Italia, devi ringhiare di più. Moldova piegata nel finale. A marzo il brivido playoff

Tutto previsto.

Il giovedì non ha portato miracoli, piuttosto disillusioni e una ulteriore dose di realismo.

Che fatica battere la Moldova ultimissima nel girone, quella che due mesi fa aveva perso 11–1 con la Norvegia.

Ora tocca a noi fare un ultimo, doppio sforzo per prenderci dei Mondiali.

E prima di arrivare ai playoff di marzo, inevitabilmente da brivido, proprio domenica ce le vedremo contro gli scandinavi dimostratisi stellari anche ieri, con quel 4–1 all’Estonia che le ha regalato il pass virtuale per Usa–Messico–Canada ’26.

Una sorta di test di lusso, con nulla in palio se non una sicurezza da ritrovare subito.

L’ipotesi di scavalcare Haaland & Co.

battendoli e superandoli per differenza reti è confinata al mondo dei sogni.

Ma dimostrarci diversi da quelli che fummo a Oslo, con quel 3–0 infernale che sostanzialmente mise fine all’era Spalletti, sarebbe già un bel passo per prepararci alla volata.

La partita di Chisinau, saputo del poker norvegese maturato poco prima, in un certo senso ci ha visto giocare con maggiore leggerezza.

Gattuso ha apparecchiato un 4–2–4 che ne certifica la determinazione a cercare sempre e comunque per prime le soluzioni offensive.

Il possesso palla degli azzurri è pressoché assoluto, ma a differenza delle prime quattro uscite di Ringhio, il gol diventa un problema, Raspadori, Mancini e Scamacca ci provano, ma regge una squadra, quella moldava, capace di raccogliere un solo punto nelle sei partite precedenti.

E che invece alla mezz’ora sfiora il vantaggio, con la volée di Postolachi che termina non più di mezzo metro alta.

Uno spavento senza preavvisi che almeno ci dà la scossa.

Ci provano Tonali e Orsolini, ma si arriva all’intervallo sullo 0–0.

La colpa degli azzurri? Troppo morbidi nelle fasi dell’ultimo passaggio, arrivando quindi a soluzioni di tiro affrettate.

Nel 2–0 di Reggio Emilia, per l’ultima di Spalletti già di fatto esonerato, il vantaggio era invece arrivato al 40’ con Raspadori.

Nella ripresa si ricomincia coi rimpianti.

La botta di Cambiaso trova un Kozhukhar prontissimo.

La Moldova, quella dell’11–1 subito dalla Norvegia, in un paio di occasioni ci fa pure preoccupare con le sue avanzate.

Dentro Esposito e Retegui per Scamacca e Raspadori, poi anche Dimarco e Politano per CambiasoOrsolini.

Aumenta la pressione, ma anche la confusione.

Il jolly lo pesca Mancini di testa, Esposito mette tutto al sicuro.

Due gol di parziale sollievo.

Gattuso diventa il terzo ct azzurro di sempre a vincere le prime cinque partite, dopo Fabbri e Vicini.

E si dice molto soddisfatto della prestazione, al di là dei cori di critica dei 500 tifosi azzurri nella capitale moldava.

Ma ora sono i suoi ragazzi a doversi dare la carica.