Argentina nei guai? La Fifa apre un'indagine per lo striscione e la rissa in finale

Buenos Aires, 31 luglio 2026 – Quasi due settimane fa, Ferran Torres segnava il gol decisivo contro l’Argentina in finale e regalava il secondo Mondiale della storia alla Spagna. Col passare dei giorni, l’attenzione sul Campionato del mondo più discusso degli ultimi anni è calata e si è tornato a pensare alle squadre di club, con i campionati che sono vicini alla ripartenza. Ma se lo sport ormai ha voltato pagina, in altre sedi il Mondiale non si è ancora chiuso. La Fifa, infatti, ha aperto un’indagine sull’Argentina, precisamente sullo striscione esposto dopo la vittoria contro l’Inghilterra e sulla rissa scoppiata al termine della gara con la Spagna. Al fischio finale della sfida contro gli inglesi, vinta in rimonta, alcuni giocatori dell’Albiceleste hanno mostrato uno striscione con la scritta “Le Malvinas sono argentine”, facendo chiaramente riferimento alle Isole Falkland (Malvinas per gli argentini), teatro di un violento scontro tra le due nazioni tra il 2 aprile e il 14 giugno del 1982. Si tratta di un argomento particolarmente sentito per gli argentini, che lo citano spesso soprattutto in queste occasioni. Nella canzone che ha accompagnato la Scaloneta durante tutto il torneo, dal titolo “La Cuarta Estrella”, c’è un punto preciso che fa riferimento alle isole Malvinas.

La seconda indagine, invece, è legata agli scontri successivi alla vittoria della Spagna in finale. Una gara non facile per gli argentini, che per tutti i tempi regolamentari non sono riusciti a tirare in porta. Il match si è protratto fino ai tempi supplementari, dove è stata decisiva la zampata di Ferran Torres al 106′ per regalare la vittoria alla Spagna, contro un’Argentina rimasta in dieci uomini dal 93′ a seguito dell’espulsione di Enzo Fernandez. Al triplice fischio c’è stato un parapiglia in mezzo al campo, che ha visto come protagonisti Leandro Paredes, Nahuel Molina, Thiago Almada e il vice allenatore Roberto Ayala, oltre che lo spagnolo Gavi. La Fifa ha fatto sapere che indagherà per entrambi i casi, per poi comunicare eventuali multe o squalifiche, con i diretti interessati che potranno presentare le difese.