Napoli, gli addii di Juan Jesus ed Elmas

Napoli, 1 luglio 2026 – L’arrivo di luglio porta con sé l’inizio della nuova stagione, prima del quale ogni squadra deve fare gli ultimi conti con il passato. In casa Napoli il paradosso è che tutto viene fatto ancora senza un allenatore, uno scenario che in pochi avrebbero potuto prevedere nel momento dell’addio di Antonio Conte: a maggior ragione considerando la fretta con cui fece partire il casting all’apparenza vinto da Vincenzo Italiano prima, invece, della virata decisiva verso i, alle prese con le ultime beghe burocratiche n. La situazione è in continua evoluzione e ogni ora potrebbe essere quella buona per registrare finalmente l’accelerata decisiva, ma intanto tornano in auge i suddetti conti con il passato:e dalla deadline del 30 giugno, quella dalla quale si è ‘salvato’ Leonardo Spinazzola.
 

I numeri di Juan Jesus al Napoli

 

Il classe ’93, proprio in extremis, ha infatti rinnovato fino al 2028, confermandosi così come uno dei principali veterani del Napoli dell’oggi e del domani, quello che potrebbe uscire ringiovanito da questa sessione di mercato appena cominciata. Da questa prospettiva, parlando di veterani, va letto l’addio di Juan Jesus, sbarcato da svincolato all’ombra del Vesuvio nell’estate 2021 per ricongiungersi con Luciano Spalletti dopo la comune e fortunata avventura alla Roma. Complice un carattere spesso spigoloso, in campo e fuori, anche in azzurro il brasiliano attraverserà le medesime alterne vicende, tra giornate di sole e bufere, viste ad altre latitudini. Non necessariamente titolare fisso, per non dire mai neanche sotto le gestioni degli altri allenatori, Juan Jesus si è però rivelato nel tempo una carta di sicuro affidamento. Un po’ il cosiddetto usato sicuro, in fondo la ragione per la quale era stato prelevato nello scetticismo generale per un acquisto già eo tempore giudicato non esattamente consono a un club che ha spesso avuto ben altra filosofia sul mercato: caccia ai giovani talenti da crescere, svezzare, far lievitare di valore e poi rivendere. Ecco, Juan Jesus è stato l’esatto opposto, ma il mattone apportato alla causa azzurra è stato di quelli pesanti: 130 presenze, impreziosite da 5 gol e 2 assist, capitate in un lustro nel quale la bacheca del Napoli è stata aperta 3 volte, con le vittorie degli scudetti delle stagioni 2022-2023 e 2024-2025 e della Supercoppa Italiana dello scorso dicembre. Non male per un acquisto in sordina, quasi inviso e criticato, quello di un giocatore spesso divisivo agli occhi amici e degli avversari, uno di quelli che si fa notare quando c’è, ma anche quando non c’è. Come sarà per il Napoli nel prossimo futuro.

I numeri di Elmas al Napoli

 

Nel calcio, come nella vita, bisogna capire quando è arrivato il momento di lasciarsi, senza incappare nel pericoloso effetto nostalgia che rischia di mostrare una prospettiva alterata della situazione. È quanto potrebbe essere accaduto tra il Napoli ed Eljif Elmas, insieme per la prima volta dal 2019 al 2024, per un acquisto da 16 milioni più bonus, all’epoca cifra da record per le casse del Fenerbahce. Il macedone ripaga l’investimento, trovando in quel primo lustro in azzurro 19 reti e 11 assist. L’importanza di Elmas nell’economia di una squadra, specialmente di quell’Elmas, andava ben oltre i numeri. A parlare è la difficile definizione del ruolo del classe ’99: centrocampista molto offensivo di nascita, sì, ma con la capacità di salire sulla trequarti o anche di spostarsi sulla fascia mancina per sfruttare un buon destro dalla medio-lunga gittata, oltre a ottime capacità di inserimento. Praticamente un jolly, un asso da calare ma, in quanto tale, destinato suo malgrado a trascorrere molto tempo nella manica (leggi: in panchina). Un ruolo che può diventare ingrato quando, da vantaggio per candidarsi a più zone del campo, diventa un boomerang, facendo del giocatore in questione più un tappabuchi (seppur di lusso) che un cardine del progetto. Non a caso, la prima era Elmas termina non senza qualche frizione, esternata tramite gli agenti e sui propri social con riferimenti neanche tanto velati alle tante, troppe, panchine accumulate. Le credenziali conquistate dal macedone sono tante che, complice la fresca vittoria dello scudetto da attore più o meno protagonista (tanto per restare in tema), si fa sotto il Lipsia, che a fine dicembre 2023 verserà nelle classe del Napoli ben 25 milioni. Dunque, all’apparenza, un affare per tutti: in primis per il Napoli, che mette a referto una buona plusvalenza tramite un giocatore non esattamente inamovibile nel progetto, e poi proprio per quest’ultimo, in teoria finalmente libero di recitare un ruolo ben più importante in Bundesliga. Le cose non andranno così: in 22 presenze con il Lipsia, Elmas non troverà mai la via della rete, rilanciandosi a partire da gennaio 2025 con il fortunato semestre trascorso in prestito al Torino. Il fatturato in questo caos parlerà di 4 reti in 13 gettoni: numeri, appunto, alla Elmas, che capisce che, evidentemente, l’habitat naturale è la Serie A. Da qui parte un’estate di flirt a distanza con il Napoli, il vecchio amora al quale aggrapparsi per rilanciare la propria carriera. A settembre l’avventura diventa una relazione quando il club partenopeo trova la quadra con la formazione tedesca, presso la quale il macedone era tornato dopo il mancato riscatto del Torino, con la formula del prestito oneroso per 2 milioni, con diritto di riscatto fissato in 17,5 milioni. Numeri che già sembravano alti per suggellare definitivamente il ritorno di fiamma: se poi nella stagione trascorsa con Conte il fatturato offensivo parlerà di appena 1 gol e 4 assist, allora le strade di Elmas e del Napoli si avviano verso la definitiva separazione. C’eravamo tanto amati, anche a più riprese, ma ora è tutto finito: Juan Jesus ed Elmas svestono la maglia azzurra, lasciando dietro di sé vuoti più o meno complicati da colmare.

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