Torino, 10 agosto 2026 – Juventus e Bologna si avvicinano per Jhon Lucumi. Luciano Spalletti potrebbe avere a breve un nuovo centrale mancino. Come era prevedibile, questa sarebbe stata la settimana del dentro o fuori per il colombiano, che ha espresso la sua ferrea volontà di trasferirsi a Torino. Serviva, però, un accordo tra i due club e fino a oggi era ancora distante. Le ultime ore hanno sancito un cambio di passo minimo per intavolare una trattativa concreta col Bologna. La Juve, infatti, è salita a quota 20 milioni di euro di parte fissa a cui aggiungere bonus, un rialzo che ha aperto la porta rispetto alla valutazione dei rossoblù fissata a 25 milioni di euro. Con qualche bonus facilmente raggiungibile, la Juve avvicinerebbe l’asticella del Bologna e così oggi le parti sono molto meno distanti.
Lucumi prossimo bianconero
Decisiva la volontà del calciatore, che ha scelto senza tentennamenti il progetto bianconero. La sua idea primaria e prioritaria è sempre stata quella di andare alla Juventus e infatti ha chiesto al suo procuratore di mettere da parte tutte le altre offerte, compresi gli interessamenti dalla Premier, trovando in tempi rapidi un accordo sull’ingaggio da circa 3 milioni comprensivi di bonus. Da lì in avanti la partita è stata tra le due società. La Juve ha cercato lo sconto provando a inserire Cabal, ma il Bologna voleva cash e serviva una proposta da almeno 20 milioni per arrivare alla seconda parte della trattativa. Quella cifra sta per arrivare e da qui la fumata bianca è più vicina e si gioca sui bonus per avvicinare i 25 milioni di richiesta rossoblù. Lucumi, dunque, andrebbe a completare la difesa juventina, che dovrebbe essere sfoltita dagli esuberi, fornendo fisicità nell’uno contro uno, buone letture difensive e ottima tecnica nella fase di costruzione dell’azione, caratteristiche basilari per il gioco di Spalletti.
Con il difensore centrale sempre più vicino, per la Juve ora resta la priorità portiere e secondo centravanti, sempre ammesso che si riescano a piazzare Di Gregorio e David. Zirkzee è sempre una opzione, mentre in porta restano in lizza Guglielmo Vicario, Zion Suzuki e Anatolji Trubin. Il primo è il più accessibile, forse anche in prestito con riscatto, il secondo sembra indirizzato verso il Psg, che poi avrebbe intenzione di girarlo in prestito alla Juventus, un affare che non convince, mentre il terzo è decisamente costoso e, di conseguenza, meno probabile.
Rampulla: “Non vorrei essere nei panni di Di Gregorio”
Proprio sul tema portiere si discute fortemente nell’ambiente juventino. Le incertezze di Di Gregorio contro l’Inter hanno riacceso i riflettori sulla situazione in porta e appare difficile, anche per sfiducia generale, andare avanti con l’attuale estremo difensore, che è arrivato alla Juve ai tempi di Giuntoli e dopo le buone cose fatte a Monza. Un grande ex come Michelangelo Rampulla ha espresso parole chiare a tuttojuve sulla situazione: “Non vorrei essere nei panni di Di Gregorio in questo momento. Ogni ora esce il nome di un portiere che è considerato più forte, come può riuscire a concentrarsi e a lavorare in maniera corretta? Per me oggi sarebbe difficile anche per Dino Zoff, il modello a cui mi ero ispirato. Lui era sempre sereno e tranquillo, ma sarebbe andato in difficoltà sentendosi sempre in discussione” le sue parole. Insomma, Di Gregorio avrà certamente commesso degli errori, ma non ha nemmeno goduto della pazienza necessaria per inserirsi nel contesto Juve, sicuramente fatto di maggiori pressioni e maggiori aspettative. Rampulla, dunque, difende il portiere, perché il calcio è cambiato, una volta si concedeva ai giovani la possibilità di sbagliare mentre oggi si viaggia sulla lunghezza d’onda del ‘tutto subito’: “Capisco che tutto va più veloce, alla fine questo sport non ha fatto altro che adeguarsi. Una volta ci sarebbe stata più voglia di aspettare, oggi invece al primo errore è più semplice cambiare. E questo è uno dei mali di questo calcio.

Zidane molto probabilmente non avrebbe più giocato dopo due partite, avremo perso lui, Platini e anche Nedved” il pensiero di Rampulla. Critico l’ex portiere anche sui nomi circolati nelle ultime settimane attorno alla Juventus. Zion Suzuki, per esempio, non convince Rampulla, soprattutto perché si parla di un prestito dal Psg che vorrebbe dire fare una operazione non da Juve: “Da quando in qua la Juventus è diventata la succursale del Psg? Piuttosto richiamo Buffon e lo convinco a tornare. Loro una volta non si avvicinavano nemmeno a noi e sul campo ci ricordiamo bene con che scarto finivano le partite. Per il portiere, in realtà, l’investimento lo dovevi fare prima con Donnarumma. Invece hai preferito dare i soldi a Szczesny e hai rinunciato al futuro per dare spazio al presente”. Per Rampulla, dunque, la soluzione migliore sarebbe promuovere definitivamente Mattia Perin a primo portiere: “Farei giocare Perin titolare tutta la vita. E’ affidabile, esperto e conosce a menadito questo ambiente. Non cavalchiamo l’onda emotiva per Suzuki, che ha fatto una buona parata al Mondiale. E accanto a Mattia, metterei un portiere giovane in modo che possa diventare il numero uno del futuro”. Il pensiero di Rampulla è oltremodo chiaro. I portieri non decidono i campionati: “C’è ipocrisia e dobbiamo dirla tutta: il portiere più forte è quello che non ti fa perdere i punti, ma non ti fa vincere i campionati. E’ la squadra che fa la differenza”. La Juve che farà? Investirà su un portiere giovane oppure andrà sulla già conclamata esperienza di Vicario? Se il difensore è vicino, per il portiere i tempi sembrano più lunghi e il tempo stringe.
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