Via i cerotti. Finalmente. Marcus Thuram e Adrien Rabiot scaldano i motori in vista del rientro. Il derby di domenica alle 20.45 nel mirino. E magari dal primo minuto. Per loro, durante la sosta, non c’è stato bisogno di incrociare le dita. Sono rimasti entrambi in Italia, risparimati dalla convocazione di Didier Deschamps con la Francia. Thuram aveva già riassaggiato il campo prima della sosta, dopo il risentimento muscolare al bicipite femorale della gamba sinistra accusato in Inter-Slavia Praga dell’ormai lontano 30 settembre. Una ventina di minuti di rodaggio nel finale della partita con il Kairat, poi copia e incolla in campionato con la Lazio.
Fin qui, 9 presenze, 5 gol e 2 assist, prima dello stop forzato. Numeri in linea con l’anno scorso: 18 gol e 9 assist. Nel 2023/2024, invece, più passaggi vincenti (14) e meno reti (15). Numeri, gira e rigira, di grande impatto. Il figlio d’arte è di fatto il partner perfetto di Lautaro Martinez. Lo ha dimostrato quando le alternative si chiamavano Marko Arnautovic, Mehdi Taremi, Joaquin Correa. Ha iniziato a farlo ora che invece Cristian Chivu, al contrario di Simone Inzaghi, può contare sulle “stelline“ Francesco Pio Esposito e Ange-Yoan Bonny.
Ora il 28enne vuole riallacciare il filo del discorso, anche con il Milan: nelle prime due stracittadine il francese, apprezzato dal Diavolo ai tempi del Borussia Mönchengladbach, aveva segnato altrettante volte. Nel travolgente 5-1 dell’andata. Nel 2-1 del ritorno che consegnò la seconda stella ai nerazzurri proprio di fronte ai cugini.
L’altro “galletto“ Adrien Rabiot, invece, non ha più rivisto il campo, in Italia, da Juventus-Milan del 5 ottobre. Galeotta fu la nazionale francese: lesione al soleo. Il centrocampista è sulla via del pieno recupero, ora: è rimasto a Milanello ad allenarsi, non ha partecipato all’amichevole di venerdì scorso (2-3 con l’Entella, in campo invece Christian Pulisic e Ardon Jashari) ed è pronto a rientrare in gruppo questa settimana.
Fin qui, in campionato, non aveva saltato un minuto dal suo arrivo alla corte del mentore Massimiliano Allegri. Non solo: cinque partite tra campionato e Coppa Italia, quattro vittorie, un pareggio. La mezz’ala è stata fortemente voluta dal tecnico. Di fatto è un “pupillo“ dai tempi della Juventus. E nell’annata marsigliese (10 centri con Roberto De Zerbi) il rapporto non si è mai interrotto.
“Con lui posso parlare di tutto e non solo di calcio. Lo apprezzo molto come persona – le parole del calciatore quest’estate – e Ha una mentalità vincente. È chiaro, se mi chiama io sarò sempre disponibile a parlare con lui e in realtà già parliamo spesso. Giovanni Rossi, il consigliere di De Zerbi, lavora anche con Allegri e quando lo chiama mi dice: ’Vieni che ti passo tuo papà’…”. Questo, in tempi non sospetti. Figurarsi dopo la “rissa da pub inglese”, come la ha definita De Zerbi, con il compagno dell’Olympique Rowe, passato poi al Bologna. Rabiot è la mezz’ala da area ad area perfetta per Max. E lo ha dimostrato fin dai suoi primi passi in rossonero. Fase difensiva, fisicità, leadership, tecnica, inserimenti a profusione. Da una sosta all’altra lo ha sostituito Ricci, diverso per caratteristiche. Adesso è il momento di tornare al fianco di Modric e a supporto delle due punte. Così come per Thuram è tempo di tornare al fianco del “Toro“. Ancora qualche giorno per ultimare il rodaggio. Poi i due francesi saranno pronti a incrociarsi di nuovo. Nel febbraio 2024, Inter-Juventus 1-0, erano state scintille: Thuram, sostituito, aveva ritardato l’uscita dal campo e Rabiot non gliele aveva mandate a dire. Altri tempi, altra storia. Ora, tempo di derby. Un derby da primato: cittadino e non solo.


