Ha creato un modello. L’uomo delle idee che diventano milioni

Si dice che Giovanni Carnaveli abbia garantito, nel sui mandato di ‘governo’ a Sassuolo, oltre 350 milioni di plusvalenze in player trading alla società neroverde. Chi guarda oltre i conti riconosce al manager milanese, 65 anni, fondatore di Master Group Sport, esperienze da dirigente a Como, Monza, Pavia e Ravenna prima che a Sassuolo, la cosiddetta ‘forza delle idee’. Quelle che trasformano il calcio in business, ma non solo. Quelle che chiedono per tutti conti e bilanci in ordine, e società con una mano, ovvia, sul portafoglio (i conti devono quadrare) e un’altra sul cuore. A restituire al calcio una dimensione anche sociale, oltre che di spettacolo. Il Carnevali che conosciamo a Sassuolo è quella roba lì: uomo di mondo con relazioni importanti, uomo di conti, e uomo di calcio. Con ‘fiuto’ importante per gli affari e idee chiarissime su come fare – stante proprietà alle spalle forte come la Mapei, s’intende – calcio come si deve, attingendo alle risorse disponibili nella provincia dell’impero. Nel caso del Sassuolo, diritti televisivi esigui, piazza piccola e ‘fredda’, appeal zero. La sintesi? Valorizzare i giocatori. E rivendere: Frattesi, Sensi, Duncan, Scamacca, Raspadori, Politano i giocatori. In panchina, intuizioni: Di Francesco, De Zerbi e il suo secondo Farioli, da ultimo Grosso, tutti allenatori ‘sdoganati’ ad alto livello. Non è un caso, diremo, che lo voglia la Juve, un dirigente del genere, anche perchè nei confronti dei bianconeri, con buona pace dei luoghi comuni cari agli ‘Scansuolisti’, Carnevali ha sempre tenuto il punto. Preservando Berardi, che ai tempi della comproprietà era mezzo juventino, ma cedendole prima Zaza (per 18 milioni, lo pagò 7) e poi quel Locatelli che a Torino è arrivato dal Sassuolo (per 12 milioni) per il triplo. Forse, memori anche di quei trascorsi, i dirigenti bianconeri avranno fatto due conti…

s.f.