Milano, 19 giugno 2026 – Una strategia da definire, ma senza una dirigenza scelta e al lavoro. Questo è il caotico presente del Milan, che dopo settimane di tentativi, casting e piste complicate, deve iniziare a muoversi, già sapendo di essere in netto ritardo: Ruben Amorim aspetta di capire con quali giocatori lavorerà al raduno, ma soprattutto con quale struttura verrà costruita la nuova squadra. La pista Krösche-Hardung non è ancora del tutto tramontata, ma il muro dell’Eintracht ha costretto il Milan a preparare una soluzione interna.
Non è escluso nemmeno l’arrivo di un direttore sportivo italiano dall’esterno, con Domenico Teti tra i profili emersi nelle ultime ore, mentre resta viva la candidatura di Devin Ozek, ex dirigente del Fenerbahce. Ma intanto serve una catena di comando operativa. Sul piano burocratico e finanziario, il riferimento sarà Massimo Calvelli. Non un amministratore delegato in pectore, ma ad interim, con deleghe per rappresentare il club e rendere operative le prime mosse.
Kirovski dal Milan Futuro
È la firma che permette al Milan di non restare fermo: nelle ultime ore sono passati da lì il contro-riscatto di Francesco Camarda, la cessione di Chaka Traorè e l’arrivo di Aurelien Guernier, classe 2007 proveniente dal Birmingham e destinato a Milan Futuro. Non un uomo mercato in senso stretto, quindi.
E qui entra in gioco Jovan Kirovski, oggi responsabile del progetto Milan Futuro, e figura molto vicina a Zlatan Ibrahimovic. Il suo nome è in forte ascesa: potrebbe essere lui, almeno in questa fase, a muoversi come riferimento sportivo anche per la prima squadra.
La sua gestione di Milan Futuro, però, non è stata priva di ombre: la retrocessione in Serie D alla prima stagione e gli investimenti fatti sul mercato senza risultati adeguati restano elementi da considerare. In più c’è un problema tecnico: Kirovski non ha l’abilitazione federale per ricoprire formalmente il ruolo di direttore sportivo. Per questo potrebbe servire una figura di supporto sul piano regolamentare. Il nome, in questo senso, è quello di Donato Lomonte, diventato capo scout dopo l’uscita di Moncada e in possesso del patentino.
La catena di comando
Potrebbe essere lui il ds formale, mentre Kirovski avrebbe più peso nelle scelte operative. Un incastro che produrrebbe un effetto domino anche sull’area scouting, dove salirebbe Bobby Gardiner, capo della sezione match analyst e figura molto apprezzata dalla proprietà.
Lo schema, quindi, sarebbe chiaro: Calvelli per la parte burocratica, legale e finanziaria; Kirovski come riferimento sportivo operativo; Lomonte per la copertura formale del ruolo; Gardiner con maggiori responsabilità su analisi, scouting e programmazione. Non una soluzione definitiva, ma un modo per sbloccare il mercato e non arrivare al raduno ancora fermi. Il Milan resta in una fase liquida. Ozek continua a essere uno dei nomi forti nella lista, Teti rappresenta una candidatura italiana da monitorare, mentre la pista Krösche-Hardung resta sullo sfondo ma senza tempi certi. Intanto, però, il club deve scegliere, vendere, comprare e consegnare ad Amorim una rosa credibile. Soprattutto ripartire. Già in netto ritardo.


