Napoli, Lucca e De Bruyne lanciano segnali di ripresa: un messaggio per scongiurare la cessione

Napoli, 13 agosto 2026 – Il termometro delle amichevoli estive non segna mai la stessa temperatura, neanche in seno ai tifosi della stessa squadra: il partito dei pessimisti sull’operato sul mercato tenderà a dare più peso ai risultati negativi o, comunque, alle note stonate, mentre quello degli inguaribili ottimisti si soffermerà solo sulle vittorie e sulle buone sensazioni ricevute magari anche da quei giocatori fino a poco tempo prima invisi o addirittura ai margini del progetto. Figurarsi se a questo trend possa fare eccezione una piazza passionale e spesso poco razionale come quella partenopea, che avrà vissuto senza le proverbiali vie di mezzo l’amichevole 2o, quella che ha chiuso il ritiro di Castel di Sangro, il secondo e ultimo dell’estate dopo quello di o. D’altronde, un risultato così rotondo, dai connotati più tennistici che calcistici, non poteva che prestarsi a valutazioni forse altrettanto esagerate per il periodo dell’anno. Ne escono rinfrancati in particolare Lorenzo Lucca e e, due che per motivi diversi saranno chiamati a conquistare o riconquistare il Napoli e i suoi sostenitori.
 

Lucca, una doppietta per rilanciarsi (e restare)?

Partendo dalla punta, ormai ribattezzata ‘mister 40 milioni‘ per l’esborso totale effettuato un anno fa dal club partenopeo per prelevarlo dall’Udinese, tutto è ancora in ballo e ogni ipotesi al momento è plausibile: dalla permanenza in rosa come riserva alle spalle di Rasmus Hojlund alla partenza per fare spazio a un altro rinforzo offensivo, come potrebbe essere Gabriel Jesus, per qualcuno un sogno, per altri un nome di richiamo e poco più nell’economia del progetto. Un peso specifico nelle decisioni finali lo avrà ovviamente Massimiliano Allegri, un allenatore che notoriamente non disdegna i bomber di stazza e di peso: non a caso, al neo allenatore degli azzurri non sarebbe dispiaciuta la permanenza in rosa di u, più volte cercato nel corso delle sue precedenti esperienze in panchina ma oramai finito al Fenerbahce. In un certo senso, Lucca è il profilo più simile a Big Rom, nel bene e nel male, e non a caso l’operazione di mercato plasmata un’estate fa aveva come obiettivo proprio cominciare a tirare la volata a una futura staffetta tra i due: poi il grave infortunio muscolare occorso al belga e la conseguente acquisizione sul mercato di Hojlund hanno cambiato i piani del Napoli.

Il resto lo ha fatto (o non fatto) proprio Lucca deludente fortemente nel suo semestre in azzurro: in 23 presenze, quasi tutte da subentrato, appena 2 reti. Non che nell’altra metà di stagione, quella trascorsa in prestito al Nottingham Forest, sia andata meglio: appena 9 presenze e 1 gol quasi all’esordio che sembrava il presagio di un qualcosa di diverso, tra permanenza in Premier League e successivo buon incasso del Napoli, che invece non si sarebbe mai realizzato. Dunque, quasi come fosse il gioco dell’oca, Lucca torna al Napoli. Per restare o per andare ancora via? Domanda prematura, nonostante all’inizio del campionato manchino meno di due settimane: di certo la doppietta rifilata all’Aris Salonicco, al netto della caratura dell’avversario, è un messaggio bello forte, e anche un saggio di quella tipologia di gol da bomber d’area che il Napoli si sarebbe aspettato da Lucca.

De Bruyne, la doppietta della definitiva permanenza?

 
Uno dei gol del classe 2000, il secondo, era stato propiziato da una precedente conclusione di e spentasi sul palo: poco male per il belga, che a suo modo aveva trovato il modo di trafiggere due volte i greci nella serata di gaudio e di congedo a Castel di Sangro. Un test indicativo, da prendere in quanto tale (se non da parte del suddetto partito degli inguaribili ottimisti), che ha visto andare a rete anche Amir Rrahmani, il perno di una difesa già ridotta all’osso dall’a, e y, il leader tecnico e ancor più carismatico della rosa. Insomma, chi ha segnato contro l’Aris Salonicco sembra baciato da una buona stella con vista sul futuro in azzurro: è ciò che auspica pure De Bruyne, intorno al quale permangono delle timide voci di addio, magari sempre direzione Turchia, la nuova El Dorado del calcio già raggiunta dal ‘gemello diverso’ Lukaku.

In realtà, sponda Napoli sono arrivate diverse conferme sulla sua permanenza e lo stesso belga pare orientato a regalarsi almeno un ultimo ballo nel cosiddetto calcio che conta, quello da individuare nei cinque principali campionati europei. Tra le suddette conferme impossibile non citare i lavori di Allegri, che in tutti i suoi esperimenti di moduli e formazioni, fin dal suo ritorno, ha incluso De Bruyne. Poi certo, difficile che un 35enne con alle spalle un grave infortunio muscolare come quello che l’anno scorso l’ha tenuto ai box per oltre 4 mesi riesca a essere titolare fisso: difficile e forse anche ingeneroso verso un fisico comunque da gestire. Di certo, eventuali turnover e sostituzioni andrebbero concordati con il diretto interessato per evitare strappi e casi pubblici come accaduto l’anno scorso sotto la guida di Antonio Conte per esempio contro Milan e il ‘suo’ Manchester City.

Questa, almeno, è la linea direttiva di chi non include De Bruyne, per curriculum, palmares e lignaggio, nell’elenco dei giocatori ‘qualsiasi’, anteponendolo al resto del roster: esiste anche un partito di verso opposto, sostenuto da capitan o, che invece fa del gruppo azzurro, nella sua totalità e senza ‘prime donne’, il vero fulcro dal quale dovrà partire il nuovo ciclo. A De Bruyne, in questo caso, il compito di adattarsi ai dettami del Napoli, che intanto riceve i segnali mandati in amichevole da due giocatori con alle spalle un’estate (e non solo) ricca di punti interrogativi.