Juve, è iniziata l’era Comolli. Mercato: occhi su Bernabè

Torino, 11 novembre 2025 – E’ ufficialmente iniziata l’era di Damien Comolli con pieni poteri. La Juventus ha ufficializzato il nuovo amministratore delegato, che è proprio il dirigente francese in sostituzione di Maurizio Scanavino, e ha dato vita in maniera definitiva al nuovo corso nella ricerca di un progetto vincente. Sarà dunque Comolli a tracciare la rotta della Juve del futuro, da un ruolo di rilevanza dentro al club e con poteri di amministrazione allo scopo di dare una sterzata netta rispetto alle ultime opache stagioni. Ora, la Juventus sarà voce ed emanazione di Comolli, l’uomo scelto da John Elkann per gestire il club e traghettarlo verso nuovi e ambiziosi lidi. L’obiettivo è tornare a vincere.

Comolli nuovo Ad: inizia la nuova era

Attorno a ora di pranzo è stata la stessa società bianconera a comunicare ufficialmente ciò che era noto a tutti. Già nel corso dell’assemblea dei soci era nell’aria il cambio tra Maurizio Scanavino e Damien Comolli, ma non c’era stato tempo di riunire il Cda che invece si è ritrovato oggi per nominare il nuovo amministratore delegato. Ecco la nota: ‘Il Consiglio di Amministrazione di Juventus Football Club S.p.A. riunitosi oggi sotto la Presidenza di Gianluca Ferrero, ha deliberato, inter alia, in ordine alla nomina delle cariche sociali e al conferimento dei poteri agli Amministratori, nonché alla costituzione dei comitati endoconsiliari e alla nomina dei relativi membri. Il Consiglio di Amministrazione ha nominato Damien Comolli quale Amministratore Delegato, con contestuale cessazione del precedente incarico di Direttore Generale, conferendogli poteri di amministrazione sostanzialmente in continuità con l’assetto precedente’. Ecco allora i ‘pieni poteri’ per il dirigente francese che ora avrà il compito di riportare la Juventus ai vertici e già una prima mossa significativa è stata la sostituzione a ottobre di Igor Tudor per far posto a Luciano Spalletti. La missione non è facile ed è stata rimessa all’ordine del giorno proprio dalla proprietà, che ha chiesto una Juve di nuovo vincente. “Oggi è importante che la Juve vinca e un allenatore come Spalletti deve portarla a vincere”, il chiaro messaggio di John Elkann. L’impulso, con aumenti di capitale e investimenti, resta quello della famiglia, come confermato da Elkann: “Il rapporto della mia famiglia con la Juve è il più duraturo che esiste nel mondo, nasce da mio bisnonno e la mia generazione con Andrea Agnelli ha dato tanto. Il rapporto è inossidabile e se uno pensa al 2006 ne siamo usciti più forti. Nel 2022 abbiamo avuto un momento complicato e anche qui ne stiamo uscendo”. Insomma, la Juve è guidata dalla famiglia e Tether, che continua a sperare in un ruolo sempre più rilevante, dovrà aspettare.

Mercato: piacciono Bernabè e Norton Cuffy

Con Comolli alla guida ora si attende anche la nomina del nuovo direttore sportivo, che avrà come compito quello di rinforzare e migliorare la rosa a gennaio. In attesa di capire le intenzioni di Dusan Vlahovic sul rinnovo di contratto, sicuramente ci sono due reparti dove intervenire in maniera massiccia e profonda. Alla Juve manca un mediano, un giocatore di qualità che possa dare fluidità alla manovra e giocate importanti anche in zona di rifinitura. Gli occhi della dirigenza e di Luciano Spalletti si sono posati su Adrian Bernabè, mediano classe 2001 del Parma e reduce dalla perla nell’undicesima giornata contro il Milan. Il giocatore piace per tecnica individuale e duttilità, potendo ricoprire diversi ruoli, non solo sulla mediana ma anche come posizione di raccordo con l’attacco. Resta da capire se il Parma vorrà e potrà privarsi del miglior giocatore a gennaio e, se sì, a quale ipotetica cifra potrebbe venderlo. Di sicuro si andrebbe sulla doppia cifra abbondante. Un altro ruolo da migliorare è senza dubbio l’out di destra. Joao Mario per ora non si è visto e anche Spalletti deve procedere di adattamenti e soluzioni estemporanee, motivo per il quale a gennaio una pedina dovrà arrivare. Norton Cuffy del Genoa resta un nome, costo 15 milioni di euro, assieme a Nahuel Molina dell’Atletico Madrid.
 

Blanchard: “Spalletti per mandare un messaggio; la stagione non è finita”

Da oltre sessant’anni la Juve non esonerava un allenatore a ottobre, era il 1963/1964, e in generale in pochi mesi ne sono saltati due. Prima Thiago Motta, poi Igor Tudor, sacrificati sull’altare dei risultati non soddisfacenti, così adesso tocca a Luciano Spalletti ridare alla Juventus un tono vincente. Ne ha parlato a Tuttojuve l’ex bianconero Jocelyn Blanchard: “Siamo solo a inizio stagione, la Juve deve continuare a perseguire i suoi obiettivi e non accontentarsi. Il club è solido e credo che la sostituzione di Tudor con Spalletti voglia dire; l’annata non è finita a ottobre”. E’ stato poi chiesto a Blanchard di chi siano state le maggiori responsabilità per l’esonero di Igor Tudor. Probabilmente la risposta va condivisa tra tutti: “I risultati sono principalmente responsabilità dei giocatori perché sono loro ad allenarsi e scendere in campo. Dall’altro lato spetta anche all’allenatore trovare i punti di forza della squadra e dare fiducia ai giocatori, supportandoli e migliorandoli ogni giorno. Non credo che la Juve abbia giocatori scarsi”. Buona per Blanchard la scelta di Spalletti, allenatore con competenze, curriculum e idee di calcio: “Ha esperienza e bravura, un cv vincente anche se il compito non sarà facile. Il campionato italiano si è indebolito proprio come la nazionale”. Da conoscitore del calcio francese, a Blanchard è stato chiesto un parere sulle difficoltà di Jonathan David: “Ha fatto molto bene a Lille, lui è un giocatore generoso e in Italia si aspettano che possa segnare più gol, ma per farlo deve giocare con regolarità. C’è più concorrenza rispetto al Lille ma credo abbia il potenziale per fare bene. Mi aspetto che Spalletti riesca a rilanciarlo”.

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