La Liga oggi al via: Barça o Real per il titolo, lotta aperta tra Europa e retrocessione

Barcellona (Spagna) 14 agosto 2026 – Si leva il sipario sul primo dei cinque top campionati europei. La Liga spagnola comincia in questo weekend con una prima giornata spezzata. Cinque partite dal sabato al lunedì, poi Atletico in campo il mercoledì, poi quattro partite nel turno infrasettimanale dal 25 al 27 agosto, dopo la seconda giornata, per completare questo primo round dei 38 di cui si compone questo campionato. I due volte campioni in carica del Barcellona vanno a caccia del tris dopo aver visto il suo nucleo principale prendere parte al trionfo iberico nel Mondiale. Il Real Madrid però è pronto a dare battaglia, così come lo saranno le rimanenti diciotto protagoniste del massimo campionato spagnolo. 

La lotta per il titolo

Chissà se la lotta per la Liga sarà di nuovo una volata a due o meno. Stando alle previsioni degli esperti e dei bookmakers però la risposta è sì. Il Barcellona, in virtù dei due titoli ottenuti consecutivamente, alla forza di due stelle Yamal e Cubarsì in piena rampa di lancio e a un mercato di altissimo livello, con gli arrivi di Gordon e Adeyemi per dare ancor più peso a un attacco stellare. Hansi Flick dovrà dare continuità a questa rosa, perché La Liga potrebbe non bastare più. Dopo aver visto un gruppo nutrito di giocatori blaugrana splendere nel Mondiale e conquistare il titolo con la nazionale spagnola, ora serve il successo anche in Champions League.  

Il Real Madrid però è pronto a dare battaglia e lo ha fatto con l’ennesimo mercato stellare made in Florentino Perez. Cucurella e Dumfries sono i due uomini per completare gli esterni, mentre a centrocampo si aggiunge l’esperienza di Bernardo Silva. Yan Diomandé è la ciliegina sulla torta, un acquisto faraonico da 125 milioni di euro, che completa un attacco monstre a cui si è aggiunto anche il giovane Espí. È chiaro, la stella dei Blancos rimane Kylian Mbappé, capocannoniere del torneo iridato negli States, ma al carisma del campione francese si aggiunge quello di José Mourinho. Sarà lo Special One a portare sulle spalle le aspettative dell’esigentissimo tifo blancos.

Come terza incomoda rimane come al solito l’Atletico Madrid. Non contare la squadra di Diego Pablo Simeone tra le favorite al titolo sarebbe quanto mai ingiusto e una netta sottovalutazione del lavoro fatto dai Colchoneros in questi anni. Gli arrivi di Hjulmand, Kang-in Lee e Grimaldo hanno dato nuova linfa alla squadra, che punta a confermare il suo ruolo di guastafeste, per poi inserirsi, dovessero le due favorite steccare in qualche modo la stagione. Da vedere quanto il caso Julian Alvarez e la sua mancata cessione possano influire sul rendimento, soprattutto nelle prime uscite. 

Il sogno Europa a portata di tutti con lo spettro della retrocessione

Lo scorso anno la Liga spagnola ottenne, grazie al ranking stagionale, il quinto posto valevole per la prossima Champions League. Oltre alle tre formazioni sopracitate, anche Villarreal e Real Betis hanno strappato il pass per la massima competizione europea. Il Submarino Amarillo ha conquistato addirittura il terzo posto in classifica, approfittando degli scivoloni finali di un Atletico concentrato sulla Champions. Non c’è dubbio che si vogliano confermare in questa stagione. Allo stesso modo i sivigliani hanno compiuto un’impresa e ritrovato la Champions venti anni esatti dopo la loro unica apparizione. 

Confermarsi al vertice non è facile e da anni la Liga ha mostrato come la differenza tra le squadre in lotta per l’Europa e quelle che devono evitare la retrocessione sia minima. Un infortunio, un periodo prolungato di scarsa forma o una striscia di risultati utili può cambiare completamente il destino delle squadre. Il Celta Vigo, sesto lo scorso anno, ha concluso la stagione con un misero +12 sulla zona retrocessione, dimostrando quanto minima sia la differenza in Spagna tra Paradiso e Inferno. I galiziani hanno acquisito esperienza in Europa lo scorso anno e puntano a diventare una habitué del calcio continentale. La Real Sociedad invece, decima a fine stagione, ha conquistato il suo pass per l’Europa questa stagione vincendo la Copa del Rey.

