Mondiali, il Congo sogna contro l'Inghilterra, ma Kane ribalta tutto: 2-1

Atlanta, 1 luglio 2026 – Un sogno durato oltre settanta minuti, accarezzato con coraggio e abnegazione, orgoglio e determinazione, ma il mondiale è anche dei campioni e l’Inghilterra ne ha uno con il gol nel sangue: Harry Kane. E’ stata la doppietta del bomber inglese a rimontare un eroico Congo, tenuto in piedi dalle parate di Mpasi dopo il gol iniziale di Cipenga, prima con un colpo di testa e poi con un destro ficcante, tutto in dieci minuti circa che sono valsi agli inglesi allenati da Tuchel l’accesso agli ottavi di finale. Un peccato per gli africani, stoici nel provarci fino alla fine, ma l’eliminazione non scalfirà l’orgoglio di un popolo unito al seguito della propria nazionale.

Subito Cipenga, è un gran Congo

Tuchel non deroga da Kane centravanti, alle sue spalle Bellingham in mezzo, Rashford e Madueke esterni. Il Congo prova un 4-3-3 senza difendersi troppo con il tridente davanti composto da Mbuku, Wissa e Cipenga. Gli africani hanno personalità e provano anche a giocare dal basso, prendendosi qualche rischio ma dimostrando un grande coraggio, l’Inghilterra ovviamente prova a pressare e rubare pallone per aprirsi varchi importanti verso l’area. L’atteggiamento del Congo è pregevole, e premia gli azzurri, che sbloccano la gara dopo 7 minuti grazie a Cipenga, innescato sul secondo palo per il destro secco a battere Pickford. Inghilterra annichilita e in difficoltà nella costruzione della patita, infatti è il Congo a comandare le operazioni in avvio con buona qualità tecnica.

I leoni inglesi provano a reagire e puntano soprattutto a destra dove Madueke appare uno dei più pimpanti, ma manca la giocata giusta negli ultimi venti metri e ci sono imprecisioni di troppo in fase di possesso palla. Emerge anche nervosismo, nella fattispecie per Bellingham che si becca un giallo di frustrazione a metà primo tempo, anche rischiando grosso. Il pressing congolese, invece, è molto efficace e a volte sfocia addirittura dentro l’area di rigore inglese per impedire una agile costruzione dal basso.

La prima vera occasione per gli uomini di Tuchel arriva al 28’, su una punizione dal vertice destro dell’area, quando la deviazione di Konsa sfiora il palo alla sinistra di Mpasi. Un minuto dopo cross millimetrico e teso di Rice per l’incornata di Bellingham, ma il portiere congolese vola con le molle sotto i piedi a deviare di lato. L’Inghilterra deve comunque stare attenta al contropiede e soprattutto a un Cipenga scatenato, che ha messo in grande difficoltà il lato destro di Tuchel, mentre Wissa funge egregiamente da sponda offensiva in supporto ai compagni. Il muro del Congo traballa, ma regge: al 35’ percussione di Madueke e centro per Rashford che trova il salvataggio sulla linea di Wan Bissaka. Al 42’, invece, la grande chance di Wissa a pochi passi dalla porta, con un piattone destro colpito in maniera sporca a divorare un facile raddoppio: palla sul palo. Sul capovolgimento di fronte, fuga di Kane verso la porta con uscita spericolata di Mpasi a stenderlo, ma per l’arbitro è tutto regolare e il check del Var non porta all’on field review in mezzo a mille dubbi. Il baluardo del Congo resta comunque il portiere, che pure al 46’ sforna una paratissima sull’inserimento di Bellingham: un miracolo. In pieno recupero di primo tempo la terza parata decisiva di Mpasi, che stavolta respinge la conclusione ravvicinata di Kane su sviluppi di corner. Congo in vantaggio all’intervallo.

Kane la ribalta: che doppietta

L’Inghilterra deve ovviamente fare la partita per agguantare il pari, anche esponendosi alle ripartenze africane, sempre veloci e di lunga leva. Rashford decide di andare in azione personale, ma gli manca solo la conclusione finale per insaccare: palla sull’esterno della rete. Le occasioni inglesi aumentano e Bellingham sfiora l’uno a uno su un tiro cross deviato che Mpasi para ancora con un colpo di reni spaziale. Il Congo decide di impostare la ripresa con un atteggiamento più prudente, con lo scopo di fare densità in zona centrale e precludere ai leoni la via della porta, non a caso Tuchel in panchina è infuriato per la scarsa velocità in manovra dei suoi. Primi cambi all’ora di gioco, Gordon e Saka sono le scelte del ct per provare a ribaltare la partita, ma il Congo resta attento e Mboku sfiora il raddoppio con un siluro di destro che la difesa devia quanto basta. Partita decisamente vibrante e divertente, con gli africani che iniziano ad accarezzare sul serio una grande impresa essendo arrivati al finale di tempo in vantaggio. Gli assalti inglesi proseguono ed è Kane a spegnere il sogno del Congo con la girata vincente di testa a un quarto d’ora dalla fine per l’uno pari che cambia l’inerzia della partita. L’Inghilterra sente infatti la possibilità di vincerla prima dei supplementari e continua ad attaccare, mentre gli africani tentano la via del contropiede ma dalle parti di Pickford si vedono molto meno rispetto alla prima frazione. La stanchezza si fa sentire e Bellingham ha la palla per gli ottavi, ma Mpasi respinge. La rete è comunque nell’aria e il Congo capitola definitivamente a cinque dalla fine. Kane decide di fare tutto da solo e toglie le castagne dal fuoco: coordinazione eccezionale e siluro sotto la traversa. E’ il gol che manda gli inglesi a giocare il 6 luglio contro il Messico in una sfida da brividi. Per il Congo è invece la parola fine al mondiale, ma resterà l’orgoglio di un popolo che ha visto la propria nazionale giocare alla pari contro tutte e con immenso coraggio. Una bella storia.