Napoli, c'è subito un infortunio: Buongiorno salta il ritiro e rischia l'operazione al ginocchio

Napoli, 17 luglio 2026 – Chi ben comincia è a metà dell’opera, un detto per il quale potrebbe valere anche l’opposto: lo sa bene Alessandro Buongiorno, che neanche il tempo di far iniziare la stagione e deve già fermarsi per l’ennesimo infortunio.
 

Lo storico degli infortuni di Buongiorno al Napoli

 

A ridosso della partenza alla volta del ritiro di Dimaro è infatti arrivata la notizia del forfait del difensore, come spiegato dal Napoli tramite un comunicato ufficiale diramato. “In considerazione di problematiche emerse nell’ultimo periodo, Alessandro Buongiorno non potrà prendere parte al ritiro pre-campionato. Il difensore azzurro ha svolto indagini diagnostiche già previste, che hanno evidenziato la necessità di sottoporsi a un consulto per decidere se intervenire chirurgicamente sul ginocchio destro”.

È con questo comunicato che il club partenopeo annuncia quello che, di fatto, è l’ottavo infortunio occorso a Buongiorno in meno di due anni. Una variazione sul tema c’è ed è la causa dello stop del classe ’99, spesso tradito dai muscoli e in particolare dagli adduttori e oggi dal ginocchio. In realtà, l’antifona di quello che sarebbe stato un tormentone ricorrente tra il Napoli e Buongiorno si palesa già a metà agosto 2024, a poco più di un mese dal suo approdo dal Torino dietro pagamento di 35 milioni più 5 milioni di bonus: una distorsione alla caviglia che lo fermerà per circa una settimana.

Dopo questo primo contrattempo, Buongiorno ingrana la marcia buona fino a dicembre, quando una frattura della vertebra lombare lo ferma per 44 giorni. Proprio questa lunga permanenza in infermeria, tra l’altro proprio mentre gli azzurri imboccavano il viale buono che li avrebbe condotti verso la vittoria dello scudetto, potrebbe essere all’origine dei successivi ricorrenti guai agli adduttori, problematica che nella primavera del 2025 lo avrebbe tolto di mezzo per un totale di ben 65 giorni.

Per la verità, neanche la scorsa estate è filata liscia per Buongiorno, che il 14 luglio 2025 si era sottoposto a un’operazione all’inguine che lo avrebbe fermato per 21 giorni proprio nel momento in cui la preparazione fisica entrava nel vivo. A settembre si sarebbe riproposta la tassa infortuni con altri 23 giorni di stop per i soliti adduttori prima di una contusione al ginocchio che lo scorso maggio gli avrebbe fatto chiudere in anticipo una stagione in cui, anche per questi ripetuti problemi fisici, era scivolato giù nelle gerarchie di Antonio Conte. Ora con i tutto si resetta: tutto, o quasi, perché gli infortuni continuano a non lasciare pace a Buongiorno.

Le possibili contromosse del Napoli sul mercato

 

Approssimativamente, sono quasi 170 i giorni che l’ex Torino ha trascorso in infermeria fin da quando veste la maglia del Napoli, per un trend che ha distanza gli è costata anche quella della Nazionale. Tormenti personali che si intrecciano proprio con quelli del club partenopeo, che non a caso all’alba di questa sessione di mercato (che per la verità per molte società deve ancora entrare nel vivo) aveva proprio pensato di rinforzare la difesa puntando a, n.

Complice il rientro alla base di n, che però virtualmente dovrebbe andare a riempire il vuoto lasciato da s, andato via a parametro zero, il Napoli ha inizialmente interrotto la caccia a un altro difensore, riflettendo innanzitutto sul da farsi. Il bivio, oggi come qualche settimana fa, è sempre lo stesso: prendere un profilo fatto e finito e pronto a giocare subito, come sarebbe stato proprio Gila, o andare a caccia di un giovane per portare aria fresca a un reparto dall’età media piuttosto avanzata, come per la verità tutta la rosa.

Un ruolo nella questione, naturalmente, lo giocherà anche i, che potrebbe esprimere la sua preferenza non prima di aver chiarito, a se stesso e alla squadra, il modulo con cui ha intenzione di far giocare il suo Napoli: se con la difesa a tre o a quattro, inutile dirlo, fa tutta la differenza del mondo in ottica mercato. Poi ci sono appunto Buongiorno e le sue condizioni fisiche, che come da comunicato ufficiale del Napoli saranno valutate per capire come procedere con l’iter riabilitativo, se conservativo o se ricorrendo a un’operazione chirurgica che ovviamente ne dilaterebbe i tempi di recupero: specialmente quando si parla di una parte delicata del corpo dell’atleta come il ginocchio.

Insomma, una tegola, la prima carta degli imprevisti estratta da Allegri nella sua neonata avventura in azzurro proprio ora che l’entusiasmo a Dimaro comincia già a serpeggiare. Se il tecnico toscano e la società partenopea hanno già i loro grattacapi, se la passa sicuramente peggio Buongiorno, che contava in questa stagione per rilanciarsi sia a livello di club che di una Nazionale che – senza sapere ancora sotto quale guida tecnica – vuole rinascere dalle sue ceneri. Anche Buongiorno, non esperto ma neanche più giovanissimo, vuole rinascere, quasi a voler tenere fede al corposo investimento profuso dal Napoli per strapparlo a un destino da capitano del ‘suo’ Torino: parlano i 40 milioni totali versati ai granata, ma anche l’ambiziosa clausola rescissoria da 70 milioni che sarà valida (solo per i club stranieri) a partire dall’estate 2027.

All’apparenza un ‘semplice’ dettaglio contrattuale che però dice tanto su quanto il Napoli credesse in Buongiorno, non il primo difensore della storia a vedere la propria carriera rallentata da tanti, troppi, problemi fisici. Inevitabile proprio pensare a chi come Alessandro Nesta era ed è l’idolo assoluto del classe ’99, entrambi accomunati dai tanti infortuni ricorrenti che ne hanno spento l’entusiasmo proprio nei momenti clou. Un destino beffardo che per Buongiorno significa ripartire da zero, così come per il Napoli, che deve accelerare le proprie riflessioni sul pacchetto arretrato.

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