Napoli, 29 luglio 2026 – La parola ‘ritiro’ suggerirebbe di per sé qualcosa di molto riservato, nel calcio da applicare alla fase di preparazione estiva propedeutica alla stagione successiva: invece negli ultimi anni di riservato in questo periodo dell’anno c’è ben poco, con le squadre costrette a mettere alla berlina le proprie problematiche, più o meno comuni a tutte, tra situazioni di calciomercato in continuo divenire, qualche ‘mal di pancia’ più o meno prevedibile e condizioni di forma non esattamente ottimali. A maggior ragione non fa eccezione il Napoli, che di ritiri estivi ne vive addirittura due: il primo, quello di o, è ormai andato in archivio forse senza l’entusiasmo reciproco e generale degli anni scorsi, mentre il secondo, quello di Castel di Sangro, al via da domani con una piccola variazione rispetto al programma (la squadra partirà alla volta dell’Abruzzo di pomeriggio anziché nella mattinata). Per gli azzurri si tratterà, almeno nelle fasi iniziali, di una toccata e fuga prima del ritorno in città per la festa del centenario, ma tanto basterà per misurare la febbre intorno a determinati giocatori molto attenzionati per ragioni diverse, come Matteo Politano e Kevin De Bruyne.
Politano e le polemiche social per il peso
L’esterno era già presente alla spedizione in Val di Sole, mettendosi in mostra come uno dei giocatori più vivaci nei due test effettuati dal Napoli, il primo perso contro l’ e il secondo vinto contro la e. Neanche il solito impegno profuso sulla corsia destra, come accade da gennaio 2020, è stato sufficiente a togliere il classe ’93 prima da una sgradevole lente d’ingrandimento e poi dal tritacarne delle critiche per quella forma fisica apparsa non esattamente irreprensibile. Nulla di anormale quando il foglio del calendario è ancora fermo a luglio e, soprattutto, quando il giocatore in questione sembra essere in buona compagnia. La suddetta lente di ingrandimento di gran parte della piazza partenopea si è infatti focalizzata su Politano, ma qualche presunto chilo di troppo è apparso anche sul colpo di altri giocatori, incredibilmente risparmiati da una feroce critica social che ha rasentato il bodyshaming. In realtà, Politano non è nuovo a fare da catalizzatore dei malumori di una bella fetta della piazza. Evidentemente, neanche 277 presenze, con 36 reti e 40 assist a referto, bottino prezioso a contribuire ai successi in questi anni in azzurro a 2 scudetti, 1 Coppa Italia e 1 Supercoppa Italiana, non è stato sufficiente a ergere Politano al top delle gerarchie affettive dei partenopei. D’altronde, nonostante un rendimento costante ed efficace in entrambe le fasi e i vari avvicendamenti in panchina, il classe ’93 ha sempre dovuto sgomitare per affermarsi sulla destra, resistendo alle insidie dei vari omologhi di reparto che si sono susseguiti nel tempo, da chi non c’è più come Hirving Lozano a chi come s milita ancora nel Napoli. Esiste però anche un’altra frangia di tifosi che, a prescindere dagli eventuali chili in più, sostiene Politano dentro e fuori dal campo, auspicandone la permanenza all’ombra del Vesuvio anche dopo aver appeso gli scarpini al chiodo, momento non ancora vicinissimo, come lascia intuire il contratto in scadenza il 30 giugno 2028 e con l’idea condivisa, qualora ce ne fossero le condizioni, di proseguire oltre: perché gli anni passano, la silhouette forse non sarà più quella di inizio carriera, ma l’abnegazione, l’impegno, la devozione alla causa e la voglia di sacrificarsi non sono elementi facilmente rintracciabili sul mercato, a dispetto di quella parte di tifoseria forse troppo attenta ai dettagli (specialmente a luglio).
De Bruyne e gli strascichi di un’estate turbolenta
Un anno fa, al momento del suo arrivo a parametro zero dal Manchester City, neanche a De Bruyne fu risparmiata qualche critica per la forma fisica sfoggiata in estate, ma la problematica principale oggi è un’altra e ben più seria di qualche presunto chilo in più. In effetti, già nei giorni scorsi, davanti a microfoni e taccuini a non aveva fatto molto per negare la freddezza reciproca con la quale le parti si erano lasciate, aggravata dalle dichiarazioni rilasciate dal belga durante la sua avventura ai Mondiali 2026. “De Bruyne non deve prendere nessuna decisione sul suo futuro, avendo un contratto con noi”: queste le parole del direttore sportivo del Napoli, appoggiate in pieno anche dal capitano o, che a sua volta aveva così lasciato intuire qualche frizione anche con il gruppo. Dunque, vietato pensare che per De Bruyne l’avvicendamento in panchina possa aver risolto qualsiasi problematica: se il gioco di e non era reputato affine alle proprie qualità dal belga, non è detto che il feeling coni scatti all’istante. “Conte ha una visione del calcio diversa dalla mia. Non ho potuto giocare veramente nel mio ruolo. Se sono contento che vada via? Sì, per me non doveva restare”: una presa di posizione in pubblico, quella di De Bruyne, che già a suo tempo – si parla del ritiro pre-Mondiali – aveva spaccato opinione pubblica e ambiente. Anche perché, appunto, neanche l’addio di Conte, aveva blindato un sodalizio in teoria valido fino al 30 giugno 2027, con opzione per un’ulteriore annata. “Se resto io? Ritengo importante un confronto sul modo di giocare: per me è fondamentale, e quest’anno ho capito che devo continuare a divertirmi”. Dunque, secondo De Bruyne dovrà essere il Napoli (e di conseguenza Allegri) ad adeguarsi alle proprie qualità e non il contrario. Proprio Allegri si era unito al dibattito, un po’ il caso dell’estate, con dichiarazioni ambivalenti. “De Bruyne tecnicamente è abbastanza bravo. Arriverà e avrà le sue motivazioni”. A tal riguardo, il belga dovrebbe rivedersi nel capoluogo campano il 5 agosto, aggregandosi alla squadra nel ritiro di Castel di Sangro ma con una breve capatina in anticipo, insieme a u, per la festa del centenario. Una mano tesa per la permanenza e per sciogliere il ghiaccio?
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