Napoli-Atalanta, probabili formazioni e dove vederla. Conte a colloquio con la squadra

Napoli, 21 novembre 2025 – Se qualcuno nello spogliatoio del Napoli sperava in cuor suo che la settimana di ‘vacanza’ trascorsa da Antonio Conte a Torino lo avesse ammorbidito dopo la furia successiva alla sconfitta di Bologna allora è destinato a rimanere deluso: il tecnico salentino è più carico che mai nonostante il silenzio stampa a livello personale varato alla vigilia della gara contro l’Atalanta, in programma sabato 22 novembre alle 20.45 al Maradona.
 

Le probabili formazioni

 

Napoli (4-1-4-1): Milinkovic-Savic; Di Lorenzo, Rrahmani, Buongiorno, Gutierrez; Lobotka; Politano, Elmas, McTominay, Neres; Hojlund. Allenatore: Conte

Atalanta (3-4-2-1): Carnesecchi; Kossounou, Hien, Ahanor; Bellanova, Ederson, Pasalic, Zappacosta; De Ketelaere, Lookman; Scamacca. Allenatore: Palladino

Orario e dove vedere Napoli-Atalanta in tv e streaming

 

Napoli-Atalanta (fischio d’inizio alle 20.45) sarà trasmessa in diretta su Dazn, la cui app è disponibile anche sulle Playstation e XBox o sui dispositivi Amazon Firestick, Google Chromecast, NOW e TIMVISION Box. Il match sarà trasmesso anche da Sky sui canali Sky Sport Uno (numero 201), Sky Sport Calcio (numero 202), Sky Sport 4K (numero 213) e Sky Sport (numero 251): disponibile anche lo streaming sul dispositivo Sky Go.

Le origini della crisi e il faccia a faccia tra Conte e la squadra

 

Il ritorno di Conte nel quartier generale di Castel Volturno è stato all’apparenza soft: toni e volti distesi, pranzo con la squadra (priva dei giocatori convocati dalle rispettive Nazionali) e lavoro, tanto ma non più del solito. Probabilmente il tecnico salentino, ancora privo dei lungodegenti Romelu Lukaku, Kevin De Bruyne e Alex Meret, ai quali in questa sosta si è aggiunto André-Frank Zambo Anguissa (ai quali sommare pure un Billy Gilmour ancora acciaccato per il quale è stata varata la linea della prudenza), ha semplicemente voluto aspettare il rientro dei tanti elementi sparsi per il globo per mettere tutti a rapporto. Insomma, la scelta è stata chiara: niente conferenza stampa della vigilia, nonostante in teoria fosse prevista, ma ottimizzazione dei tempi nel segno di un colloquio molto importante e delicato con la squadra, che dal 28 ottobre è scivolata lentamente ma inesorabilmente in un tunnel inquietante. Quel pomeriggio il Napoli regolò il Lecce a domicilio con un colpo di testa di Anguissa che nessuno avrebbe potuto immaginare come l’ultimo gol siglato da quel momento in avanti. Poi pareggio a reti bianche contro il Como (con un altro rigore parato da Vanja Milinkovic-Savic, che si era già esaltato nello stesso fondamentale al Via del Mare) e risultato analogo, passando alla Champions League, sempre al Maradona ma contro l’Eintracht Francoforte. Una serie di risultati già non esattalemnte esaltanti difesa però da Conte, che in quel lasso temporale aveva visto una squadra solida dietro (specialmente grazie a Milinkovic-Savic) e, a suo dire, anche viva davanti nonostante l’anemia offensiva: per l’allenatore il Napoli creava tanto ma concretizzava poco. Quasi come una prova del nove per tastare il polso alle reali condizioni del Napoli, tra l’altro prima della sosta, con tutte le conseguenze positive o negative del caso in termini di riflessioni e umori, arriva il match contro un Bologna imbattuto in casa in campionato e dal Dall’Ara violato solo una volta in tutte le competizioni nell’anno solare. Dopo un primo tempo incoraggiante almeno sul piano della volontà e dell’atteggiamento propositivo, nella ripresa gli azzurri vanno in totale balia dei rossoblù, come un po’ accaduto anche nel match della passata stagione: all’epoca i futuri campioni d’Italia riuscirono a difendere con le unghie e con i denti un pareggio che con il senno di poi, specialmente in seguito alla successiva sconfitta all’ultimo secondo dell’Inter sempre a quelle latitudini, si sarebbe rivelato per la vittoria del campionato. Altri tempi per il Napoli, a inizio novembre crollato sotto i colpi di Thjis Dallinga e Jhon Lucumì e praticamente quasi incapace di tirare verso la porta del 17enne debuttante Massimo Pessina: praticamente l’emblema di una sconfitta che ha lasciato il segno in tutti, a cominciare da Conte, che nell’immediato dopo partita ha attaccato tutto e tutti (e quindi non solo più i nuovi acquisti, come avvenuto dopo la debacle di Eindhoven) prima appunto di staccare la spina, almeno fisicamente, da una realtà diventata turbolenta.

Le scelte di Conte in vista di Napoli-Atalanta

 

Dopo quello delle parole arriverà il tempo dei fatti, con il campo che domani sera darà (o non darà) a Conte le risposte auspicate, ripartendo dal 4-3-3 e dalle certezze degli ultimi tempi, come Milinkovic-Savic tra i pali. In difesa ci saranno capitan Giovanni Di Lorenzo, Amir Rrahmani, Alessandro Buongiorno e Miguel Gutierrez, in vantaggio nel ballottaggio con il rientrante Leonardo Spinazzola, che potrebbe invece essere schierato nel match di Champions League contro il Qarabag diventato già quasi cruciale per il prosieguo del cammino. A centrocampo agiranno Eljif Elmas, Stanislav Lobotka e Scott McTominay, grande protagonista con la sua Scozia di una sosta impreziosita dal pass per i prossimi Mondiali, con tanto di strepitoso gol in rovesciata a referto. Di ben altro verso è stata l’avventura con la propria Nazionale di Matteo Politano, comunque certo di una maglia a destra: al centro ci sarà Rasmus Hojlund, a sua volta a segno con la Danimarca, con David Neres in vantaggio a sinistra su Noa Lang. Un occhio all’Atalanta e uno, appunto, al Qarabag, per due appuntamenti ravvicinati che potrebbero dare una chance anche a coloro che sono un po’ usciti dalle rotazioni. Quel che è certo è che, ad oggi, nella testa di Conte, al netto ovviamente delle assenze per infortunio, esiste una sorta di undici tipo: un nocciolo duro di fedelissimi in campo ma, evidentemente, anche fuori, per un verdetto che potrebbe essere stato confermato dal faccia a faccia avvenuto a Castel Volturno in una vigilia silente ma rovente.