Zambo Anguissa: l'infortunio è grave. Tegola sul Napoli, i possibili tempi di recupero

Napoli, 13 novembre 2025 – I timori di un infortunio molto serio c’erano tutti e ora sono stati confermati dai fatti e dagli accertamenti del caso: lo stop di André-Frank Zambo Anguissa è addirittura più grave del previsto, con una prognosi che si preannuncia molto negativa.

L’infortunio di Anguissa e i possibili tempi di recupero

“Il giocatore, e, si è sottoposto oggi a esami strumentali presso il Pineta Grande Hospital che hanno evidenziato una lesione di alto grado del bicipite femorale della coscia sinistra. Il calciatore azzurro ha già iniziato l’iter riabilitativo”: è con questo comunicato ufficiale che il Napoli annuncia di fatto l’assenza molto lunga di una delle pedine chiave di e, a sua volta, fino al 17 novembre, lontano dai campi del centro tecnico di Castel Volturno. Come di consueto, il club partenopeo non si sbilancia sui tempi di recupero, che però in questi casi si aggirano tra le 8 e le 12 settimane. Qualora fossero confermate queste previsioni, Anguissa salterebbe il resto del 2025 (una cosa praticamente certa) ma pure la prima parte del 2026, compresa quella a che fino a qualche giorno fa era l’unico timore del Napoli riguardo a un giocatore fondamentale. Lo dice innanzitutto il rendimento stagionale: in 15 presenze, il camerunese ha collezionato 4 gol e 2 assist.

Niente Supercoppa

Parlando di reti, è proprio sua l’ultima totale del Napoli prima dell’anemia offensiva delle ultime tre partite: era il 28 ottobre e gli azzurri battevano a domicilio il Lecce grazie a un’incornata proprio di Anguissa, che secondo le prime ipotesi potrebbe tornare in campo a metà febbraio, saltando quindi in totale una ventina di partite. Dunque, niente campionato per il resto del girone di andata e l’inizio di quello di ritorno, niente Supercoppa, niente esordio stagionale in Coppa Italia ma pure niente Champions League praticamente fino al termine della fase campionato: con la speranza che il Napoli intanto sia stato bravo a risalire la china dall’attuale pericolosissima 24esima posizione. Una tegola caduta sul club partenopeo direttamente da un allenamento del classe ’95 in Marocco, ma già la prestazione a scartamento ridotto del a aveva lasciato presagire un calo di forma dopo aver tirato la proverbiale carretta praticamente dall’estate a oggi. Dal caldo di allora e del Marocco al freddo di oggi, metaforico e non, di Napoli e del Napoli, che in un momento già molto complicato perde un’altra certezza, che va ad aggiungersi all’elenco di lungodegenti nel quale figurano anche Romelu Lukaku, Kevin De Bruyne e Alex Meret: tutte pedine importanti per e, che non a caso mai come ora appare come un uomo solo al comando.