Boston, 23 giugno 2026 – Dallo spettacolo e dalla goleada contro la Croazia a uno zero a zero lento e noioso. L’Inghilterra non ha sfondato il muro ghanese creato da un furbo e sapiente Queiroz e si è fermata sulla traversa colpita di testa da O’Reilly nel finale di partita. Meno brillanti i leoni inglesi rispetto all’esordio e la lotta alla vetta del girone L resta aperta, con anche la Croazia che può tornare in gioco in caso di successo su Panama. Poche cose da Bellingham e da Kane, sciupone nel finale, e manovra poco vivace per una Inghilterra rimandata nella seconda giornata. Gli africani, invece, possono continuare a sognare.
Traversa e Kane dopo tanta noia
Il primo tempo è stato vissuto su uno spartito tattico chiaro, Inghilterra a fare la partita e Ghana a chiudersi. Match tra due squadre vincenti nella prima giornata e quindi con in palio il primo posto nel girone, non solo l’ipotetica qualificazione al turno successivo, anche per questo è emerso un tatticismo importante per gli uomini di Queiroz. I leoni inglesi hanno profondato a sfondare, ma si sono scontrati col muro delle black stars, creando pochissime situazioni interessanti. Rice ha sparato il destro di poco alto, Madueke ha invece innescato una mischia senza trovare la porta. Queiroz ha studiato una tattica difensiva concreta e convincente, con tanta densità in zona centrale, lasciando solo qualche sbocco in fascia. E’ successo oggettivamente poco e i portieri non sono stati chiamati a grandi interventi in un primo tempo di ritmo basso imposto dagli africani, attenti e lucidi nella difesa della propria area. Le emozioni, di fatto non ci sono state e il dato dei passaggi riusciti al 36’ era eloquente: 242 a 36, con l’84% di possesso palla inglese. Facile definirlo sterile.
Pure Bellingham è stato ingabbiato e inglobato a centrocampo e tutta la fase offensiva di Tuchel ne ha risentito. Pure nella ripresa il Ghana è rimasto con il blocco basso e allo stesso modo l’Inghilterra è risultata spesso lenta e prevedibile. Sono stati gli africani a creare la prima vera palla gol della partita al 50’ con la percussione di Senaya e l’assist impreciso verso Ayew a centro area. L’Inghilterra ha trovato uno squillo con Madueke attorno all’ora di gioco, ma il sinistro è stato deviato davanti alla porta. Poco dopo c’è stato lo stacco di Anderson di testa: stessa sorte. Tuchel ci ha provato con le sostituzioni, Saka e O’Reilly, ma il rischio vero lo ha corso dietro con una uscita spericolata di Pickford fuori area su Sibo lanciato verso la porta, ma l’arbitro e il Var hanno reputato regolare l’azione.
Con l’Inghilterra maggiormente sbilanciata, il Ghana ha trovato grandi spazi in contropiede e Adu ha avuto la possibilità di involarsi verso la porta, salvo poi farsi rimontare e fermare sul più bello da Konsa. La noia, inutile nasconderlo, è stata tanta fino al minuto 86, con un sinistro estemporaneo di Saka che ha scaldato le mani di Asare e, sull’azione successiva, la zuccata di O’Reilly si è stampata sulla traversa, con Kane a cestinare la ribattuta di sinistro. In pieno recupero, invece, una mischia da corner ha dato la possibilità agli inglesi di segnare il gol vittoria, ma la difesa ha salvato in affanno sulla linea. È stata quella l’ultima occasione di una partita che si è ravvivata solo negli ultimi minuti. Inghilterra e Ghana appaiate a quota quattro: ora tocca alla Croazia di Modrid.

