Milano, 16 novembre 2025 – Il primo miracolo, l’ipotetica mancata vittoria della Norvegia contro l’Estonia giovedì sera, non si è avverato: men che meno lo fa il secondo, che in linea teorica avrebbe dovuto vedere gli scandinavi soccombere con 9 gol di scarto contro l’Italia. Italia che, nel match di chiusura del Gruppo I verso i Mondiali 2026, parte a razzo nel diluvio di San Siro, andando presto in vantaggio con Esposito, lasciando per un attimo sognare il proprio pubblico. Un attimo, appunto, prima che gli scandinavi addormentino ciò che resta del primo tempo, per poi scatenarsi nella ripresa con due dei tre marcatori della gara di andata di Oslo, quella che di fatto ha indirizzato l’intero girone: Sorloth manca all’appello, ‘sostituito’ in pieno recupero da Strand Larsen, ma Nusa e un doppio Haaland firmano la rimonta di una Norvegia, che sale a 24 punti, un clamoroso en plein, certificando così ulteriormente il suo dominio incontrastato e da record del Gruppo I. Per l’Italia, adesso è ufficiale, la strada verso i Mondiali passerà dai playoff, e non è un inedito: la speranza è che non valga il famoso proverbio ‘non c’è due senza tre’, dopo i tonfi contro Svezia e Macedonia del Nord.
Le formazioni ufficiali
Gattuso torna al 3-5-2, affidandosi a Donnarumma dietro, protetto da Di Lorenzo, Mancini e Bastoni, con Politano e Dimarco sugli esterni e il trio Locatelli-Barella-Frattesi in mezzo al campo: davanti invece tocca a Retegui ed Esposito. Solbakken risponde con un 4-4-2 aperto da Nyland, con Ryerson, Ajer, Heggem e Wolfe in difesa: a centrocampo ci sono Thorstvedt, Berg, Berge e Nusa, con la coppia Sorloth-Haaland in attacco.
Primo tempo
Proprio le due punte norvegesi provano a combinare subito, trovando però il muro della difesa azzurra. Al 5′ Politano va al corner dopo il primo corner in favore dell’Italia: Frattesi fa la sponda di testa ma trova solo i guantoni di Nyland, che poco dopo controlla con lo sguardo il destro al volo di Dimarco su cross di Di Lorenzo deviato da Heggem spegnersi sul fondo. All’11’ l’Italia passa in vantaggio con Esposito, che si gira su se stesso nell’area piccola e manda nel sacco una palla precedentemente lavorata da Retegui e Dimarco, bravo a sfruttare un pasticcio difensivo di Ryerson, in pettinatura leopardata. Sulle ali dell’entusiasmo, gli azzurri cingono di assedio una Norvegia in estrema difficoltà che rischia anche su un altro lancio di Dimarco verso Esposito, stavolta leggermente sballato. In realtà, dopo quest’iniziativa scema un po’ la spinta dell’Italia, se si eccettua un cross basso di Bastoni preda di Nyland. Infatti, al 31′ Nusa, il mattatore della gara di andata, suona uno squillo con un destro a giro da fuori che sorvola la traversa non di molto. Al 36′ ancora Dimarco mette in mezzo l’ennesimo pallone, che stavolta Esposito riesce a girare di testa, con la palla che sfiora il palo alla sinistra di Nyland, che in precedenza con i pugni aveva detto di no a un altro traversone del terzino dell’Inter. Dopo l’ennesimo duello ruvido tra Heggem e Retegui, Gattuso protesta e viene ammonito dall’arbitro Hernandez, che poi ordina 2′ di recupero, che scorrono via senza altre novità: all’intervallo è 1-0 per l’Italia, che ne dovrebbe segnare altre 8 per evitare i playoff.
Secondo tempo

La Norvegia riparte forte sull’asse Nusa-Sorloth, con il destro del secondo che tocca solo l’esterno della rete: dall’altro lato Dimarco serve Locatelli, che calcia ma non al punto da impensierire Nyland. Al 49′ ancora Sorloth, servito al limite dell’area, va al tiro, mandando la palla di poco sopra la traversa: in un tentativo successivo, la palla sfila di un soffio alla sinistra di un immobile Donnarumma. Ci prova poi il maculato Ryerson con una rasoiata che a sua volta non centra di poco il bersaglio. Al 58′ torna a farsi vedere in attacco l’Italia con un piazzato che, dopo uno schema molto elaborato, conduce a un colpo di testa di Bastoni che si rivela molto velleitario. Dall’altro lato, al 63′ è invece perfetto il mancino con cui Nusa, servito dal solito Sorloth e innescato da un velo di Thorstvedt, buca Donnarumma di potenza sul suo palo, complice una deviazione di Politano, beffato da un doppio basso del temibile numero 20. Sistemata la questione partita dopo aver già da tempo ampiamente chiuso i giochi qualificazione, Solbakken chiama subito un cambio, inserendo Thorsby per Berg: Gattuso lancia invece Cristante per il diffidato Frattesi. Al 72′, dagli sviluppi di un corner, ancora Nusa va al tiro con un piatto di prima che trova la replica di Donnarumma, non bella stilisticamente ma efficace. Sul ribaltamento di fronte, non è da meno Nyland sul mancino di Dimarco, pescato da un gran lancio di Politano, che poco dopo arma il colpo di testa di Esposito che termina sul fondo. Intanto Solbakken cambia ancora: scendono Thorstvedt e Sorloth e salgono Aasgaard e Bobb. In campo resta Haaland, che al 78′, nel primo tentativo personale, mette la firma sulla qualificazione al Mondiale della sua Norvegia con un sinistro al volo su assist proprio di Bobb, a sua volta servito da un gran numero di Nusa. Passano appena 2′ e Haaland cala il tris con un tocco di mancino su assist di Thorsby, ma prima ancora un errore in costruzione di Bastoni aveva lanciato Bobb, autore di un ottimo impatto sul match. Gattuso sostituisce Locatelli ed Esposito, rimpiazzati da Scamacca e Zaccagni: poi entrano anche Buongiorno e Ricci, che rilevano Bastoni e Barella, mentre Solbakken esaurisce i cambi dando minuti a Ostigard per Wolfe e Strand Larsen per Haaland, capace di segnare due gol nelle uni due palle toccate nel match. I minuti i recupero sono 3: l’attesa è per far partire la festa per la Norvegia, che manda in gol addirittura anche Strand Larsen su imbucata di Thorsby all’ultimo secondo, mentre per l’Italia il viatico ai playoff si appesantisce ulteriormente.

