Napoli, tabù Coppa Italia sfatato. Ma Lucca ancora non convince e Lobotka si ferma

Napoli, 4 dicembre 2025 – Nell’economia dell’intero match, il Napoli ha ampiamente legittimato la tanto agognata qualificazione ai quarti di finale di Coppa Italia, risultato diventato un tabù in serie a partire dalla stagione 2021-2022, ma l’impressione, guardando la lotteria dei rigori e il suo svolgimento, è che fosse anche ampiamente in credito con la competizione e con una certa dose di buona sorte in essa: dal dischetto gli azzurri sbagliano una sola volta, traditi da David Neres, l’uomo del momento, mentre il fa due stecche, di cui una, quella di Zito Luvumbo, merito di una parata di Vanja Milinkovic-Savic, che a sua volta poco prima era stato letale dal dischetto, confermandosi di fatto ad oggi il miglior acquisto estivo di un s che a inizio match, dopo un tiraccio di Lorenzo Lucca, non aveva nascosto il proprio disappunto. Poco dopo, proprio il numero 27 si sarebbe fatto perdonare con un colpo di testa vincente, la specialità della casa, su assist di a, uno dei migliori in campo: un po’ il paradigma, nel bene e nel male, delle scelte di mercato operate dal club partenopeo.
 

Lucca in gol, ma non basta

 

Lucca, pagato in tutto 40 milioni all’Udinese, nonostante ieri abbia issato il suo bottino stagionale in zona gol a 2, mostrandosi in generale uno dei più attivi dei suoi, resta inviso a gran parte della piazza che, complice il fresco pareggio momentaneo del Cagliari, lo ha anche fischiato al momento della sostituzione. Le reti restano poche in proporzione al minutaggio e soprattutto ai suddetti costi estivi, ma il vero problema del classe 2000 sembra essere tutto il resto: un’apparente carenza nel bagaglio tecnico che spesso lo rende protagonista, suo malgrado, di stop infelici e di conclusioni non esattamente irreprensibili, come quella che ha fatto storcere il naso a De Laurentiis sotto l’occhio impietoso delle telecamere. Insomma, segnare non basta: a maggior ragione in una piazza dal palato fine come quella partenopea, abituata negli anni a godersi le gesta di attaccanti prolifici ma anche spettacolari. Almeno per ora, nessuno dei due casi è quello di Lucca, che in quanto a generosità però non sta di certo venendo meno. Di certo, il primo tempo arrembante degli azzurri ha portato principalmente la firma dell’ex Udinese, uno dei più vivaci dei suoi ben oltre la rete realizzata di testa su un cross perfetto di Vergara. Qui si entra in altri due ambiti. Il primo: Lucca, notoriamente, ha nelle incornate il piatto forte e quindi, per rendere al meglio e sprigionare il suo enorme strapotere fisico, necessità di imbeccate precise come appunto quella del prodotto del vivaio. Il secondo riguarda proprio Vergara, un jolly del centrocampo che probabilmente meriterebbe più spazio e fiducia a prescindere dal turnover di Coppa Italia e dall’emergenza a centrocampo che, in casa Napoli, rischia di aggravarsi ulteriormente nelle prossime settimane.

Lobotka out, altra chance per Vergara?

 

Ai già fuori causa e, a e r almeno per il match contro la Juventus dovrebbe aggiungersi a, come da comunicato del club partenopeo fermato da un risentimento muscolare al tibiale posteriore della gamba sinistra accusato nell’attivazione fisica precedente il match di ieri. Dunque, contro i bianconeri dell’ex Luciano Spalletti, il centrocampo titolare di e non avrà molte scelte a parte i soli disponibili y ed s. Poi c’è Vergara, qualità e quantità al servizio del tecnico salentino, che in estate ne aveva preteso la conferma in rosa nonostante l’idea di mandarlo in prestito altrove, magari in Serie B, per farsi le ossa. In realtà, per un malcostume diffuso tutto italiano, specialmente ai piani altissimi della classifica dei club più ricchi e ambiziosi, un giocatore di quasi 23 anni viene ancora considerato un ‘baby’ acerbo, da far svezzare in squadre di lignaggio e pure categoria inferiore, mentre in altre leghe si parlerebbe quasi di un giocatore fatto e finito. Invece non è così, specialmente in un Napoli che considera giovani da mandare in prestito anche, tra gli altri, il 26enne Alessio Zerbin. A prescindere da queste considerazioni, l’emergenza a centrocampo sembra offrire a Vergara una chance importante per dimostrare a tutti di essere qualcosa di più di un semplice tassello buono per riempire le liste e, all’occorrenza, per far riposare i titolarissimi in Coppa Italia, competizione che da questo step in poi, a partire dai quali da affrontare contro una tra Fiorentina e Como, può diventare un obiettivo concreto. In effetti, arriva dicembre in calendario e il Napoli, come le altre squadre interessate, entra nel gorgo delle quattro competizioni stagionali. Risultati alla mano, lo fa alla grande, perché dalla ripresa delle ostilità dopo la sosta di novembre gli azzurri hanno solo vinto, convincendo quasi all’unanimità. Lo stato di salute della rosa, invece, resta preoccupante in particolare all’altezza della mediana, dove l’emergenza invece di rientrare si aggrava sempre di più. Anche per questo motivo, oltre che per i risultati positivi, Conte proseguirà nel solco del 3-4-3, schierando quindi due centrocampisti come titolari (McTominay ed Elmas) e conservandone l’ultimo superstite (Vergara) come primo e ultimo cambio a partita in corso. Il match di Coppa Italia è servito anche per tastare il polso al prodotto del vivaio azzurro, che la sua parte all’occorrenza sa recitarla: magari anche contro un’avversaria mai banale come la Juventus. Intanto, il Napoli si gode il passaggio ai quarti di finale della competizione nazionale: all’apparenza quasi una formalità, a maggior ragione per la squadra campione d’Italia in carica, ma non se la squadra in questione è il Napoli, che da 4 anni arrestava la propria corsa, tra l’altro sempre al Maradona, davanti all’ostacolo chiamato ottavi.

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