Mondiali 2026, Spagna-Arabia Saudita 4-0: Lamine Yamal da record

Atlanta (Stati Uniti), 21 giugno 2026 – La falsa partenza con Capo Verde ha messo subito la Spagna spalle al muro, per passare il turno nel Girone H ma, ancora di più, per lanciare messaggi importanti e ambizioni per il proprio cammino ai Mondiali 2026. Per fare tutto ciò De La Fuente si gioca la carta Lamine Yamal titolare dal primo minuto e il 18enne e 343 giorni (l’ottavo marcatore più giovane di sempre nella rassegna iridata, superando in classifica mostri sacri come Messi e Mbappé) lo ripaga subito con una partenza al fulmicotone prima di mandare nel sacco, al 10′, con un ottimo tap-in di tempismo e tecnica il cross basso di Oyarzabal, un altro chiamato a dare risposte dopo il pessimo esordio iridato. E così sarà: tra il 21′ e il 24′ il numero 21 segna due volte, entrambe di astuzia e tempismo, trovandosi al posto giusto al momento giusto. Al 36′ potrebbe arrivare anche la tripletta, ma la traversa dice di no al pallonetto in trivela sull’ennesimo pasticcio della difesa di Donis, che al 49′ si fa male da sola con il flipper da sviluppi di corner che frutta a Tambakti il peso dell’autogol dopo la conclusione di Cucurella. La Spagna, che nell’ultima partita del gruppo se la vedrà con l’Uruguay, si rimette in carreggiata dopo la falsa partenza, mentre l’Arabia Saudita, che chiuderà il girone sfidando Capo Verde, dopo il buon esordio probabilmente sentirà di aver fatto dei passi indietro. Non solo per demeriti propri, perché quando gli iberici giocano palla a terra in velocità, seppur nel contesto di una squadra forse non ancora del tutto convincente, hanno pochi eguali nel torneo.
 

Le formazioni ufficiali

 

De La Fuente sceglie un 4-3-3 aperto da Unai Simon, protetto da Porro, Cubarsi, Laporte e Cucurella, con Olmo, Rodri e Pedri a centrocampo e Lamine Yamal, Oyarzabal e Baena in attacco. Donis si schiera con un 5-4-1 che tra i pali vede Al Owais, con Abdulhamid, Al Amri, Lajami, Tambakti e Al Harbi in difesa: sulla mediana ci sono Al Juwayr, Al Khaibari, Nasser Al Dawsari e Salem Al Dawsari, mentre in attacco c’è Al Buraikan.
 

Primo tempo

 

La Spagna parte fortissima: passano appena 40″ e Lamine Yamal sfodera finta, controfinta, sterzata e un cross che manda in tilt la difesa saudita, con il copione che si ripete poco dopo con un traversone a cercare Baena che Al Owais fa suo. Al 10′ è proprio Lamine Yamal a sbloccare la contesa con un perfetto tap-in all’altezza del secondo palo su perfetto cross basso di Oyarzabal. Quest’ultimo al 17′ prova a mettersi in proprio con un destro da fuori che non sorprende Al Owais, bravo a distendersi e a respingere. Il 2-0 è rimandato solo di pochi minuti, perché al 21′ proprio Oyarzabal raddoppia mandando nel sacco un tiro di Laporte diventato assist dagli sviluppi di una convulsa azione da corner. Passano appena 3′ e segna ancora Oyarzabal trasformando da zero metri un suggerimento di testa di Olmo: è tutta un’altra Spagna rispetto a quella sterile del debutto. L’hydratation break è quasi una manna dal cielo per l’Arabia Saudita, anche se ormai i danni sono stati fatti. Al 34′ torna sul palco Lamine Yamal con un numero da alta scuola sulla linea di fondo, mentre dall’altro lato Al Amri ci prova da centrocampo dopo aver visto Simon fuori dai pali: un tentativo velleitario che la dice lunga sulle difficoltà degli uomini in bianco. Al 36′ Oyarzabal sfiora la tripletta con un pallonetto in trivela dopo che la difesa saudita aveva pasticciato con la costruzione dal basso. Ancora il numero 21 a 42′ si rende pericoloso con una conclusione a incrociare su tacco illuminante di Pedri, ma finisce involontariamente con il calciarsi sul destro. I minuti di recupero sono 5′, aperti da un sinistro da fuori di Rodri che termina alto prima che arrivi il duplice fischio arbitrale.

Secondo tempo

 

Felice del risultato, De La Fuente getta nella mischia Pino e Torres, che rilevano Lamine Yamal e Oyarzabal, i due marcatori, mentre Donis inserisce Kanno e Al Hamdan per Al Khaibari e Al Juwayr. Il copione non cambia e al 49′ arriva il poker iberico quando Cucurella calcia dagli sviluppi di un corner e una carambola tra Al Owais e Tambakti beffa il primo, con il secondo che raccoglie l’onere dell’autogol. Sponda Arabia Saudita entrano anche Hejji e Abu Al Shamat, che rilevano Al Amri e Al Buraikan, mentre per la Spagna si vedono Merino e Williams per Olmo e Baena. I ritmi sono ovviamente più bassi ma al 65′ una combinazione in profondità tra Merino e Torres vede il primo aprire troppo la conclusione di prima di esterno destro, che sfila sul fondo. L’ultima mossa di De La Fuente è Ruiz per Pedri, nel contesto di una seconda frazione non proprio emozionante. Intorno all’80’ il match si riaccende prima quando Al Hamdan da fuori testa i riflessi di Simon, che così guadagna almeno il voto in pagella dopo il primo tiro subito in porta, e poi Pino tenta il tocco da distanza ravvicinata ma per l’arbitro Claus ha commesso fallo. L’ultimo cambio saudita è Al Ghannam per Nasser Al Dawsari prima dei 6′ di recupero, il secondo dei quali diventa buono per la Spagna per rimpinguare il bottino quando Torres da zero metri manda nel sacco il cross basso di Porro, ma stavolta tutto viene vanificato dalla segnalazione del fuorigioco. È l’ultima emozione della partita, che segna di fatto l’ingresso della Spagna nel Mondiale grazie a un Lamine Yamal da record e a un redivivo Oyarzabal.