Napoli, De Bruyne al centro del progetto: i tre moduli studiati da Allegri

Napoli, 7 agosto 2026 – Da possibile partente a probabile certezza in campo: il Napoli e e, atto due, stavolta con la promessa reciproca di dare di più l’uno per l’altro per cancellare le scorie lasciate dalla scorsa stagione e soprattutto dal suo epilogo, ricco di vicendevoli frecciate e stilettate.

De Bruyne-Napoli, dalla freddezza reciproca alla centralità

In principio era stato il belga, dal ritiro della sua Nazionale, a esternare tutto il suo gaudio per l’addio alla panchina azzurra di e, un allenatore che a suo dire non lo aveva valorizzato sotto il profilo tecnico né aveva permesso alla squadra di giocare un calcio piacevole e spumeggiante, degno appunto del proprio estro. Al contempo, De Bruyne (5 gol e 4 assist in 21 presenze nella sua prima annata in azzurro) aveva anche apposto un bel punto interrogativo sul prosieguo della sua avventura al Napoli, contratto alla mano invece valida fino al 30 giugno 2027 (e con la possibilità di essere ulteriormente prolungata). La risposta del club partenopeo non si sarebbe fatta attendere prima nella figura del direttore sportivo a, che aveva appunto ribadito al giocatore l’esistenza di un contratto da rispettare e che, soprattutto, avrebbe dato tutto l’arbitro nella questione al quartier generale di Castel Volturno, e poi tramite il capitano o, che pur elogiando le indubbie qualità tecniche del compagno aveva ribadito che nel Napoli la centralità spetta al collettivo e al gruppo e non ad alcun singolo.

Sarà proprio così? In realtà, in contrapposizione con la freddezza reciproca degli ultimi mesi e con le parole dei vertici societarie, pare proprio che stia pensando a un Napoli sì fluido e imprevedibile in campo ma con dei punti fermi: tra essi proprio De Bruyne, che fin dal suo arrivo nel ritiro di Castel di Sangro dopo le fatiche dei Mondiali e le successive meritate vacanze sembra sempre più al centro del progetto. Pesano le valutazioni tecniche ma anche le attenzioni in fase di preparazione riservate al fisico di un giocatore di 35 anni che nello scorso campionato è stato fuori quasi 5 mesi per una lesione di alto grado al bicipite femorale della coscia destra: un campanello d’allarme intorno a un elemento da gestire ma, al contempo, cercando di evitare di incappare negli incidenti diplomatici occorsi nella passata stagione allorché Conte aveva provato a fare lo stesso, con delle sostituzioni poi risultate indigeste contro Milan e Manchester City, proprio il passato del belga. Un equilibrio difficile da bilanciare, specialmente considerando i tre moduli sui quali sta lavorando in ritiro Allegri.

I tre moduli sui quali sta lavorando Allegri

La base di partenza è il 4-3-3, il modulo che probabilmente fa maggiormente felice un grande estimatore come Aurelio De Laurentiis. In questo caso De Bruyne dovrebbe giostrare sulla linea di centrocampo come mezzala, ma probabilmente con maggiori possibilità di vedere il proprio minutaggio ridotto: in quelle caselle ci sono anche André-Frank Zambo Anguissa ey, mentre Stanislav Lobotka è il perno inamovibile della cabina di regia. L’alternativa ben più remota sarebbe issare De Bruyne sulle corsie esterne, ma anche in questo caso gli slot sembrano occupati: a sinistra c’è Alisson Santos, a destra uno trao e s, con quest’ultimo che può essere dirottato anche sull’altra fascia.

Alle liste c’è anche il 4-2-3-1, con la costante di Rasmus Hojlund come puntello centrale di un attacco che molto probabilmente sarà orfano di Romelu Lukaku (che intanto sembra però poco orientato ad accettare la corte della MLS): a rifornimento del danese ci sarebbero uno tra Politano e Neres, Alisson Santos e – appunto – De Bruyne, mentre le due caselle della mediana vedrebbero certo di una maglia il solo Lobotka, con McTominay e Anguissa a giocarsi l’altra (con lo scozzese a partire indubbiamente in pole position). In realtà, McTominay potrebbe anche salire sulla trequarti, in posizione centrale o mancina, come ampiamente sperimentato da Conte con alterni risultati: l’impressione è che l’MVP della stagione del quarto scudetto renda meglio quando può sprigionare il proprio motore e tutti i suoi cavalli. Ecco che quindi non dovrebbero esserci problemi di compatibilità di sorta con De Bruyne qualora la scelta del modulo, permanente o provvisoria, dovesse ricadere sul 4-2-3-1, ma sul taccuino di Allegri c’è anche il 3-5-2, forse lo schema che più di tutti al momento darebbe certezze difensive a un Napoli già alle prese con un’emergenza dietro. La coppia offensiva sarebbe rappresentata da Hojlund e Alisson Santos, mentre all’altezza della mediana agirebbero Lobotka, McTominay e uno tra Anguissa e De Bruyne. Insomma, il Napoli di Allegri, com’è giusto che sia a inizio agosto, è ancora un cantiere aperto con diverse idee al vaglio, per la verità non tutte propriamente inedite.

Tutti i suddetti moduli, chi più chi meno, sono stati infatti adoperati da Conte nel corso del suo biennio, anche se più che altro per replicare alle contingenze del momento e in particolare alle sempre presenti emergenze infortuni. La novità vera risiede nel fatto che Allegri vuole utilizzare la varietà di moduli a prescindere dalle emergenze e, soprattutto, al contrario di Conte metterà e al centro del villaggio. Naturalmente, la parola fine a una possibile uscita sul mercato, specialmente qualora arrivasse un’offerta invitante sia per il Napoli che per il belga, non è stata ancora messa, ma rispetto al gelo di qualche settimana fa le parti si sono avvicinate sensibilmente e non solo a parole: l’ex Manchester City sembra tornato con le migliori intenzioni di riscattare un’annata, la sua prima in azzurro, non eccelsa nonostante numeri in teoria buoni, e il Napoli al contempo ha voglia di provare a sfruttarne al massimo estro e talento, rimasti immutati rispetto ai giorni d’oro (al contrario di un fisico forse da gestire e centellinare con cura).