Napoli, il reset di Allegri: anche Lucca e Lang sotto osservazione

Napoli, 10 giugno 2026 – Un cambio in panchina notoriamente azzera le gerarchie e a sorridere maggiormente di questa situazione è chi nel precedente ciclo partiva dalle retrovie, finendo addirittura in ‘esilio’: in casa all’identikit rispondono Noa Lang e Lorenzo Lucca, che sperano di far breccia in i come chiaramente non accaduto con Antonio Conte nonostante le grosse aspettative riposte su di loro un’estate fa.
 

Il ritorno di Lang

Per acquistare l’olandese il club partenopeo aveva sborsato 25 milioni di parte fissa più altri 2 di bonus e il 10% della futura rivendita, tutto finito nelle casse di quello stesso PSV Eindhoven che, ironia del destino, in Champions League agli azzurri avrebbe inflitto un pesantissimo 6-2. Quasi come una beffa, in quella partita, la pagina più nera della stagione del Napoli, Lang disputò 32′ incolore, come lo sarebbe stata gran parte della sua avventura all’ombra del Vesuvio prima del prestito al Galatasaray. In Turchia, Lang raccoglie 2 gol e 3 assist in 19 presenze, numeri buoni ma non sufficienti a far scattare il diritto di riscatto fissato in 30 milioni, oltre ai 2 milioni già versati per il prestito oneroso e alla medesima somma che il Napoli dovrebbe comunque incassare come conguaglio proprio per il mancato esercizio dell’opzione. Insomma, per gli azzurri non è arrivato quell’incasso che avrebbe davvero risarcito l’investimento estivo, fruttato appena 1 gol e 2 assist in 27 presenze, ma si è comunque limitato i danni, oltre ad avere indietro il ‘cavallo di ritorno’ che potrebbe rivelarsi qualcosa di positivo in una sessione di mercato nella quale potrebbe stringere, leggermente o meno, i cordoni della borsa. Non a caso, le prime valutazioni che Allegri sta effettuando a distanza riguardano il materiale umano già presente nel Napoli, tra effettivi nella rosa che ha concluso il campionato ed elementi altrove in prestito che saranno valutati tra i ritiri di Dimaro e Castel di Sangro. Il primo di essi è proprio Lang, un investimento che lo stesso Napoli, appurate le difficoltà a farlo rientrare con una cessione a titolo definitivo, vuole in qualche modo salvare e l’unica strada percorribile in questi casi, si sa, è il campo. Molto, chiaramente, dovrà mettercelo l’olandese, magari già sfruttando al massimo la prossima vetrina dei i: il probabile ritorno del 4-3-3 potrebbe essere manna dal cielo per un giocatore dalle spiccate doti offensive, praticamente un’ala pura, ma ciononostante un certo impegno nelle due fasi sarà necessario. Anche a costo di sacrificare qualche numero quasi da circo di quelli che il classe ’99, l’estate scorsa, affermò valere da soli il prezzo del biglietto: se così fosse, diciamo che molti spettatori hanno chiesto il rimborso, ma nulla è ancora precluso. Né per Lang né per Lucca.

Il ritorno di Lucca

Il premio di flop dello scorso mercato estivo spetta proprio al classe 2000 grazie (si fa per dire) ai 40 milioni totali versati dal Napoli nelle casse dell’Udinese con questa formula: 9 milioni per il prestito oneroso, 26 milioni per il diritto di riscatto (diventato obbligo a partire dal primo punto conquistato in campionato dagli azzurri a partire dal 3 febbraio 2026) e 5 milioni di bonus. Un salasso che in azzurro, in 23 presenze, ha portato un fatturato di appena 2 reti. Non è andata tanto meglio al prestito al Nottingham Forest, che a gennaio, nonostante tutto, si era fatto avanti con fiducia e determinazione, trovando con il Napoli la quadra con la formula del prestito oneroso da 1 milione e diritto di riscatto fissato a 35 milioni. Un accordo ambizioso per tutte le parti in causa, con gli azzurri a osservare speranzosi da lontano un’operazione che avrebbe potuto far rientrare quasi completamente l’investimento estivo. Un lampo di genio e di fortuna del direttore sportivo a che per non è stato accompagnato dalla rinascita dell’ex Udinese, che nella sua nuova esperienza colleziona appena 9 presenze e 1 gol durante le prime uscite che sembrava erroneamente il presagio di qualcosa di buono. Invece Lucca, così Lang, rientrerà alla base a capo chino ma anche con la speranza che il nuovo ciclo e il probabile nuovo modulo possano cambiare il corso in azzurro. Anche per il classe 2000 il destino passerà dalle valutazioni fatte ex novo da Allegri, dopo le quali si capirà il da farsi, con due strade diametralmente opposte all’orizzonte che influenzeranno a catena molto altro: permanenza nella rosa, diventando di fatto un ‘nuovo’ acquisto, o cessione, da valutare se a titolo definitivo o se solo in prestito. Delle due l’una, ma chissà che il Napoli il possibile rimpiazzo di u non se lo ritrovi già in casa. Non è un mistero che Lucca, nei piani di un anno fa del quartier generale di Castel Volturno, avrebbe dovuto rappresentare l’erede del belga, con il quale avrebbe intanto dovuto comporre una interessante coppia offensiva, nel segno di muscoli e gol. Non si è visto niente di tutto ciò se non, parlando di muscoli, la grave lesione che ha tenuto Lukaku per mesi lontano dai campi, mentre Lucca faticava a sfruttare questo involontario assist del destino per scalare gerarchie. Anzi, il primo strappo con il Napoli avveniva proprio quando come rimpiazzo di Big Rom la scelta ricadde su Rasmus Hojlund: un innesto in più dal mercato e, soprattutto, una bocciatura per Lucca. Ora la situazione potrebbe cambiare leggermente, perché se è vero che il danese, fresco di riscatto dal Manchester United (maturato dopo la matematica qualificazione alla prossima Champions League), resta e resterà un perno del progetto, la permanenza di Lukaku è ben più in dubbio. A quel punto, chissà che Lucca non possa rientrare dalla porta di servizio per riproporsi come un vice Hojlund, provando a ribaltare le gerarchie attuali, riportandole a quelli che, nei piani del Napoli, avrebbero dovuto essere i gradi di un anno fa. Il campo disse altro ma ora, complice l’arrivo di Allegri, tutto potrebbe ancora cambiare.

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