta”.
Alessandro Latini


