Le mosse della società. Calcio-mercato. Il cortocircuito legato a Moise

Gli esterni ancora non li ha e questa, certamente, non è un sua responsabilità. Ma l’assenza di giocatori di fascia – cuore del suo dettame tattico – non può essere e non lo è, un alibi per una raffica di scelte che Fabio Grosso ha fatto (e pagato a carissimo prezzo) in Roma-Fiorentina. Scelte che sono apparse da subito un azzardo, una combinazione tattica confusa, una serie di mosse che di sicuro hanno tratteggiato una Fiorentina inedita e allo stesso tempo incredibilmente diversa da quelle che Grosso aveva studiato e ripassato in estate.

L’errore dell’esclusione – in compartecipazione con i dirigenti – di Kean ha spinto l’allenatore a gettare nella mischia Pellegrino, giocatore arrivato solo poche prima e sicuramente con caratteristiche molto diverse rispetto a Moise.

Altra domanda: perchè rinunciare per 90 minuti a Gud che nel precampionato aveva avuto un rendimento in ascesa e rischiare Mastantuono, giocatore straordinario ma ancora a corto di minutaggio? Si va sulla mediana ed ecco la carta da titolare consegnata a Fagioli, giocatore forse alla prese con decisioni da farsi sul mercato, ai danni di Oulai. Oulai che, volendo tornare a quanto è stato fatto con Mastantuono, avrebbe potuto giocarsela e portare quella qualità che proprio non si è vista.

Ma il capolavoro, al contrario, è stato in difesa con una doppia scelta che ha mandato in tilt tutto e tutti. Dodo titolare a destra (lui, davvero a un passo dall’addio) e spostamento di Joao Mario a sinistra. In pratica si è rinunciato a una delle certezze dell’estate, Joao Mario a destra e uno degli inserimenti più oliati tra i nuovi, ovvero Valdepenas a sinistra. Chissà perchè.

Riccardo Galli