Napoli, 16 novembre 2025 – L’emergenza nel calcio, una condanna per qualcuno ma un’opportunità per altri: in casa Napoli il secondo potrebbe essere il caso di Eljif Elmas, il ‘figliol prodigo’, nonché il jolly per eccellenza di e che può diventare ancora più centrale nel progetto alla luce del grave e lungo infortunio di a.
La tassa degli infortuni muscolari
Il camerunese, durante un allenamento con la propria Nazionale, ha infatti rimediato una lesione di altro grado al bicipite femorale della coscia sinistra che, a meno di un recupero più veloce del previsto, lo terrà fuori causa dai 3 ai 4 mesi: una mazzata pesantissima per gli azzurri, che perdono uno dei propri migliori interpreti in questa prima parte di stagione, come tra l’altro ben fotografato dal bottino di 4 gol e 2 assist raccolto in 15 presenze, destinate a rimanere tali nella migliore delle ipotesi fino a metà febbraio. Naturalmente, non si è fatta attendere la consueta invettiva di Aurelio De Laurentiis contro le Nazionali, tirando in ballo anche il precedente guaio muscolare (ben più lieve) patito da Amir Rrahmani nella precedente sosta: va però sottolineato che gli altri infortuni gravi che hanno menomato la rosa del Napoli (quelli di u, e Alex Meret, con quest’ultimo di natura traumatica) siano arrivati con addosso la maglia azzurra, per non parlare di quelli dall’origine analoga di o, r, Leonardo Spinazzola e a. La verità è che, parlando dei soli infortuni muscolari, la tassa sembra ricorrente e bella salata per chiunque abbia lavorato agli ordini di fin dai ritiri estivi, al punto che un allarme sui metodi di allenamento, duri e tra l’altro di certo non inediti, è scattato già a maggior ragione calcolando il numero maggiorato di impegni stagionali del Napoli rispetto all’anno scorso. Per De Laurentiis, figurarsi dopo quanto accaduto ad a, le Nazionali sono l’unico male, da sconfiggere magari aprendo delle finestre di mercato ad hoc in seguito all’infortunio di un proprio giocatore con la rappresentativa del suo Paese: nel caso, però, sarebbe complicato dimostrare la paternità del guaio fisico, che maliziosamente un giocatore in precedenza già acciaccato (evento non così improbabile quando di mezzo ci sono i muscoli) potrebbe trascinarsi fuori dal centro tecnico del suo club. A prescindere dalle considerazioni sulla teoria del patron, essa al momento è di poco aiuto al Napoli, che in attesa del mercato di gennaio dovrà fare di necessità virtù con ciò che ha: specialmente a centrocampo, reparto nel quale Elmas potrebbe rivelarsi più importante di quanto inizialmente ipotizzato in estate.
Il ruolo di Elmas nell’emergenza del Napoli
Un’estate che il macedone ha vissuto ‘flirtando’ a distanza con il suo passato, per un ritorno di fiamma che, anche a causa delle richieste esose del Lipsia, si è concretizzato ufficialmente solo l’1 settembre con la formula del prestito oneroso a 2 milioni e un diritto di riscatto fissato a 17 milioni più 500.000 euro di bonus. Difficile stabilire, ad oggi, se a fine stagione il Napoli si prodigherà in un esborso economico per un giocatore che appena pochi anni prima aveva fatto di tutto per andare altrove, senza trovare poi fortuna, a caccia di un minutaggio maggiore. Riguardo quest’ultimo tasto, anche il primo accesso dell’avventura bis al Napoli di Elmas è poco lusinghiero: 11 presenze, tra Serie A e Champions League, per 433′ trascorsi in campo senza lasciare il proprio segno, nonostante l’ormai nota possibilità di giocare davvero ovunque da centrocampo in su. Mezzala destra e sinistra, ma pure play basso, mediano puro e trequartista, per non parlare della possibilità di giocare su entrambe le corsie esterne e addirittura pure da punta centrale: chi ha Elmas in rosa è come se avesse a disposizione otto giocatori in uno. Passando dalle ipotesi alla realtà, il classe ’99 troverebbe ampio spazio in entrambi i moduli usati finora in stagione da e. Nel 4-1-4-1 varato per esaltare l’estro di De Bruyne, Elmas potrebbe farne ampiamente le veci: magari con piedi meno fini, ma con un tasso maggiore di grinta, energia e, in teoria, pure di abitudine al gol, un argomento che interessa ampiamente un Napoli e. Nel 4-3-3 tornato di moda dopo l’infortunio di De Bruyne, che a sua volta ne avrà per 3-4 mesi, Elmas potrebbe piazzarsi all’altezza della mediana, per ricoprire il ruolo forse più consono, quello di mezzala: in questo caso, la supplenza da coprire sarebbe quella di a. Insomma, almeno in attesa del mercato di gennaio, Conte in teoria non dovrebbe disperarsi più di tanto per due assenze comunque pesantissime per qualità e quantità, quelle di De Bruyne e Anguissa: c’è Elmas, il comprimario pronto all’uso dovunque lo si metta e con uno spirito invidiabile in questa fase in cui agli azzurri, un po’ a tutti, si è spenta la proverbiale luce. Pur senza scrivere il proprio nome sul tabellino dei marcatori o dei suggeritori, il macedone infatti è stato tra le poche note liete delle ultime uscite del Napoli, apparso senza benzina dal punto di vista fisico e senza quel mordente necessario per azzannare le partite. A Elmas, paradossalmente, si può imputare quasi l’opposto: un eccesso di foga che a volte si rivela un dispendioso spreco di energie. Quelle, di energie, ne serviranno a profusione nelle prossime settimane, tra un calendario ostico e poco clemente e un’emergenza infortuni pesantissima che coinvolge più reparti: pane per i denti di Elmas, che avrà nell’imminente futuro la chance di (ri)conquistare Napoli e il Napoli.
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