Napoli, la 'vacanza' di Conte: le ragioni di un'assenza solo fisica

Napoli, 14 novembre 2025 – Antonio Conte non c’è fisicamente ma sul pianeta Napoli, nonostante le ultime bufere, continuano a vigere le sue regole: come annunciato dal club partenopeo tramite un comunicato ufficiale volto innanzitutto a spazzare via i venti di crisi e, soprattutto, il sospetto di un clamoroso divorzio anticipato e o per guidare la squadra o ciò che resta di essa, tra infortuni e giocatori convocati dalle rispettive Nazionali, ma guai a pensare che intanto tra gli azzurri regni l’anarchia.
 

Il Napoli e un rendimento altalenante

 

La recente striscia di risultati tutt’altro che positivi ha innanzitutto spento l’entusiasmo estivo post scudetto, a sua volta alimentato da una campagna acquisti faraonica nei nomi e negli esborsi che sembrava plasmare un Napoli capace di dominare in Serie A e pure di fare la voce grossa (finalmente) anche in Champions League. Invece, dopo 11 giornate di campionato, la posizione è la quarta, a -2 dalla coppia di testa composta da Inter e Roma, che guida con 24 punti, mentre nella competizione europea più prestigiosa, al giro di boa della league phase, la piazza è solo la 24esima, l’ultima buona ad accedere ai playoff. Insomma, una fotografia ancora parziale e ampiamente modificabile dal campo, il giudice supremo, ma che al contempo ha fatto suonare diversi campanelli d’allarme, a loro volta avvalorati dai tanti infortuni muscolari (ia) e da un brusco calo fisico nelle ultime settimane, andato di pari passo con uno scollamento generale della squadra e, forse, dell’intero progetto. Non solo i risultati altalenanti fino a fine ottobre, prima di una parte iniziale di novembre da dimenticare o quasi: la prima spallata l’ha data dopo la notte nera di n, puntando il dito contro i nuovi acquisti estivi, a suo dire troppi e troppo poco amalgamati nello spogliatoio, a sua volta finito interamente sotto accusa dopo la sconfitta di a, dalla quale o. Neanche lo stesso Conte, che ha messo pure se stesso in discussione e sul banco degli imputati al punto che, manco a dirlo, la ‘vacanza’ concordata con il Napoli, nonostante il comunicato ufficiale, stava subito per diventare un caso di stato. In parte, in effetti, si tratta di un unicum nonostante ormai in smart working si faccia tutto o quasi. Forse non è il ‘come’ ad aver lasciato un po’ tutti di sasso, ma il ‘quando’: una pausa del genere, in un contesto tutt’altro che idilliaco, a molti ha quasi ricordato una fuga, per giunta direzione Torino, la casa di Conte, nonché secondo qualche voce più maliziosa la destinazione, prima o poi, di un ritorno di fiamma con la Juventus. Discorsi futuristici, specialmente considerando che, nonostante le recenti difficoltà e l’attuale distanza fisica, Conte non ha alcuna intenzione di mollare.

I ‘supplenti’ di Conte

 

Fino a lunedì 17 novembre gli azzurri sono infatti nelle salde mani del vice Cristian Stellini e del club manager Gabriele Oriali, due figure professionali intimamente vicine al tecnico salentino, che non c’è fisicamente ma è comunque ‘presente’ alle sessioni di lavoro del suo Napoli. Le moderne tecnologie, infatti, accorciano le distanze tra Torino e Napoli, le due case attuali di Conte. La prima, una residenza ormai di vecchissima data, è oggi l’isola felice, lontana dalle turbolenze della seconda, che fino a qualche mese fa portava in tripudio l’allenatore e il resto della truppa. La fiammella dell’entusiasmo, con la squadra non brillante come nei giorni d’oro ma ancora ampiamente in corsa su ogni fronte, non si è totalmente spenta e forse la distanza, fisica e simbolica, che Conte ha voluto mettere in questi giorni serve anche per tutelare ciò che è rimasto dei momenti belli, lasciando intanto sedimentare critiche e amarezze varie. Solo il tempo dirà se questi giorni di pausa si riveleranno un dettaglio oppure no e se, nella seconda ipotesi, la ricetta sarà stata quella buona ad aiutare il Napoli o se, viceversa, le crepe tra Conte e lo spogliatoio e all’interno dello stesso (ammesso che ce ne siano) si saranno dilatate proprio in questa fase di vacanza. Vacanza, come giorni di riposo dopo un periodo di profondo stress, ma anche vacanza nell’accezione di un posto al vertice che resta momentaneamente vuoto: Conte al Napoli sta vivendo entrambe queste esperienze, con l’obiettivo comune di provare a risollevare la propria creatura dai suoi mali. Per qualcuno la distanza può aiutare a mettere a fuoco quali siano, appunto, i problemi che stanno rallentando la macchina azzurra negli ultimi tempi, mentre per qualcun altro quest’uscita di scena, seppur momentanea, nel momento più complicato finora della stagione non può che sfilacciare ulteriormente il progetto. Progetto che, dopo la sosta, dovrà ripartire a tutta per un segmento molto delicato dell’annata. Si ripartirà dalla nuova Atalanta di Raffaele Palladino, un’incognita che il Napoli dovrà battere per ritrovare prima il gol e poi la vittoria, con entrambi che mancano ormai dal 28 ottobre, giorno del match di Lecce. Poi, sempre al Maradona, arriverà il Qarabag, partita da non fallire per non giocarsi un altro jolly dei tanti già sciupati in Champions League. Agli azzurri in seguito toccherà la visita alla sorprendente Roma di Gian Piero Gasperini, ad oggi seria candidata allo scudetto, prima di provare a spezzare il tabù ottavi di finale di Coppa Italia contro il Cagliari. Prima dell’avventura in Supercoppa, il Napoli se la vedrà con Juventus, Benfica e Udinese, a chiusura di un segmento e delicato che dirà molto sul prosieguo di tutti gli obiettivi stagionali. E l’approccio scelto da Conte per prepararsi a questo tour de force non è esattamente di quelli più canonici: una vacanza, in ogni accezione possibile di questa parola, ma chissà che non sia la ricetta buona per ripartire con un rinnovato slancio.

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