La vera sorpresa della scorsa stagione fu il Getafe. La squadra madrilena ha strappato una qualificazione all’ultima giornata dopo una grande stagione da protagonista. Un ritorno al calcio continentale dopo sei anni di assenza, per rendere la squadra della regione di Madrid una delle formazioni stabilmente in lotta per queste posizioni.

La competizione però è serratissima, tra squadre ambiziose in cerca di slancio e società storiche leggermente a caccia della gloria perduta. Il Valencia, sotto la guida di Carlos Corberan, sta lavorando al suo ritorno in Europa dopo diverse stagioni in bilico sull’orlo della retrocessione. Lo stesso si può dire dell’Atheltic Club di Bilbao, che si è scoperto molto meno brillante, quando manca la luce della sua stella, Nico Williams. Scalpitano invece squadre come Espanyol e Rayo Vallecano, nonostante i problemi legati allo stadio di quest’ultima. Continuano invece le difficoltà economiche del Siviglia, che dovrà aggrapparsi a tutto per mantenere la massima serie. In termini prettamente teorici però saranno Deportivo Alaves, Elche, Levante e Osasuna il gruppo più vicino e a contatto con la zona rossa. 

Squadre storiche tra le tre neopromosse

Come succede ogni anno, tre nuove squadre si affacciano a La Liga rispetto all’anno prima. Lo scorso anno Real Oviedo, Girona e Maiorca hanno salutato la massima serie, con le ultime due a retrocedere nel folle ultimo turno. Non sono bastati a loro rispettivamente 41 punti per i catalani e 42 per gli isolani per mantenere la massima serie. Questo da un’idea di quanto alta sia la soglia per la salvezza in Spagna in queste ultime stagioni. 

Nonostante questo, non si possono già contare fuori le tre neopromosse, viste anche il blasone delle stesse. Il Racing Santander ha vinto in maniera dominante il titolo della scorsa La Liga 2, tornando in massima serie dopo 16 anni di assenza e diverse retrocessioni anche in terza serie. Torna in massima serie la Cantabria e lo fa con un progetto ambizioso, che nel giro di poche stagioni si è stabilizzato in Segunda dopo tanti anni incerti, prima di questo successo. Per la massima serie hanno aggiunto esperienza con giocatori come Sergio Canales, pescando all’estero per cercare talenti giovani, pescando anche in Italia.

Insieme ai cantabrici torna in massima serie anche il Deportivo La Coruña, che come il Racing ha vissuto anni difficilissimi, con tanto di retrocessione in terza serie. Un decennio complicatissimo per i galiziani, capace di cancellare l’inizio del 2000, quando il Deportivo non solo vinceva il titolo a inizio millennio, ma disputava costantemente la Champions League, quando il talento di Juan Carlos Valeron e Diego Tristan portava in trionfo la Galizia. Oggi la squadra galiziana non dispone dello stesso talento ma ha costruito una squadra ambiziosa con volti noti anche alla Serie A, come AubameyangAngeliño e Amatucci.

Tramite i play-off invece è stato il Malaga a tornare in massima serie. A inizio del 2010 il club fu acquistato dall’imprenditore qatariota Abdullah Al Thani. Inizialmente il progetto del dirigente arabo era quello di trasformare gli andalusi nella “Manchester City” di Spagna, ricalcando il modello dei Citizens. Nel 2013 arrivarono un sesto posto e la qualificazione ai quarti di finale di Champions League. Da lì però invece del decollo è arrivato il tracollo. Cinque stagioni invischiati a metà classifica, poi la retrocessione, con un passaggio anche in terza serie prima di questa risalita, con vittoria ai play-off ai danni prima del Las Palmas prima, poi ai danni dell’Almeria di proprietà di Cristiano Ronaldo. Chissà se questo potrà essere un nuovo avvio per questo progetto mai decollato realmente, al netto di quella singola grande stagione disputata ormai oltre dieci anni fa.